Nato a Dogliani, nel cuneese nel 1912, Giulio è figlio di Luigi Einaudi, primo presidente della Repubblica. Al liceo d'Azeglio, sotto gli insegnamenti dell'antifascista Augusto Monti, si unisce a Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Vittorio Foa, Giulio Carlo Argan, Ludovico Geymonat e Franco Antonicelli: assieme si incontrano - spesso al caffè Rattazzi - e dibattono di politica, cultura, letteratura. A poco più di vent'anni, nel 1931, scopre la propria vocazione: fonda la Giulio Einaudi Editore, nel palazzo dove un tempo c'era "L'Ordine Nuovo" di Gramsci
. Arrestato nel '35 da regime, nel '36 torna al lavoro. Nel dopoguerra, Einaudi pubblica le "Lettere dal carcere" e i "Quaderni" di Gramsci e coinvolge nella casa editrice nomi come Calvino, Vittorini, Ginzburg, Bollati. Nel '94, con sofferenza, il torinese cede il 70% dell'editrice alla Mondadori. Giulio Einaudi muore il 5 aprile 1999, a 87 anni, nella sua casa di campagna a Magliano Sabina, a due passi da Roma. |