Guerriglia urbana a Torino per lo sgombero del centro sociale “L’Asilo”

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In seguito agli scontri per lo sgombero del centro sociale “L’Asilo”, sono state arrestate sei persone. Tra le accuse, si legge anche un attentato all’ambasciata francese. Dopo le minacce alla sindaca di Torino Appendino, arriva per lei la scorta.

Una scuola materna occupata da oltre vent’anni riceve lo sgombero, ma gli occupanti danno a fuoco e fiamme la città di Torino, anche grazie ad altre forze anarchiche provenienti anche dall’estero. Salvini si dice contento per gli arresti, la sindaca commenta come doveroso e lungamente atteso questo intervento, che soddisfa anche il questore. La maggioranza 5 Stelle invece si divide.

Come si sono svolte le operazioni di sgombero

È iniziato all’alba lo sgombero del vecchio asilo di via Alessandria 12 occupato dagli anarchici, in concomitanza con la notifica di sette provvedimenti di custodia cautelare. Sei persone sono già finite in carcere mentre una ancora è latitante.

Corso Brescia, preventivamene chiuso al traffico, ha visto radunarsi una decina di persone già nel primo pomeriggio quando si sono registrati alcuni momenti di tensione. La polizia in tenuta anti sommossa ha fatto indietreggiare i manifestati e poi ha bloccato la marcia. In serata arrivano altri anarchici per protestare contro lo sgombero, che era stato rimandato proprio per i rischi di ordine pubblico.

Secondo le indagini della Digos di Torino, l’asilo era un centro stabile con compiti ben specifici, legato anche a degli ordigni esplosivi ritrovati il 30 aprile e il 9 giugno davanti a degli uffici postali a Torino. Tra i tanti capi di accusa, pare che il centro occupato sia coinvolto anche di un attentato contro l’ambasciata francese a Roma.

Durante le operazioni di sgombero, gli anarchici hanno dato vita ad azioni di guerriglia urbana, incendiando cassonetti, infrangendo la vetrina dell’autorità per il controllo dell’acqua pubblica e bloccando i mezzi pubblici lungo corso Regina Margherita.

Le reazioni

Il questore commenta l’operazione come esemplare e importante, viste le tante indagini che avevano il centro come comun denominatore. Gli anarchici esercitavano una sorta di controllo nel quartiere, dove tanti residenti non ce la facevano più e durante i tafferugli hanno urlato dai balconi “ Andate a lavorare”. Tante proteste, cortei, blocchi stradali, scontri con le forze dell’ordine etc. hanno visto come protagonisti gli anarchici del centro occupato; da qui la necessità dello sgombero per motivi di ordine pubblico.

La sindaca Chiara Appendino: affida i suoi commenti a Tweeter da cui ringrazia gli agenti che permettono al quartiere di ritrovare un po’ di normalità. Colpevole non solo di avere spalleggiato lo sgombero, ma anche di avere condannato gli scontri, la sindaca Appendino finisce nel mirino degli anarchici. In città appaiono delle scritte degli anarchici “Appendino appesa”, da qui la misura cautelare della scorta.

Intanto, dalla maggioranza 5 Stelle arrivano dure citriche all’operato della sindaca e del Comune. Il consigliere comunale M5S Damiano Carretto commenta duramente i toni trionfali assunti dalla sindaca, auspicando la stessa solerzia verso altre azioni utili in questi quartieri come la lotta allo spaccio e alla criminalità organizzata.