A Torino, nel gennaio 1885, viene approvato un programma molto esteso di espansione, allargamenti, risanamento e veri e propri interventi e tagli nel centro storico e nelle zone limitrofe. Il programma è in linea col processo di espansione e appropriazione dell'area centrale da parte della borghesia imprenditoriale. Il momento è propizio al nuovo stile che si sta facendo strada: il liberty. Zone “vergini” sono pronte a farsi conquistare dalla nuova moda: corso Francia e via Cibrario, la Crocetta, la pre collina vicino al Po. Gli interventi in centro, non potendo disporre di ampi spazi di terreno edificabile, sono molto limitati, e i più numerosi sono relativi agli esercizi commerciali. La consacrazione della versione italiana dell'Art Nouveau si ha nel 1902, con l'Esposizione Generale. Da vedere, ad esempio: casa Avezzano, in via Vico 2, casa Florio, in via San Francesco 17, villa Foa-Levi, in via Bezzecca 11, palazzina Menzio in via Donizetti 22. |