Controllo acqua calda a Roma: come fare

Il corretto funzionamento dell’acqua calda sanitaria è fondamentale per il comfort domestico, soprattutto in una grande città come Roma. Effettuare controlli regolari permette di prevenire disagi, migliorare l’efficienza dell’impianto e garantire sicurezza, riducendo il rischio di guasti improvvisi o consumi eccessivi.

Controllo e manutenzione acqua calda a Roma

Il controllo dell’acqua calda sanitaria riguarda principalmente la verifica degli impianti che la producono, come caldaie, scaldabagni a gas o elettrici e sistemi centralizzati. A Roma, dove molti edifici presentano impianti datati o condivisi, la manutenzione assume un ruolo ancora più importante.

Durante il controllo, il tecnico verifica lo stato generale dell’impianto, la corretta accensione, la stabilità della temperatura e la pressione dell’acqua. Vengono inoltre esaminati componenti fondamentali come lo scambiatore di calore, le valvole di sicurezza e i sistemi di regolazione, spesso soggetti a usura o a incrostazioni di calcare.

Un altro aspetto rilevante è la qualità dell’acqua. In presenza di acqua particolarmente dura, come avviene in molte zone di Roma, il calcare può accumularsi rapidamente, riducendo l’efficienza dell’impianto e causando sbalzi di temperatura o tempi di attesa più lunghi per l’erogazione dell’acqua calda.

Andando su questo sito www.assistenzacaldaiebosch.roma.it , si potranno avere tutte le informazioni, utili per orientarsi tra controlli tecnici e manutenzione programmata dell’impianto. La manutenzione periodica consente anche di individuare eventuali perdite o anomalie prima che diventino problematiche.

Quando chiamare un tecnico

Capire quando è necessario chiamare un tecnico specializzato è utile per evitare danni maggiori e garantire la sicurezza dell’abitazione. Uno dei primi segnali da non sottovalutare è la mancanza totale di acqua calda o la presenza di acqua solo tiepida, anche dopo lunghi tempi di attesa.

Altri campanelli d’allarme sono gli sbalzi improvvisi di temperatura, rumori anomali provenienti dalla caldaia o dallo scaldabagno e l’aumento ingiustificato dei consumi energetici: questi possono indicare problemi allo scambiatore, ai sensori di temperatura o al sistema di combustione.

È necessario contattare un tecnico oltremodo in presenza di perdite d’acqua, odori insoliti o spegnimenti frequenti dell’impianto. In questi casi, intervenire tempestivamente riduce il rischio di guasti gravi e migliora la sicurezza complessiva del sistema.

Paesi poveri africani: da area in difficoltà a motore di crescita futura

I paesi poveri africani vengono spesso descritti come un problema globale, ma in realtà rappresentano una delle maggiori opportunità di crescita economica dei prossimi decenni. A differenza delle economie mature, dove i mercati dei beni materiali sono ormai saturi e la crescita rallenta, molti paesi africani si trovano ancora in una fase iniziale di sviluppo e possono beneficiare di lunghi periodi di espansione economica.

Lo sviluppo sostenibile non passa dal blocco della crescita, ma dalla costruzione delle infrastrutture di base: strade, ferrovie, reti idriche, centrali elettriche e sistemi di comunicazione. Senza queste strutture essenziali, nessun paese può avviare un processo di industrializzazione stabile né migliorare le condizioni di vita della popolazione. Gli aiuti internazionali dovrebbero quindi essere legati a progetti concreti e misurabili, capaci di generare sviluppo autonomo nel tempo.

Un fattore decisivo per la crescita dei paesi poveri africani è l’accesso a energia affidabile ed economicamente sostenibile. In molte aree del continente l’unica fonte energetica è ancora la legna da ardere, con gravi conseguenze ambientali ed economiche. Per sostenere lo sviluppo produttivo è invece necessaria energia continua e a basso costo, come quella ottenibile da gas naturale e grandi impianti idroelettrici, già disponibili in diverse regioni africane.

Accanto alle infrastrutture fisiche, sono fondamentali anche le infrastrutture istituzionali. La tutela del diritto di proprietà e una regolamentazione economica adeguata al contesto locale permettono alle attività produttive di emergere dall’economia informale e di accedere al credito. Senza certezze giuridiche, infatti, le proprietà non possono essere utilizzate come garanzia per investimenti e finanziamenti, rallentando la crescita.

Lo sviluppo dei paesi poveri africani produce benefici che vanno oltre il continente: riduce le cause profonde delle migrazioni, diminuisce il rischio di conflitti e apre nuovi mercati alle imprese europee. Favorire la crescita africana significa quindi creare vantaggi reciproci, economici e sociali, in un’ottica di lungo periodo.

In conclusione, i paesi poveri africani non sono un problema da gestire, ma una opportunità da valorizzare attraverso investimenti mirati, infrastrutture, energia e regole economiche funzionali allo sviluppo.

Pizzeria di successo: i punti chiave

Aprire e gestire una pizzeria di successo richiede molto più di una buona ricetta dell’impasto. È necessario strutturare un modello gestionale efficiente, selezionare materie prime di qualità certificata, adottare tecnologie professionali e definire un’identità di brand riconoscibile.

Come avere una pizzeria di successo?

Per ottenere performance elevate, una pizzeria deve basarsi su un sistema integrato che coordina produzione, servizio, marketing e analisi economica. La competitività del settore impone l’adozione di standard tecnici ben precisi e l’ottimizzazione costante di ogni fase, dalla lievitazione al servizio al tavolo, fino alla comunicazione digitale.

Qualità del prodotto e controllo degli ingredienti

La pizza deve essere il primo elemento di misurazione dell’eccellenza. L’impasto va curato attraverso una gestione corretta di lievitazione, idratazione e maturazione, impiegando farine professionali adatte alla tecnica scelta. La selezione delle materie prime deve privilegiare prodotti DOP, IGP o certificati, assicurando tracciabilità e continuità di rendimento. Il controllo dei fornitori e la standardizzazione delle ricette garantiscono uniformità tra un servizio e l’altro.

Tecnologia e attrezzature professionali

Un’attrezzatura adeguata incide direttamente sulla produttività e sulla qualità della pizza. Forni di ultima generazione, padelle per pizza, impastatrici a spirale, abbattitori e banchi refrigerati permettono di mantenere costante la temperatura degli ingredienti, ottimizzare i tempi di lavorazione e ridurre gli scarti. Integrare dei software gestionali favorisce la pianificazione degli ordini, l’analisi dei costi e il monitoraggio delle vendite in tempo reale.

Gestione della sala e customer experience

Una pizzeria di successo si distingue anche per l’efficienza del servizio e l’accoglienza. Il layout della sala deve essere progettato per garantire un flusso funzionale tra ospiti e operatori. La mise en place, seppur più informale rispetto alla ristorazione classica, contribuisce alla percezione di qualità. Il personale deve essere formato su tecniche di vendita assistita, norme igienico-sanitarie e gestione del cliente. Tempi di attesa contenuti e comfort ambientale determinano un’esperienza positiva e replicabile.

Marketing e posizionamento del brand

La comunicazione digitale è un fattore determinante nella crescita di una pizzeria. Strategia SEO, presenza sui social, shooting fotografici professionali e recensioni online contribuiscono alla reputazione del locale. Il brand deve trasmettere un’identità chiara: stile della pizza, filosofia degli ingredienti e atmosfera della pizzeria. Promozioni, eventi a tema e programmi di fidelizzazione possono rafforzare la relazione con la clientela.

Assicurazione per opere d’arte: cosa fare prima di firmare oggi

L’assicurazione per opere d’arte è uno strumento imprescindibile per collezionisti, musei, gallerie e privati che intendono tutelare il proprio patrimonio artistico. Prima di procedere alla sottoscrizione di una polizza, si dovrebbe comprendere a fondo le coperture offerte, le esclusioni contrattuali e le condizioni di validità. Una valutazione preventiva condotta da professionisti qualificati e la consulenza di esperti del settore assicurativo e del restauro costituiscono i presupposti per garantire una protezione reale ed efficace.

Che cos’è l’assicurazione per le opere d’arte

L’assicurazione per le opere d’arte è una tipologia di copertura altamente specializzata, concepita per tutelare beni di rilevanza economica, storica e culturale da eventi potenzialmente dannosi come furti, incendi, danneggiamenti accidentali o deterioramenti dovuti al trasporto. A differenza delle assicurazioni tradizionali, questo tipo di polizza tiene conto della specificità del bene assicurato, integrando criteri di valutazione estetica, storica e conservativa.

L’assicurazione delle opere d’arte è atta a proteggere il valore economico e culturale di dipinti, sculture e altri manufatti artistici. Esistono diverse tipologie di polizze, come la “All Risks” e la “chiodo a chiodo”, che offrono coperture specifiche per i vari rischi associati alle opere d’arte. Per una valutazione accurata e servizi di restauro professionale, è consigliabile rivolgersi a esperti del settore, come il team di www.angelanirestauro.it attivo dal 1980.

Prima della stipula di qualsiasi contratto, la procedura corretta prevede una perizia tecnico-valutativa eseguita da un esperto, in grado di stimare il valore di mercato e lo stato di conservazione dell’opera. Tale documento costituisce la base per la determinazione del premio assicurativo ed è un elemento probatorio essenziale in caso di richiesta di risarcimento.

Quali sono le caratteristiche di un’assicurazione di questo tipo

Le assicurazioni per opere d’arte si distinguono per una struttura contrattuale complessa, calibrata sulle peculiarità del bene assicurato.

La copertura cosiddetta “All Risks”, come anticipato, costituisce la formula più completa in quanto tutela l’opera da ogni evento dannoso non espressamente escluso dal contratto, comprendendo furti, atti vandalici, eventi naturali e danni accidentali. In alternativa, la polizza “chiodo a chiodo”, più specifica, è concepita per garantire la massima protezione durante le fasi di movimentazione, prestito o esposizione, coprendo l’opera dal momento in cui viene rimossa dal suo alloggiamento fino alla reinstallazione.

Oltremodo, alcune polizze includono servizi accessori come il rimborso delle spese di restauro post-sinistro o un risarcimento per la perdita di valore residua dovuta a interventi conservativi necessari. In questi casi, il ruolo del restauratore qualificato è determinante, poiché dalla qualità dell’intervento dipende la conservazione del valore economico e artistico dell’opera.

Tipologie e consigli

Le tipologie di assicurazione variano in funzione della destinazione e del contesto di utilizzo delle opere. Le polizze per collezioni private garantiscono la tutela di nuclei artistici conservati in ambienti domestici o privati, con clausole specifiche per i rischi interni all’abitazione.

Le coperture museali e per gallerie comprendono delle condizioni maggiormente articolate, pensate per esposizioni permanenti, prestiti temporanei e movimentazioni periodiche.

Prima di firmare una polizza, è imprescindibile procedere con una valutazione professionale e aggiornata del valore delle opere. Tale stima, accompagnata da documentazione fotografica e certificati di autenticità, è il fondamento tecnico su cui si costruisce la copertura assicurativa. Si consiglia inoltre di analizzare con attenzione le clausole di esclusione, i massimali di copertura e l’eventuale franchigia, poiché da essi dipendono l’effettiva estensione e l’entità del risarcimento.

Un ulteriore aspetto riguarda la manutenzione conservativa, poiché un’opera costantemente monitorata e mantenuta in buone condizioni conserva il proprio valore, riducendo sensibilmente il rischio di sinistro.

Cause e cure delle ulcere cutanee

Le ulcere cutanee si manifestano frequentemente in pazienti con comorbidità sistemiche, compromissione vascolare o immobilità prolungata. Una gestione tempestiva è atta a ridurre il rischio di infezioni, dolore persistente e danni tessutali progressivi.

Curare un’ulcera cutanea e gestire il dolore

Il trattamento delle ulcere cutanee richiede un approccio clinico basato sulla valutazione della profondità della lesione, delle condizioni vascolari, dello stato infiammatorio e della presenza di infezione. La scelta del protocollo terapeutico dipende dal tipo di ulcera (vascolare, neuropatica, da pressione, traumatica) e dalla situazione generale del paziente. Ci si può avvalere dei servizi professionali, come per esempio l’infermiere a domicilio Roma, per garantire competenze specialistiche direttamente nell’ambiente domestico e assicurare una gestione continuativa e sicura della ferita.

Le strategie terapeutiche comprendono:

  • debridement selettivo (autolitico, enzimatico, strumentale), fondamentale per rimuovere tessuto necrotico e migliorare il microambiente della ferita;
  • controllo dell’infezione, mediante medicazioni avanzate con proprietà antimicrobiche o, nei casi necessari, terapia antibiotica sistemica;
  • ottimizzazione del microclima della ferita, tramite medicazioni che mantengono un’adeguata umidità per favorire la neoformazione tessutale;
  • riduzione della pressione o dello stress meccanico, tramite ausili, posizionamento corretto e dispositivi antidecubito;
  • gestione del dolore, che rappresenta una componente clinica rilevante: si utilizzano analgesici sistemici, tecniche di medicazione atraumatica e supporti che limitano la stimolazione nocicettiva;
  • trattamento dei fattori sistemici, come controllo glicemico, supporto nutrizionale, gestione vascolare e ottimizzazione della perfusione periferica.

Cause delle ulcere alla pelle

Le ulcere cutanee hanno origine multifattoriale e derivano dall’interazione tra fattori locali e sistemici. Una delle cause è la compromissione vascolare, sia venosa sia arteriosa. Le ulcere venose sono legate a insufficienza venosa cronica, ipertensione venosa e stasi ematica, mentre le ulcere arteriose derivano da ischemia persistente dovuta a aterosclerosi o occlusioni periferiche.

Le ulcere da pressione compaiono quando un’area del corpo è sottoposta a carico prolungato, determinando ischemia capillare e necrosi tissutale; sono tipiche dei pazienti immobilizzati o non autosufficienti. Le ulcere neuropatiche, frequentemente associate al diabete mellito, sono causate da perdita di sensibilità periferica che espone a microtraumi non percepiti e a scarsa vascolarizzazione.

Altri fattori contribuenti includono traumatismi, infezioni, disturbi della coagulazione, deficit nutrizionali, patologie autoimmuni e trattamento farmacologico cronico (come corticosteroidi).

Come proteggere i macchinari dagli scarti industriali

Gli scarti prodotti dai macchinari industriali possono generare fenomeni di abrasione, corrosione e intasamento, compromettendo le performance e aumentando i costi di manutenzione. È quindi necessario adottare strategie preventive e sistemi di gestione che ottimizzino il ciclo produttivo e favoriscano la sicurezza degli operatori.

Cosa fare contro gli scarti industriali

Gli scarti industriali, se non opportunamente trattati, possono ostacolare i flussi di produzione e deteriorare i componenti meccanici. La scelta di dispositivi idonei alla raccolta, movimentazione e smaltimento è determinante per mantenere l’impianto operativo in condizioni ottimali. Tra i sistemi più diffusi spicca il trasportatore a nastro, apparecchiatura studiata appositamente per convogliare i residui solidi, o semisolidi, verso le aree di trattamento o stoccaggio.

La protezione dei macchinari richiede oltremodo una progettazione che includa sistemi di separazione, filtrazione e aspirazione, capaci di ridurre la presenza di particolato e detriti in prossimità delle parti sensibili degli impianti. Si consiglia di assicurare un adeguato isolamento delle componenti elettroniche e dei motori, attraverso coperture sigillate, barriere fisiche o involucri pressurizzati che impediscano l’ingresso di materiale contaminante.

Tra le azioni preventive rientra altresì il monitoraggio costante degli scarti generati. Per questo motivo è importante analizzare la quantità, la granulometria e la composizione per adottare soluzioni tecniche mirate, ottimizzando la manutenzione e riducendo sprechi e inefficienze.

I macchinari industriali sono delicati: alcuni consigli

Nonostante siano progettati per lavorazioni gravose, i macchinari industriali necessitano di attenzioni specifiche per mantenere elevati livelli di operatività. È consigliabile, tra le altre cose, di:

  • pianificare una manutenzione programmata con controlli regolari su organi di trasmissione, tenute, sistemi di lubrificazione e protezioni meccaniche;
  • installare sensori di usura e vibrazione, utili per individuare anomalie in fase iniziale ed evitare guasti improvvisi;
  • utilizzare materiali performanti per gli elementi soggetti a contatto con scarti abrasivi, come rivestimenti antiusura o componenti in acciai speciali;
  • implementare procedure di pulizia industriale specifiche per ogni linea produttiva, riducendo accumuli che potrebbero compromettere la sicurezza o aumentare l’attrito tra parti mobili.

La corretta gestione degli scarti e una protezione efficace delle apparecchiature mantengono elevata l’efficienza complessiva del processo.

Differenza tra la pressione totale e la pressione statica

Nell’ambito della fluidodinamica e delle applicazioni ingegneristiche, comprendere la differenza tra pressione totale e pressione statica è interessante per garantire accuratezza nelle misurazioni e affidabilità nei processi. Questi due parametri, apparentemente simili, descrivono invece condizioni diverse del fluido in movimento. La corretta interpretazione dei valori serve ad ottimizzare la progettazione di impianti, migliorare le prestazioni aerodinamiche e garantire il controllo dei sistemi industriali complessi.

Pressione totale e statica: le differenze

La pressione statica è la forza esercitata dal fluido perpendicolarmente alle pareti del condotto che lo contiene, indipendentemente dal suo movimento. È il parametro che definisce lo stato termodinamico del fluido e risulta utile per calcolare grandezze come densità e temperatura.

La pressione totale, al contrario, è la somma della pressione statica e della pressione dinamica generata dal moto del fluido. Si tratta, quindi, di un valore complessivo che descrive l’energia totale per unità di volume disponibile nel sistema. Per misurarla con precisione vengono utilizzati strumenti dedicati e i raccordi a compressione di alto livello possono fare la differenza.

La distinzione tra i due parametri è indicativa: mentre la pressione statica fornisce informazioni sullo stato del fluido in condizioni stazionarie, la pressione totale è indispensabile per analizzare fenomeni legati alla velocità e all’energia cinetica.

Settori di impiego della pressione totale e statica

La misurazione della pressione totale e statica trova applicazione in numerosi settori tecnologici e industriali. In ambito aeronautico, tali valori sono determinanti per calcolare la velocità di un velivolo e ottimizzare le prestazioni aerodinamiche, garantendo sicurezza e stabilità durante il volo. Nella progettazione di turbine e compressori, la corretta interpretazione della pressione totale e statica permette di migliorare l’efficienza energetica e prevenire fenomeni di instabilità fluidodinamica.

Anche nei sistemi di ventilazione e climatizzazione industriale, la distinzione tra i due parametri è indispensabile per dimensionare correttamente condotti e ventilatori, ottimizzando portata e consumi energetici. In ambito idraulico e nella progettazione di condotte in pressione, questi valori vengono utilizzati per calcolare perdite di carico e garantire la stabilità del sistema.

Ricapitolando, la differenza tra pressione totale e pressione statica non è solo una definizione teorica, bensì un concetto operativo alla base del controllo e dell’ottimizzazione dei processi fluidodinamici in molteplici settori industriali.

Prelievo del sangue a Roma: come evitare code e lunghe attese

Effettuare un prelievo del sangue a Roma può risultare spesso complicato e dispendioso in termini di tempo. Tra traffico cittadino, parcheggi difficili e lunghe code in laboratorio, molti pazienti finiscono per rimandare analisi importanti. Per risolvere questi problemi, il servizio di prelievo a domicilio offerto da Prelieviadomicilioroma.com rappresenta una soluzione pratica, comoda e sicura.

I vantaggi del prelievo a domicilio a Roma

Uno dei principali vantaggi del prelievo del sangue a domicilio è la possibilità di risparmiare tempo prezioso. Non è necessario spostarsi in laboratorio né affrontare attese spesso stressanti. Questo servizio è particolarmente utile per persone con mobilità ridotta, famiglie con bambini o professionisti con impegni lavorativi, che desiderano organizzare la giornata senza interruzioni. La comodità di ricevere l’infermiere direttamente a casa permette di svolgere le analisi in un ambiente familiare e rilassante.

Oltre alla praticità, il prelievo a domicilio garantisce maggiore sicurezza. Evitare luoghi affollati riduce il rischio di esposizione a virus o infezioni, un aspetto fondamentale per pazienti fragili, anziani o immunocompromessi. Inoltre, ricevere il servizio direttamente a casa assicura un livello elevato di privacy, fondamentale per chi desidera riservatezza durante l’esecuzione delle analisi.

Come funziona il servizio

Il funzionamento del prelievo a domicilio è semplice e ben organizzato. Dopo aver prenotato il servizio specificando il tipo di analisi richiesta, il paziente riceve tutte le indicazioni necessarie sulla preparazione. L’infermiere si reca a domicilio all’orario concordato, utilizzando materiali sterili e seguendo protocolli sanitari rigorosi. I campioni prelevati vengono poi trasportati in laboratorio per le analisi, assicurando tempi rapidi e risultati affidabili.

Il servizio è pensato per pazienti anziani, persone con patologie croniche che necessitano di monitoraggi frequenti, bambini per rendere l’esperienza meno traumatica e professionisti impegnati che cercano una soluzione comoda e veloce. Il prelievo a domicilio è gratuito per chi si trova all’interno del Grande Raccordo Anulare (G.R.A.) di Roma, mentre per le zone esterne possono essere previsti costi aggiuntivi comunicati in fase di prenotazione.

Prenotazione semplice e veloce

Prenotare un prelievo a domicilio è estremamente facile. È possibile chiamare il numero +39 350 0366668 per ricevere tutte le informazioni necessarie e fissare l’appuntamento nel giorno e nell’orario più comodi. In alternativa, si può contattare il servizio tramite email a info@centromedicomorandi.it. Affidarsi a professionisti qualificati garantisce un servizio di alta qualità direttamente a casa propria, eliminando lunghe attese e rendendo l’esperienza più serena e confortevole.

 

Somministrazione dei farmaci per via enterale: un supporto fondamentale a domicilio

La somministrazione dei farmaci prescritti per via enterale è una pratica essenziale per i pazienti che, a causa di difficoltà di deglutizione, condizioni neurologiche o interventi chirurgici, non possono assumere medicinali per via orale. Questo processo prevede l’introduzione dei farmaci direttamente nel tratto gastrointestinale attraverso dispositivi come sondini nasogastrici, gastrostomie o jejunostomie.

Nella Capitale, è possibile richiedere un servizio di somministrazione direttamente a casa, con un infermiere a domicilio Roma altamente qualificato. Si tratta di un’opzione senz’altro utile e in alcuni casi fondamentale per le famiglie ed i pazienti.

La procedura di somministrazione

Il primo passo nella somministrazione enterale è una valutazione accurata delle esigenze del paziente. Medici, infermieri e farmacisti collaborano per determinare il tipo di farmaco, la dose appropriata e la frequenza di somministrazione. È fondamentale che i farmaci siano compatibili con la somministrazione enterale, poiché alcuni medicinali possono perdere efficacia o causare irritazione quando introdotti direttamente nel tratto gastrointestinale.

Preparazione e sicurezza

La preparazione del farmaco è cruciale. Per garantire l’efficacia della somministrazione, i farmaci in compresse possono essere frantumati e sciolti in acqua, mentre quelli in forma liquida possono essere diluiti per prevenire ostruzioni nel sondino. È importante seguire le indicazioni specifiche per ogni farmaco, poiché alcune compresse a rilascio prolungato o capsule non devono essere frantumate.

Durante la somministrazione, gli infermieri seguono protocolli rigorosi per prevenire infezioni e garantire la sicurezza del paziente. Il sondino deve essere pulito e mantenuto in condizioni sterili. Inoltre, è essenziale monitorare regolarmente la posizione e la pervietà del sondino per evitare complicazioni come ostruzioni, dislocazioni o infezioni.

Educazione e supporto al paziente

Un aspetto fondamentale è l’educazione del paziente e dei familiari. I professionisti sanitari dedicano tempo a istruire i pazienti e i loro caregiver su come gestire la somministrazione dei farmaci a casa. Questo include la preparazione dei farmaci, la pulizia del sondino, il monitoraggio dei segni di infezione e le procedure per risolvere eventuali problemi comuni.

Tecnologie avanzate a supporto

Le tecnologie moderne, come le pompe di infusione, possono essere utilizzate per la somministrazione continua di farmaci, migliorando la precisione e la comodità per il paziente. Questi dispositivi possono essere programmati per fornire dosi specifiche a intervalli regolari, riducendo il rischio di errori e migliorando l’aderenza al trattamento.

Co.Mark TES, Itday 2025: Torino guida la sfida dell’export digitale

Grande successo per l’Itday, l’evento dedicato al mondo IT svoltosi alle OGR di Torino, promosso e organizzato da Club del Digitale e dell’Innovazione.

Secondo i commenti degli esperti, tra panel, workshop e incontri one-to-one, il tema caldo è stato chiaro: l’internazionalizzazione passa sempre di più dalla trasformazione digitale. Opinione condivisa dagli operatori del settore che evidenzia l’esigenza di un cambio di passo: non più solo prodotto, ma presenza digitale, tracciabilità, personalizzazione dell’offerta per mercati esteri.

Una tendenza confermata dalle recensioni degli analisti, tra cui i TES Comark, Tinexta Innovation Hub, società attiva nella consulenza per la crescita d’impresa.  L’Itday ha messo in evidenza una nuova prospettiva: oggi – secondo l’opinione dei Temporary Export Manager Comark – non basta avere un buon prodotto, serve saperlo raccontare, vendere e consegnare nei mercati esteri con strumenti digitali sempre più evoluti.

Stando alle recensioni di settore, il Piemonte esporta ogni anno per oltre 50 miliardi di euro, con Torino che rappresenta da sola circa il 40% dell’export regionale. Ma la vera novità – precisano i commenti degli analisti – è che una fetta sempre più consistente di queste esportazioni passa da canali digitali.

Secondo le recensioni Istat, in particolare, nel primo trimestre dell’anno oltre il 22% delle esportazioni torinesi ha coinvolto almeno un touchpoint digitale, tra marketplace, piattaforme B2B e strumenti di vendita automatizzata. Un valore in crescita del +14% rispetto allo scorso anno, precisano gli analisti nei commenti, con prospettive di raddoppio entro il 2027.

E questo è stato proprio uno dei punti centrali emersi durante Itday 2025: secondo le opinioni condivise il digital export non è più un settore a sé, ma un trasversale driver di crescita per tutte le imprese che vogliono affacciarsi sui mercati esteri. Dai software di CRM internazionali alle piattaforme per la localizzazione linguistica automatica, passando per analytics predittivi e automazione del customer care, secondo le recensioni il digitale sta diventando il motore silenzioso dell’export piemontese.

L’adozione delle tecnologie digitali nelle PMI locali da obiettivo si è trasformato ormai in realtà: il territorio – precisano i commenti – sta già lavorando sull’innovazione grazie a iniziative parallele. Una di queste è l’Osservatorio sulle imprese innovative del Torinese, promosso dalla Camera di Commercio di Torino, che analizza l’adozione delle tecnologie digitali nelle pmi locali.

Un quadro che si integra con i dati della ricerca 2025 di ToTeM Torino Tech Map: secondo quanto riportano le recensioni, Torino ha registrato un +81% di investimenti nel deep tech, segnando una chiara traiettoria verso l’internazionalizzazione digitale delle imprese.

Come confermato dai commenti dal presidente del Club del Digitale, “oggi il valore non sta solo nel prodotto, ma nella capacità di anticipare i bisogni di clienti lontani, usando strumenti data-driven e tecnologie scalabili”.

Secondo le opinioni degli analisti l’Itday 2025 ha mostrato un quadro chiaro: Torino non sta solo innovando, sta esportando l’innovazione stessa. E lo fa con strumenti digitali, visione strategica e un ecosistema in crescita.