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Se siete sicuri che l’Italia sia formata da venti regioni, è perché ancora non avete considerato la ventunesima. Non la si può girare in macchina e non è segnata sull’Atlante, ma col computer si raggiunge in un secondo. È un luogo virtuale ma quasi si avverte il profumo che emana. E’ la “ventunesima regione gastronomica d’Italia”, ovvero il Gruppo virtuale cuochi italiani, GVCI, con tanto di sito, forum, newsgroup e tutti gli strumenti per comunicare on-line.
Era il 2001, quando per iniziativa congiunta di due chef italiani, Mario Caramella e Rosario Scarpati, nacque un gruppo che intendeva riunire i cuochi italiani all’estero. Eccola la ventunesima regione, fatta da professionisti italiani che lavorano in hotel e ristoranti, e che mettono in comune le esperienze per salvaguardare e sviluppare out of italy i prodotti made in italy. Il tutto rigorosamente sul web.
Perché tutto questo? Perché da oggi, 23 maggio, e per i prossimi due giorni, i protagonisti virtuali del GVCI diventano reali e si riuniscono a Torino, al Museo dell’Automobile “Carlo Biscaretti di Ruffia”. Settanta sono i grandi cuochi e chef italiani, una decina i giornalisti specializzati in enogastronomia, uno il moderatore, Edoardo Raspelli.
Titolo del convegno è “L’evoluzione storica del cuoco italiano nell’ultimo secolo”. I cuochi affrontano la memoria storica della loro professione, in attesa delle tavole rotonde successive, sulla borsa mercato dei prodotti tipici piemontesi – da esportare – e sulla diffusione e la reperibilità degli stessi nel mondo, con la presenza di alcuni ristoratori della regione.
L’occasione del convegno nasce anche da uno studio effettuato dall’Università di Buenos Aires, dalla quale emerge che i grandi cuochi italiani hanno conquistato l’alta ristorazione all’estero, nei ruoli di chef ed executive chef. Questo dà al convegno un respiro internazionale, e non solo perché gli ospiti lavorano all’estero, ma anche perché la loro abilità è universalmente riconosciuta.
http://www.gvci.org/
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