Sgomberato l’ex MOI di Torino: i migranti avranno una nuova casa

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E’ stato sgomberato ieri, 6 agosto, l’ex MOI di Torino. Il complesso, che nel 2006 aveva ospitato il villaggio olimpico degli atleti, era occupato ormai da 5 anni da alcuni profughi e famiglie di migranti. Lo scorso novembre furono liberati solamente gli scantinati, ma ieri mattina, all’alba, è iniziato lo sgombero della palazzina marrone (quella di via Giordano Bruno) che ospitava diverse famiglie di profughi. Fortunatamente, l’operazione si è svolta con la massima tranquillità e non ci sono stati problemi di alcun tipo, nè rivolte. Coloro che vivevano nell’edificio non hanno opposto resistenza, consapevoli di essere diretti in nuove strutture d’accoglienza.

Gli occupanti dell’ex MOI erano un centinaio: tra loro c’erano anche famiglie e bambini piccoli che hanno vissuto diversi anni nella palazzina marrone. Nonostante tutto, l’operazione è andata esattamente come previsto: non ci sono stati intralci e tutti hanno collaborato con tranquillità. Una prova del fatto che se le cose vengono effettuate e spiegate nel modo giusto si può svolgere tutto con serenità e la rabbia non ha motivo di esistere.

La storia dell’ex MOI di Torino

L’ex MOI è il complesso che in occasione delle Olimpiadi di Torino del 2006 aveva ospitato il villaggio degli atleti. Qualche anno dopo però, risultando abbandonato, era stato occupato da alcuni migranti che si erano trasferiti in modo stabile, soprattutto all’interno della palazzina marrona di via Giordano Bruno. A novembre sono stati liberati gli scantinati, ma nel programma della giunta rimaneva anche l’edificio. Naturalmente l’operazione di sgombero della palazzina è avvenuta più tardi ed il motivo è piuttosto semplice: bisognava trovare delle sistemazioni adeguate per tutti coloro che stavano occupando l’ex MOI.

Una volta che i nuovi alloggi sono stati trovati, è stata avviata tutta la procedura per lo sgombero che è avvenuto con la massima tranquillità e collaborazione. Prima di ieri, per diverse settimane, gli occupanti della palazzina sono stati informati in merito a quello che sarebbe successo, hanno avuto incontri ed il dialogo è stato costruttivo anche con le forze dell’ordine. E’ stato per questo motivo che ieri non ci sono stati scontri o ribellioni: i migranti sapevano benissimo quello che sarebbe successo e dove sarebbero stati condotti.

Adesso queste persone potranno ricominciare in una nuova casa, all’interno di strutture di accoglienza pensate apposta per loro e avranno la possibilità di iniziare una vita dignitosa, trovare un lavoro e integrarsi maggiormente con la comunità.

Esempio d’integrazione?

Secondo alcuni quanto accaduto ieri all’ex MOI di Torino è scandaloso: sono stati cacciati dei profughi per liberare un edificio che probabilmente rimarrà vuoto per altri 10 anni. Secondo la maggior parte della cittadinanza però le cose sono diverse. La collaborazione è stata tanta e questo significa che un dialogo c’è stato ed è stato anche costruttivo. Dovremmo parlare direttamente con coloro che sono stati cacciati, ma a quanto pare anche dai video e dalle immagini dello sgombero erano tutti molto tranquilli. Ci sembra quindi che questo possa essere un bell’esempio d’integrazione: non capita spesso che il dialogo sia così costruttivo e che porti effettivamente a qualcosa di buono!

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