A pochi metri da Porta Palazzo, le Tre galline razzolano ormai da decenni nell'aia della gastronomia torinese. Il locale è storico - già lo amava Cesare Pavese
- e oggi, dopo una recente ristrutturazione che l'ha reso elegante e raffinato, propone una cucina della tradizione che si permette qualche raffinatezza. Il meglio? i classici - come il bollito, il fritto
eccetera - ma anche il petto d'oca affumicato con noci e renette e la straordinaria finanziera.
Le tre galline
di Stefano Cavallito & Alessandro Lamacchia
Il ristorante Tre Galline, da centinaia di anni, attende gli avventori in via Bellezia, all’angolo con la piccola via che lo battezza e a un passo da piazza Emanuele Filiberto, e offre la sua cucina piemontese.
Sotto la storica insegna del ristorante più antico della città si sono avvicendate tante diverse anime, dall’osteria, quasi di campagna, alle porte della città sino ai periodi bui in cui ai frequentatori interessavano più che il cibo le avvenenti e disponibili donne che si aggiravano tra i tavoli. Tempi passati.
Sotto la guida di Riccardo De Giuli, il locale è stato ristrutturato sapientemente ed offre una sala molto accogliente e calda di legno con tavoli ben distanziati tra loro e una tranquillità difficile da trovare nei tanti ristoranti attenti a fare il maggior numero di coperti possibili. Aprendo la carta troverete piatti ontologicamente simili a quelli incontrati dai vostri bis bis bisavoli mangioni. Ma senza scomodare l’archeologia della gastronomia, non bisogna aver letto tanti trattati in materia per apprezzare la carne cruda tagliata al coltello oppure il gustoso sformato di tapinambour con fonduta di Castelmagno. Tra i primi, oltre agli immancabili agnolotti al sugo d’arrosto, vi consigliamo il risotto alla zucca, specialità della cuoca, di cui ricordiamo la perfetta cottura e il suadente sapore. Ancora, abbiamo apprezzato tra i secondi uno stracotto di bue, definito bue al cucchiaio per la sua carne arrendevole dopo le ore di cottura. Curata la carta dei vini, tra cui una discreta proposta al bicchiere, che sfrutta il fatto che il De Giuli possegga anche la vicina vineria Tre Galli. Si termina con una buona torta di nocciole con zabaione, un conto intorno ai trenta euro e la sensazione di avere indovinato il posto per trascorrere una serata piacevole. |