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Cane abbandonato in auto sotto il sole a Torino

Si torna a parlare dei nostri amici animali, che nel periodo estivo sono purtroppo sempre più spesso dimenticati e addirittura abbandonati. Non era un caso di abbandono, quello che si è verificato ieri pomeriggio a Torino, ma il protagonista è sempre un cagnolino e in questo caso ha rischiato letteralmente la vita perchè è stato abbandonato in auto. Era una giornata soleggiata, e probabilmente il padrone ha sottovalutato il pericolo a cui stava sottoponendo il proprio amico a 4 zampe. Magari se ne è proprio dimenticato, oppure ha avuto un’improvvisa emergenza. Le ipotesi potrebbero essere diverse, ma una cosa è certa: il cane, di piccola taglia, è stato ritrovato solo in un’auto abbandonata al sole dalla polizia e gli agenti non potevano certo rimanere indifferenti di fronte a questa scena! Leggi tutto

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I nuovi sgravi per chi ristruttura casa a Torino

Scoraggiare la costruzione di nuovi edifici a Torino: è questo l’obiettivo delle modifiche al regolamento comunale approvate negli ultimi giorni dalla giunta della città, che sembrano essere state molto apprezzate sia dai cittadini che dagli addetti ai lavori. I provvedimenti vogliono fare in modo che ristrutturare diventi molto più semplice e conveniente che costruire e acquistare una nuova abitazione. L’obiettivo è molto semplice: evitare che la città continui a popolarsi di nuovi alloggi e incentivare piuttosto la ristrutturazione di quelli già esistenti, che altrimenti rischierebbero di rimanere abbandonati in condizioni misere.  Leggi tutto

4 ricette per i tortellini senza carne

La pasta ripiena è un classico che sulle tavole degli italiani non manca mai. Ci sono diverse ricette per non dover rinunciare a questo gustoso primo piatto evitando comune la carne. Anzi, va detto che molte ricette tradizionali della pasta ripiena nemmeno prevedono l’uso della carne. Ecco allora 4 ricetta dal leccarsi i baffi.

I tortellini ricotta e spinaci

I primi tortellini vegetariani sono quelli con il ripieno fatto con ricotta e spinaci. Si tratta di un abbinamento molto comune che ha un gusto delicato. Sono perfetti con un condimento di burro fuso e salvia ma anche di pomodoro. La ricotta può esser anche di capra e invece degli spinaci si possono utilizzare anche erbe spontanee, biete e simili.

I tortelli di zucca

Una ricetta tradizionali di tutta la zona dell’Emilia Romagna è il tortello ripieno di polpa di zucca. Non solo è una ricetta vegetariana quasi vegana: si fa uso solo dell’uovo per realizzare la pasta fresca e non c’è alcuna traccia di carna. La zucca ha un sapore dolce e spesso si condisce questo piatto con abbondante burro e salvia con una spolverata di formaggio grattugiato.

I ravioli ai carciofi

Un altro ripieno per realizzare dei tortellini vegetariani è quello coi carciofi. Si tratta di una ricetta molto valida che ha un gusto ricco e avvolgente. Nel raviolo di va solo la parte centrale del carciofo, cioè il cuore, scartando tutte le foglie esterne che sono troppo coriacee. Il centro del carciofo va prima bollito e lavorato magari con un po’ di formaggio tipo robiola per creare un ripieno per il tortello.

i tortellini al pesce

Un’altra ricetta tradizionale per la pasta fresca che non fa uso di carne è quella che prevede un ripieno fatto di pesce. Si possono utilizzare diversi pesci per realizzare il ripieno come il salmone, l’orata o altre soluzioni che devono però avere un certo gusto perciò meglio evitare pesci come la sogliola o la platessa che risultano avere un sapore un po’ blando.

Arriva il pre dossier per le Olimpiadi Invernali di Torino 2026 ma ci sono anche Cortina e Milano in corsa

Dopo gli ultimi dissidi in casa 5Stelle sulle Olimpiadi invernali 2026, arriva finalmente i pre dossier assieme alle candidature ufficiali anche di Milano e Cortina.

Continua il caso Olimpiadi Invernali di Torino 2026 con una dichiarazione in Consiglio comunale della sindaca Appendino, la quale afferma di non voler fare debito. Per poter raggiungere questo importante obiettivo, la giunta della città di Torino dice di voler realizzare un evento green e sostenibile, anche dal punto di vista finanziariodato che erano proprio queste alcune delle preoccupazioni portate dagli interni al partito M5S. La presentazione del pre dossier sulla fattibilità dell’evento sportivo è alle porte e sono contenute le linee guida per la città del futuro, tenendo conto di quello che non ha funzionato nel 2006.

Verrebbe da dire “sbagliando si impara” ed è questo il leitmotiv del dossier per le Olimpiadi che spesso prevedono la realizzazione di opere che poi vengono abbondate finiti i giochi. Stavolta, la sindaca vuole puntare lo sguardo a un orizzonte temporale più avanti. I lavori non sono, infatti, finalizzati alle Olimpiadi 2026 ma piuttosto a Torino 2030. Le linee di sviluppo urbano per la città non vanno in cantina per colpa dei giochi ma questi saranno un’occasione per anticipare la città del futuro, sostenibile e green. In caso di assegnazione, il villaggio olimpico sarà ospitato presso la ex Thyssen, provando a ricucire una ferita aperta per l’intera città e anche per il Paese. La sindaca ha parlato di una doppia legacy della città; da una parte la legacy materiale con strutture già a disposizione e dall’altra quella immateriale. Il riferimento è all’eredità di Torino 2006, con punti positivi e altri meno da cui imparare, potendo correggere grazie alla consapevolezza costruita negli anni.

Oltre a Torino, anche Milano presterà il suo pre dossier per le Olimpiadi Invernali 2026. L’altro sito in lizza è Cortina – Dolomiti grazie a una jointventure tra Veneto e Trentino Alto Adige che presenteranno un pre dossier al Coni martedì. A Cortina d’Ampezzo i siti sono già praticamente fatti anche perché verranno ospitati i Mondali di sci nel 2021. Per tale ragione, organizzare un Olimpiade Invernale qui richiederebbe un finanziamento davvero minore, garantendo la sostenibilità economica. A Cortina ben il 70% degli impianti sono già presenti, mentre per il restante 30% si richiedono lavori di ammodernamento con lo scopo del futuro riutilizzo. Le strutture come il viaggio olimpico e il centro della stampa sarebbero, invece, opere temporanee da poter smantellare una volta conclusi i giochi.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò ne resta fuori dicendo che valuterà tutte le richieste per le Olimpiadi Invernali 2026. Non si spinge oltre evitando di dare indicazioni o preferenze. In merito al nodo politico della decisione, si confronterà con Giorgetti, sottosegretario con delega allo Sport. L’analisi dei pre dossier e la relativa decisione su chi ospiterà le Olimpiadi Invernali 2026 è fissata per il 10 luglio o al massimo a fine mese.

Spettacolo con i droni per San Giovanni a Torino: un vero successo

Novità quest’anno a Torino dove si è deciso di festeggiare la festa di San Giovanni con un tecnologico spettacolo di luci con i droni invece dei tradizionali fuochi di artificio. Pare che l’idea abbia convinto i moltissimi che si sono riversati in piazza per lo spettacolo, primo in Italia, per il quale sono state previste imponenti misure di sicurezza.

Tutti con il naso all’insù

Quest’anno niente fuochi di artificio ma per la festa di San Giovani a Torino è stato pensato uno show hi-tech con duecento droni, durato ben 12 minuti, trascorsi con il naso all’insù per le 35 mila persone in piazza Castello. Sulla musica dei torinesi Subsonica, i droni si alzano in volo e disegnano delle forme: prima delle costellazioni per poi invece stupire con forme più elaborate come un toro, l’uomo vitruviano, la mole antonelliana, la mitica Fiat 550 e altri simboli della città.

Alle ore 22 si ritrovano nella raccolta piazza Castello 30 mail persone e ne arrivano ben altre 5 mila prima delle chiusura dei varchi un quarto d’ora dopo. I posti disponibili finiscono e sono davvero in molti a restare fuori. La novità dei droni è il motivo di così tante gente che vuole assistere, molta di più rispetto a quella presenta allo show psicotecnico dell’anno precedente. Un po’ di rabbia tra chi è rimasto fuori ma i segnali che arrivano da fine serata sono due: la città di Torino vive ed è viva anche di notte con eventi pensati per i cittadini. In secondo luogo, c’è  l’interesse di Intel, colosso informatico, che ha scelto proprio Torino come primo test sul campo di questa nuova tecnologia guidata da un solo computer.

Le imponenti misure di sicurezza

Dopo gli incidenti dell’anno scorso in piazza San Carlo, dove era stato allestito un maxi schermo in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, quest’anno per lo show show hi-tech sono state perviste diverse misure di sicurezza. La prima misura introdotta è stato il numero chiuso: una volta raggiunte le 35 mila persone all’interno di piazza Castello, ne è stato vietato l’accesso da parte delle forze dell’ordine. Uno dei problemi che è stato riscontrato nel caos di piazza San Carlo era l’eccessivo numero di persone presenti in piazza, la quale non ne poteva contenere così tante. I disagi, gli indicenti, i feriti e anche il decesso di una ragazza, Erika Pioletti, sono imputabili, secondo gli inquirenti, alla calca creatasi dalle troppe persone in panico che correvano via dalla piazza, dove non erano nemmeno state previste le necessarie vie di fuga.

Vietati anche i contenitori di vetro, come le bottiglie che potevano esser solo di plastica. Vietato anche l’accesso agli ambulanti che in occasione delle finale di Champions League in piazza San Carlo avevano venduto moltissime bottiglie di birra in vetro. Queste sono poi state gettate a terra creando uno strato di vetri rotti che ha causato il ferimento di oltre 1500 persone travolte dalla folla e finite per terra.

Come curare il pozzo nero: a che cosa fare attenzione

Il pozzo nero o anche la fossa biologica serve in assenza di un collegamento diretto alla rete fognaria. In moti luoghi, la rete è poso sviluppata e allora l’unica soluzione per lo scarico delle acque reflue è interrare una cisterna dove vengono fatti confluire tutti gli scarichi. Pe poter far sì che il pazzo nero funzio al meglio e non si debba chiamare spesso per un autospurgo Roma prezzi è ben seguire alcuni consigli su che cosa non introdurre nello scarico.

Come prima cosa, va detto che chi ha un pozzo nero dovrebbe evitare di buttare nel wc anche la carta igienica. Questa andrebbe raccolta in un cestino che viene messo appositamente in bagno. In alternativa, si può risolvere la questione preferendo della carta igienica solubile che si scoglie a contatto con l’acqua in modo da no creare massa all’interno del pozzo nero.

Inoltre, è importante imparare a usare bene l’acqua, evitando di usarne troppo altrimenti il pozzo si riempie troppo velocemente. È consigliabile utilizzare cicli ecologici per lavatrice e lavastoviglie, preferire la doccia al bagno e fare attenzione a non lasciare aperto inutilmente il rubinetto dell’acqua.

Per non avere problemi con il pozzo nero, è importante evitar di introdurre nel pozzo qualsiasi tipo di oggetto estraneo che va a riempire la cisterna che dovrà esser svuotata prima del previsto. Si tratta di prodotti come pannolini, dischetti per il trucco, salviette profumate, assorbenti, coton fioc, tovaglioli, spazzatura e anche mozziconi di sigaretta. Lo scarico del wc non è un cestino dove buttare le cose, soprattutto se si ha un pozzo nero che va trattato con il massimo riguardo.

Anche prodotti come il cibo avanzato non va buttato nel wc, onde evitare di avere problemi che richiedono l’intervento della ditta di autospurgo prezzi Roma per lo svuotamento. Spesso ad usare male il pozzo nero e gli scarichi ci sono problemi di risalita di cattivi odori in casa che spesso segnalano un pozzo un po’ troppo pieno.

Percorso psicologico: quando serve e come viene strutturato

Quando rivolgersi allo psicologo

Il bisogno di andare dallo psicologo deve venire da sé stessi poiché andarci obbligati può non esser molto produttivo. Ci si rivolge a uno specialista quando si affronta un periodo difficile come un lutto, un divorzio o anche per sitanti più permeanti come difficoltà sociali, disturbi alimentari, situazioni di panico e ansia, fobie, dipendenze, problemi di gestione della rabbia, difficoltà sociali, disturbi del sonno, disturbi ossessivo compulsivi etc.

Le caratteristiche del percorso

Il percorso terapeutico che lo psicologo Trento predispone ha lo scopo di creare una relazione positiva con il paziente, il quale si fida dello specialista riuscendo così ad aprirsi e a parlare dei suoi sentimenti più intimi. La persona che ha chiesto aiuto si deve sentire accettata e al sicuro per poter intraprendere una approfondita analisi dei suoi problemi. Per poter arrivare a una elaborazione del suo disagio, lo specialista pilota l’analisi e la conversazione ponendo delle specifiche domande, sempre astenendosi dal dare giudizi morali o consigli sul da farsi. Un nuovo punto di vista sugli eventi che provocano sentimenti negativi come il senso di colpa, è lo scopo della terapia che deve far ritrovare autostima, fiducia in sé stessi e serenità.

Lo psicologo Trento punta a far lasciare i pesi del passato che non consentono alla persona di vivere con serenità il presente, liberandosi finalmente di ogni genere di giudizio interno o esterno, ansie e paure, fobie e timori. Questo risultato è possibile solo con strumenti clinici, cioè senza farmaci, come l’autovalutazione e l’autosservazione che portano a una nuova immagine di sé.

La terapia psicodinamica utilizza strumenti tradizionali come il libero dialogo del paziente, l’analisi dei sogni, l’analisi delle fantasie. In questi momenti la persona può ritrovare una nuova verità, cioè avere una rilettura del suo vissuto.  Chi è alla ricerca di sé stesso, troverà questo percorso terapeutico molto valido e di grande aiuto poiché il vissuto viene visto da un altro punto, riuscendo ad evidenziare in modo diverso gli avvenimenti.

Cuffie Bluetooth per PS4 e consolle: come sceglierle

Vuoi acquistare delle (nuove) cuffie Bluetooth da utilizzare quando giochi con la tua PS4? Rispetto a qualche anno fa, per fortuna, il mercato ti offre molta più scelta e soprattutto molti più prodotti con un rapporto qualità-prezzo decisamente migliore. Se c’era uno svantaggio che i player più esigenti lamentavano rispetto a questo tipo di cuffie, fino a non molto tempo fa, era infatti una qualità del suono non paragonabile ad altre tipologie di accessori per consolle: ciò significava un’esperienza di gioco decisamente impoverita. I brand del settore, però, sembrano aver investito ora in nuovi materiali, nuovi design, nuove tecnologie soprattutto che ne rendono le performance ottimali. Per approfondire e confrontare caratteristiche tecniche dei diversi modelli che esistono in commercio, cosa molto utile se ti trovi appunto nella fase di scelta delle tue cuffie per PS4, ci sono così diversi siti dove puoi trovare anche recensioni e consigli di appassionati e di altri gamer che le abbiano già provate. Quelle che seguono sono, in ogni caso, delle considerazioni che sarebbe opportuno facessi.

Cosa c’è da sapere prima di acquistare delle cuffie per PS4

  • Il budget che hai a disposizione, prima di tutto. Comprare delle buone cuffie Bluetooth per la PS4, o le consolle più in generale, potrebbe richiedere una spesa non indifferente. Se è vero infatti che se ne trovano in giro anche di modelli che costano poche decine di euro e che approfittando di promozioni e sconti speciali si può risparmiare un po’, è vero anche che si può arrivare a spendere diverse centinaia di euro per un prodotto top gamma. La disponibilità economica, insomma, dovrebbe fare il pari con una serie di considerazioni rispetto all’uso che farai dell’accessorio: se sporadico o non essenziale per la tua esperienza di gioco (non tutti i videogame richiedono infatti di dare importanza al canale audio) puoi tranquillamente accontentarti di un prodotto buono di qualità e non esagerato nel prezzo.
  • La durata della carica e le performance delle cuffie. Come si accennava, i modelli più recenti di cuffie Bluetooth e wireless hanno risolto problemi come una carica che durava troppo poco e che rischiava di interrompere più volte la sessione di gioco o una resa sonora che era imperfetta, quando non addirittura fastidiosa. Per approfondire le caratteristiche dei modelli che ti interessano (ed evitare brutte sorprese dopo l’acquisto!), una buona idea sarebbe leggere e confrontare le schede tecniche, sempre tenendo conto del fatto che qualità e resa di gioco potrebbero innalzare il prezzo.
  • La comodità, infine. Soprattutto se sei un gamer di lungo corso, se ami giocare con le saghe o ti piacciono le sessioni collettive potresti ritrovarti a indossare le cuffie per Playstation per molte ore consecutive. Per questo è importante che siano comode, che non stringano sulla testa ma allo stesso tempo non scivolino, che si adattino perfettamente al tuo orecchio e che siano realizzate anche in materiali dei più moderni, in grado di combinare la massima resa con il più totale comfort – è importante, per esempio, che non ti facciano sudare e che siano completamente anallergiche.
La dieta per il colon irritabile: che cosa mangiare e cosa evitare

La sindrome del colon irritabile è provocata da un’alternazione del sistema nervoso che non riesce a coordinare correttamene i periodi di contrazione e rilassamento delle mucose digestive, creando problemi o di stipsi e costipazione o di diarrea e urgenza di evacuare. Agire sul sistema nervoso non è possibile e allora l’unica cosa da fare è assumere uno stile di vita regolare e fare attenzione anche a che cosa si mangia. È vero che tra le cause della sindrome del colon irritabile non ci sono direttamente i cibi consumati ma è pur sempre vero che hanno una certa correlazione con la comparsa.

Perché tenere un diario alimentare

Chi ha diversi episodi di malessere gastrointestinale nel corso dei mesi, farebbe bene a tenere un diario alimentare e segnare tutto quello che mangia per verificare se ci sono alcuni cibi che scatenano i problemi intestinali. Dopo aver fatto questo lavoro per un paio di settimane, si può riuscire a trovare alcuni cibi da mettere al bando. Il diario alimentare è anche spesso consigliato dai medici per poter trovare cause più precise oltre allo stress e all’affaticamento mentale. Purtroppo, non ci sono cibi da evitare comuni a tutti i pazienti, perciò è necessario un paziente lavoro di esclusione e inserimento degli alimenti per poter capire quale sia il reale effetto sull’intestino e sul transito intestinale. Potrebbe essere utile eseguire un test sulle intolleranze alimentari per poter escludere che sia questa la causa del malessere generalizzato a livello intestinale.

Quali sono i cibi da evitare

Le persone soffrono di questa sindrome hanno indicato come rischiosi ci sono i latticini, sia latte crudo ma anche formaggi a più lunga stagionatura. Lo yogurt invece potrebbe non esser un problema poiché i batteri che vi sono contenuti hanno già digerito il lattosio, il quale spesso è la causa i problemi digestivi. Altri alimenti a cui fare attenzione sono caffè, the e anche le spezie che pare producano movimenti intestinali involontari che possano alterare il normale transito provocando stipsi o anche diarrea. Anche la marmellata, i dolcificanti e alcuni frutti come pesce, pere e prugne possono essere nemici del colon. Pare che anche le verdure come cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano posano irritare la mucosa intestinale e avere conseguenze spiacevoli. Il rischio è anche indiretto perché il consumo di cibi che provano sete può far apparire i sintomi legati alla sindrome perciò meglio limitare il consumo degli insaccati, per esempio.

Quali cibi sono benvenuti

Gli alimenti che invece possono esser consumati senza problemi sono quelli ricchi di fibre alimentari che aiutano il transito intestinale. L’acqua naturale è da bere in grandi quantità, soprattutto se si è affetti da diarrea che fa perdere molti liquidi. sì a pena e cereali integrali che aiutano a distendere il colon irritato poiché rendono le feci più umide e aiutano molto in caso di stipsi e costipazione. Maggiori dettagli sulla dieta de seguire inca so di colon irritabile sono sul portale dedicato www.colon-irritabile.com .

Torino 2026: torneranno i giochi olimpici invernali?

È bufera al comune della città di Torino in merito alla candidatura ufficiale del capoluogo piemontese per i giochi olimpici invernali 2026. La maggioranza si spazza e la sindaca Appendino perde il consenso dei suoi ma trova l’appoggio del PD.

La sindaca di Torino Chiara Appendino perde il consenso di ben 5 consiglieri penta stellati che ritengono inaccettabile il suo continuo dietrofront sulla questione olimpiadi invernali previste per l’anno 2026. Nel comunicato si legge che 5 esponenti della maggioranza 5 Stelle, Daniela Albano, Viviana Ferrero, Damiano Carretto, Marina Pollicino e Maura Paoli, trovano troppo scarso il pre dossier olimpico che dovrebbe essere approfondito ulteriormente con studi di tecnici, anche critici nei confronti delle opere da realizzare. Altro punto che fomenta l’ostruzionismo dei consiglieri M5S è l’insufficiente ricerca di fondi privati per sostenere i costi della costruzione degli impianti sportivi.

Già responsabili di non aver fatto raggiugere il numero legale per far passare la prima mozione pro olimpiadi invernali Torino 2026, i cinque consiglieri questa volta non sopportano la mal organizzazione per un evento del genere. La sindaca, dopo il doppio incontro con i consiglieri di maggioranza prima e con i sindaci dei comuni coinvolti direttamente nelle olimpiadi poi, annuncia la volontà di affidare il per dossier a ad Alberto Sasso. La figura dell’archi star è stata individuata dal fondatore del Movimento Beppe Grillo ma i dissidenti del comune di Torino non ci stanno e commentano come irricevibile la proposta che arriva troppo tardi per esser pronti alla presentazione ufficiale della candidatura della città al Coni e al Cio tra un mese. Gli studi di fattibilità degli impianti sportivi e dell’intero evento olimpico richiedono, secondo i 5 consiglieri dissidenti, un maggiore approfondimento perché possano esser considerati validi ed esaustivi. Il documento preparato frettolosamente nel giro di appena un mese non sarebbe in grado di evidenziare tutte le criticità e i punti deboli, prosegue il comunicato congiunto dei penta stellati che remano contro la sindaca.

Soddisfatti i sindaci del territorio che sostengono la candidatura ma resta un nodo importante da sciogliere: i fondi per le opere. Per ora pare che la maggior parte, ben 1 miliardo di euro secondo le prime previsioni, debbano provenire da finanziamenti statali, mettendo in difficoltà il nuovo governo giallo verde, che ha già dei grossi problemi di cassa. Le difficoltà nel trovare le coperture economiche per finanziarie alcuni progetti promessi durante la campagna elettorale non sono di certo un segreto. Il rischio è che la ricerca della copertura finanziaria per le olimpiadi a Torino 2026 non rientri nelle proprietà del neo governo grillino – leghista. È proprio verso il governo centrale di Roma che i 5 dissidenti torinesi guardano nella speranza che arrivi lo stop definitivo al progetto, ribadendo che un mega progetto come le olimpiadi invernali del 2026 debba esser poggiato su basi più solide. Giorgetti, braccio destro di Salvini oltre che sottosegretario alla presidenza del Consiglio, pare però favorevole e cercare tale compromesso, mettendo sul tavolo un possibile asse Torino – Milano.