Come scegliere la cappa aspirante

La cappa della cucina è un accessorio e un complemento utile per purificare l’aria ed eliminare i vapori, il grasso e gli odori che si generano con la cottura del cibo. Solitamente la cappa è collocata sopra il piano di cottura per fornire la giusta luce quando si cucina, ma ne esistono altre di forme e collocabili in posizioni diverse anche in base agli spazi della cucina stessa. La tecnologia, anche nel caso delle cappe aspiranti, ha fatto grandi passi in avanti in termini di innovazione e funzionalità. Un esempio delle cappe aspiranti in commercio è consultabile su Ristoattrezzature. Le cappe si dividono in due categorie di funzione (aspirante o filtrante) e due categorie di stile (standard o decorative).

Caratteristiche tecniche delle cappe: differenze tra aspirante e filtrante

La scelta tra cappa aspirante e cappa filtrante è determinata dall’uso o meno della canna fumaria. Alcune cappe aspiranti possono diventare “filtranti” grazie all’adattamento con un kit di conversione.

La cappa aspirante è collegata a un condotto di scarico e ad una ventola per favorire il ricambio e ricircolo dell’aria. La canna serve per convogliare verso l’esterno dell’abitazione i vapori e gli odori dei cibi in cottura. Il filtro in metallo serve per catturare le particelle di grasso e intrappolarle all’interno. Il filtro è facilmente rimovibile e lavabile anche in lavastoviglie. La pulizia del filtro è importante per garantire il buon funzionamento di cattura degli odori e del grasso. Per il funzionamento ottimale di una cappa aspirante, la canna deve essere corta e collocata dritta sopra la cucina e la stanza dovrà essere ben esposta e arieggiata. Le cappe aspiranti sono tra i modelli più efficaci, ma richiedono un intervento tecnico importante per l’installazione, appunto, della canna fumaria. L’installazione della canna fumaria non è, però, sempre possibile, soprattutto nei condomini perché deve essere sottoposta a delibera condominiale per i lavori importanti che si richiede su tutto lo stabile.

La cappa filtrante è la versione più semplice e diffusa e funziona con il semplice collegamento alla presa elettrica. La differenza con la cappa aspirante è che non convoglia verso l’esterno gli odori, i fumi e i grassi, bensì li “trattiene” e li cattura tramite il ricircolo dell’aria all’interno della cappa dotata di filtri che necessitano di essere regolarmente sostituiti e/o puliti.

Il filtro per la cattura del grasso è in metallo ed è lavabile in lavastoviglie oppure in carta – molto raramente – che necessita la sostituzione ogni mese. Il filtro per la cattura degli odori è a carboni attivi e dopo due anni deve essere sostituito, ma dopo la prima sostituzione, va sostituito ogni 6 mesi. I vapori, invece, non sono “eliminati” durante la cottura e per evitare la condensa è consigliabile scegliere modelli dotati anche di ventola. Il vantaggio della cappa filtrante è la facilità di installazione, ma il suo svantaggio è l’onerosità nel sostituire periodicamente i filtri.

Come si sceglie la cappa

Una volta scelto il tipo di cappa da adottare, bisogna saper calcolare le dimensioni e la portata giusta. Per calcolare in metri cubi, la portata di una cappa di aspirazione occorre moltiplicare il volume della stanza per 12. Per esempio, una cucina di 20 mq e con altezza di 2,80 metri, il calcolo è: 20X2,80X12 = 672. Significa che la cappa ha una capacità di aspirazione minima pari a 672 metri cubi l’ora. Lo stesso calcolo si applica se la cucina è all’interno di un ambiente unico con soggiorno, prendendo in considerazione tutta l’area. Per esempio, in una stanza di 30 mq, il calcolo della portata aspirante è: 30 X h della stanza X 12 (30 X 2,50 X 12 = 900). Altro elemento da valutare nella scelta della cappa è la rumorosità. Le cappe moderne emettono un suono di intensità pari a 33 dB alla velocità minima e 50 dB alla velocità massima.

Investimenti immobiliari: comprare una seconda casa a Torino conviene?

Oggi molte persone stanno riflettendo sulla possibilità di investire nel settore immobiliare. Dopo la crisi portata dalla pandemia, infatti, oramai si parla di un mercato in piena ripresa (anche se soggetto comunque ad una serie di saliscendi). L’acquisto di una seconda casa, da mettere a frutto con gli affitti, rappresenta dunque un’ottima opportunità. E non si parla soltanto delle località balneari, perché anche metropoli come Torino presentano delle occasioni davvero preziose, per chi ha un determinato budget da spendere (e non solo).

Perché comprare una seconda casa a Torino?

Innanzitutto, perché Torino è una delle città più importanti d’Italia: ospita molte aziende con sede in loco, oltre a numerose università e attrazioni culturali e artistiche. Ciò significa che la domanda di abitazioni non diminuirà mai in modo significativo, rappresentando dunque un porto sicuro per tutti coloro in possesso di un immobile da affittare. Inoltre, a Torino, i valori degli immobili tendono a rimanere stabili nel tempo, dunque anche in questo caso si tratta di un evidente vantaggio per gli investitori.

Come comprare casa a Torino con poca liquidità?

Come anticipato poco sopra, è possibile comprare una seconda casa a Torino anche se si parte da una liquidità scarsa. Per fare un esempio concreto, si possono trovare qui le informazioni per l’apertura di un secondo mutuo: una soluzione valida se, ad esempio, si è già impegnati nel pagamento del mutuo per la prima casa, ma non si vuole rinunciare alla possibilità di investire in un secondo immobile. Naturalmente bisogna rispettare determinati requisiti, e l’istituto di credito dovrà effettuare la consueta istruttoria, prima di approvare o meno la richiesta.

Dove comprare la seconda casa a Torino?

Ovviamente Torino centro rappresenta l’opzione più sicura in termini di investimento, anche se i prezzi delle case sono superiori rispetto alle zone periferiche. Una delle aree torinesi in assoluto più interessanti è Gran Madre: questa zona si trova infatti vicina all’Università (Palazzo Nuovo), dunque diventa molto ricercata, soprattutto dagli studenti a caccia di affitti brevi. Inoltre, Gran Madre può godere di un’ottima movida, di conseguenza piacerà ai giovani anche per questo motivo.

 

Altre zone particolarmente interessanti, nell’ottica dell’acquisto di una seconda casa a Torino, sono San Donato e CIT Turin. San Donato è una zona residenziale, con immobili spesso dotati di giardini e aree verdi, ideali per chi vorrebbe evitare di vivere in un’area a intenso traffico. CIT Turin si trova appena fuori dal centro della città e, sebbene non sia in una posizione centralissima, offre comunque ottimi collegamenti con i mezzi pubblici. Inoltre, i prezzi sono più bassi rispetto a Gran Madre o San Donato, dunque conviene anche da un punto di vista economico.

 

Da non sottovalutare altre opzioni come Santa Rita, uno dei quartieri torinesi dove si vive meglio, e che può contare su un collocamento strategico. Non a caso, Santa Rita consente di raggiungere facilmente il centro città, ma al tempo stesso permette di vivere in una zona pacifica e tranquilla, lontana dal caos tipico del centro di Torino.

Quanti bagni chimici sono obbligatori in un cantiere: la legge

I bagni chimici in un cantiere edile sono obbligatori e funzionali ai fini del lavoro degli operai. Un operaio, se deve andare in bagno, infatti, non deve allontanarsi troppo dalla propria postazione. Se è costretto a farlo, perderà molto tempo e sarà anche meno produttivo. Per essere sicuri di avere dei wc portatili a norma nei cantieri (e non solo), nel 2012 è stata redatta la normativa europea UNI EN 16194. Mediante questa normativa, sono state stabilite delle tabelle che indicano quanti bagni chimici devono essere presenti in un cantiere edile. Per quanto riguarda, ad esempio, il noleggio bagni chimici Como, o, comunque, in generale, in un cantiere, c’è bisogno di avere un bagno biologico ogni 10 operai. Di conseguenza, il numero di bagni per 20 operai dovrà essere di due, per 30 operai, di tre. Se il cantiere si trova sviluppato su più piani, ogni due piani deve esserci un bagno.

Come devono essere fatti i bagni chimici in un cantiere

Secondo la normativa europea indicata precedentemente, il bagno chimico deve avere una superficie di un metro quadrato e due metri di altezza. Deve potersi bloccare correttamente dall’interno, ma in caso di emergenza deve essere sbloccato dall’esterno. Quando la porta è ben chiusa, non deve essere possibile vedere cosa c’è dentro dall’esterno e deve esserci un opportuno segnale di “occupato” o “libero” (generalmente un bollino rosso e uno verde). L’area deve essere ben ventilata e poi va valutata la presenza di altri accessori come lavabi, orinatoi o gel igienizzante o distributori di sapone. Anche la carta igienica deve essere sempre presente. Ogni wc chimico deve trovarsi a un massimo di 100 metri rispetto al luogo in cui i lavoratori svolgono la loro mansione. Pulire ogni 100 utilizzi circa o comunque ogni turno di 8 ore. Nei cantieri la gestione dei servizi igienici mobili è a carico del datore di lavoro, che in caso di mancato rispetto può incorrere in sanzioni da 500 a 2.000 euro.

Quanto costa noleggiare un bagno chimico a Como

Per quanto riguarda invece i prezzi del noleggio bagni chimici, variano in base a più fattori. Quando si richiede un preventivo a una ditta, infatti, vengono chiesti dei quesiti specifici ai quali rispondere. C’è infatti bisogno di comunicare il numero di bagni chimici dei quali si ha bisogno, la tipologia (se si ha necessità anche di uno o più bagni per disabili o di bagni con dimensioni diversi o personalizzati) e il tempo necessario per il noleggio (giorni, settimana, mesi). L’azienda calcolerà così il prezzo finale e sarà possibile valutare la proposta. Una ditta specializzata prenderà in carico il progetto dalla fase iniziale, fino a quella finale. Si occuperà infatti di studiare la zona nella quale saranno posizionate le toilette portatili e poi si occuperà dell’installazione vera e propria. La ditta, generalmente, si fa anche carico della manutenzione ordinaria e della sanificazione (che va fatta almeno una volta dopo un turno di otto ore). Quando il periodo di noleggio sarà finito, l’azienda si occuperà anche di smantellare i bagni e di rimuoverli dalla zona.

Quali sono i migliori fermenti lattici in commercio?

L’intestino: il nostro migliore amico

Con l’arrivo dell’autunno, si sa, è molto importante prendersi adeguata cura delle proprie difese immunitarie, assumendo magari degli integratori che ci aiutano ad arrivare verso i primi freddi con un sistema immunitario ben preparato. Allo stesso modo, come delle difese immunitarie, è così molto importante prendersi adeguata cura del proprio intestino, assicurandosi sempre che sia in buona salute e in perfetto funzionamento. Al giorno d’oggi, con tutte le diverse fonti di stress ai quali siamo tutti quotidianamente sottoposti, è molto facile che sia spesso l’intestino il primo a risentirne. Quest’organo infatti, è tra i più “intelligenti” e sensibili del corpo, insieme al cervello, oltre ad essere l’organo di maggiore estensione di tutto il corpo. Per questi motivi, è fondamentale non trascurarlo mai, facendo tutto ciò che è necessario per assicurarne salute e corretto funzionamento.

L’importanza dei fermenti lattici

Oltre allo stess e alla vita frenetica, un altro fattore di possibile danno e rischio per il nostro intestino, e in generale per tutto l’apparato digerente, risiede nella struttura stessa del nostro stile di vita contemporaneo: è molto frequente infatti che per adeguarci ai ritmi e agli impegni lavorativi trascuriamo troppo il sonno e la cura dei pasti. Carenza di sonno, pasti irregolari e sbilanciati e spesso acquistati già pronti sono il mix perfetto per causare rallentamenti e squilibri intestinali. E allora, se non è possibile del tutto rallentare il proprio stile di vita, è necessario farsi aiutare da preziosi alleati, ovvero i fermenti lattici. Ad integrazione della dieta e del regime alimentare, i fermenti lattici sono lo strumento in assoluto migliore per curare il nostro intestino e aiutarlo ad un corretto funzionamento. Certamente, è molto importante, per il loro funzionamento, che i fermenti lattici che scegliamo siano affidabili, efficaci e di ottima qualità. In questo senso, una buona idea è quella di affidarsi a dicoflor. Perché siano veramente efficaci e aiutino il nostro intestino ad essere regolare ed efficiente, è importante innanzitutto seguire le dicoflor indicazioni nell’uso: assumendo i fermenti nel modo e con la frequenza corretta, la loro efficacia sarà massima.

Scegli i fermenti che fanno al caso tuo

Allo stesso modo, è poi importante scegliere il tipo di fermenti più adatto alle proprie esigenze: per esempio, per i bambini esiste il prodotto specifico dicoflor bambini. Infatti, l’intestino dei piccoli è diverso e più delicato di quello degli adulti: per questo motivo, il prodotto che scegliamo di usare per loro deve essere formulato specificamente per i più piccoli. Per gli adulti, un ottimo prodotto è invece dicoflor complex, efficace mix a base di vitamine del gruppo B, zinco e probiotici di varia natura. Le Vitamine del gruppo B (B2, B6, B12, niacina, acido pantotenico, acido folico) contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Specialmente in virtù della presenza di probiotici, questo complesso di integratori è molto consigliato per favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale ed evitare, nelle donne, l’insorgenza di fastidiosi problemi intimi legati alla candidosi. Ugualmente, in base alle vostre preferenze e ai vostri gusti, potrete facilmente scegliere tra dicoflor gocce e dicoflor bustine.

Fermenti lattici: a che cosa servono?

Se ancora non doveste essere del tutto convinti, vi potreste ritrovare a chiedervi: ma a che cosa servono davvero i fermenti lattici? Oltre alle ragioni già suggerite qui sopra, i fermenti lattici possono essere di fondamentale aiuto in casi di disbiosi e di particolari disturbi o problemi del tratto intestinale. Per esempio, in caso di diarrea e di forti scariche, la scelta e l’uso di adeguati fermenti lattici si rivela importantissima per contrastare lo squilibrio e aiutare la flora intestinale a ricostituirsi correttamente. Ancora, nei casi più lievi ma frequenti di meteorismo, l’assunzione di specifici e mirati mix di fermenti può rivelarsi utilissima nel contrastare i fenomeni di gonfiore, sgonfiando anche visivamente la pancia e riducendo di molto il meteorismo. Un altro caso in cui è importantissimo servirsi dei fermenti lattici è poi quello legato all’uso, temporaneo o prolungato, di medicinali antibiotici: ogni antibiotico infatti è potenziale fonte di squilibrio intestinale, poiché la sua azione va ad intaccare ed indebolire tutti i microrganismi che popolano il nostro corpo, compresi anche tutti i vari componenti preziosi della flora intestinale. Se quindi dovete andare incontro ad un periodo di assunzione di farmaci antibiotici, fate attenzione ad avere a portata di mano anche dei fermenti lattici!

Per quanto è necessario assumerli?

L’assunzione di fermenti lattici può essere consigliata per periodi più o meno lunghi. In genere, e in assenza di particolari patologie o problemi acuti, una o due settimane sono un tempo sufficiente per ripristinare il normale e corretto funzionamento della flora batterica intestinale. In ogni caso, è comunque sempre bene tenere a mente che l’azione dei fermenti lattici è vincolata al numero di microrganismi benefici presenti. Per questo motivo, la prima cosa da fare quanto si scelgono i fermenti giusti è controllare la quantità e la qualità di microrganismi presenti nel prodotto scelto.

Come eliminare il calcare da ogni superficie

Calcare è una formazione anormale perché si tratta di un minerale naturalmente disciolto all’interno dell’acqua.va però eliminato e tolto da ogni superficie che viene in contatto con l’acqua. Vediamo subito insieme alcuni consigli utili su come si può fare in maniera efficace ma anche veloce e pratica evitando ogni tipo di problema.

Pulire il calcare dalla ceramica

Sulle ceramiche dal bagno è abbastanza comune che si creino depositi di calcare. Per pulire bene e garantire un’igiene profonda sulle superfici del bagno è necessario utilizzare prodotti specifici. Tuttavia è anche vero che esiste un sistema fai-da-te per togliere il calcare utilizzando semplicemente dell’aceto di vino bianco o di mele mescolato con del semplice bicarbonato di sodio: un trucco delle nonne che garantisce ottimi risultati.

Togliere il calcare dal soffione della doccia

Chi vuole eliminare il calcare che ostruisce il soffione della doccia può usare di nuovo il trucco del bicarbonato di sodio con l’aceto. Allo stesso modo, si può sempre utilizzare un prodotto specifico. Per togliere l’incrostazione dal soffione della doccia, va immerso in una soluzione che deve agire per qualche ora. L’Ideale sarebbe utilizzare un sacchetto in plastica da annodare intorno al soffione.

Eliminare il calcare dai caloriferi

Per togliere il calcare depositato all’interno dai caloriferi bisogna prenotare un lavaggio dei caloriferi. Si tratta di un’operazione di routine che viene altamente consigliata in tutti quelli che abitano in zone dove l’acqua è particolarmente ricca di calcare per evitare che il calore si diffonda con difficoltà.

Pulire la caldaia dai depositi di calcare

Forse alcuni non si rendono ancora conto che ovunque c’è acqua, si può creare e depositare il calcare. per eliminare i depositi di calcare dalla caldaia è sufficiente richiedere un intervento da parte del tecnico. Durante un controllo periodico, il tecnico della manutenzione della caldaia svolge operazioni proprio come la pulizia che consente di garantire il corretto funzionamento e produzione dell’Acqua calda grazie all’eliminazione di ogni residuo.

Per prendere subito un appuntamento, clicca qui www.assistenzacaldaievaillant-milano.it

 

Investimenti: tipologie e caratteristiche

Quando si decide di investire somme di denaro, si deve essere consapevoli dei rischi che si corrono e del fatto che i guadagni non sono mai certi. Ogni tipo di investimento presenta rischi specifici e concreti, i quali possono essere più o meno elevati, ma che mettono sempre a rischio il capitale; a conti fatti, non è mai possibile avere la garanzia di chiudere le operazioni in positivo.

Ciononostante, ogni investimento può offrire, almeno in potenza e su base teorica, dei profitti che risultano essere strettamente correlati alla loro natura. Chi opera nel mercato immobiliare, potrà ad esempio ottenere un profitto dalla vendita degli immobili oppure dall’affitto degli stessi; gli investitori che prediligono il mercato azionario, potranno invece puntare sui guadagni derivanti dai dividenti della società emittente e sulla plusvalenza, nota anche come capital gain. Per sapere cos’è e come si calcola il capital gain, è possibile leggere approfondimenti presenti in rete, elaborati da esperti del settore.

Diverse tipologie di investimento

Quando si decide su cosa investire, è necessario tenere conto anche della tipologia di profitto che si potrebbe ricavare nel caso in cui l’operazione effettuata avesse esito positivo. Naturalmente la scelta dell’asset non deve essere effettuata in modo esclusivo partendo da questo dato, ma deve tenere conto molti altri fattori, primo fra tutti l’andamento del mercato e dell’asset di proprio interesse. Chi applica l’analisi fondamentale svolgerà anche un attento studio sulle aree macro e microeconomiche direttamente correlate al titolo o al mercato di riferimento.

La tipologia di profitto non è comunque un elemento trascurabile in quanto risulterà essere sottoposta a diversi tipi di tassazione e potrà offrire all’investitore l’opportunità, mai certa, di ottenere delle entrate periodiche o un unico guadagno.

Le azioni

Le azioni sono strumenti finanziari che possono essere quotati o non quotati in borsa; chi sceglie di acquistare delle azioni, diventa socio della società emittente in base alla percentuale coperta dal titolo o dai titoli aggiunti al portafoglio di investimento.

L’investitore che punta sul mercato azionario, in caso di andamento positivo dell’azienda e delle quotazioni della stessa, può sperare in due tipi di guadagno, uno derivante dalla distribuzione dei dividendi, l’altro dalla plusvalenza derivante dalla vendita del titolo, laddove questo avesse aumentato il proprio valore rispetto al momento dell’acquisto.

Le obbligazioni

Diversamente dalle azioni, le obbligazioni non comprendono quote societarie, ma permettono all’investitore di diventare creditore dell’emittente.

Questa tipologia di titoli può essere emessa da aziende ed enti di vario genere, compresi gli Stati; anche l’Italia emette obbligazioni, conosciute con il nome di Titoli di Stato.

L’unica somiglianza tra le azioni e le obbligazioni riguarda la possibilità di rivendere i titoli a un prezzo differente da quello di acquisto; quando il prezzo di vendita è superiore a quello di acquisto, si verifica un guadagno che permette di aumentare il capitale iniziale; naturalmente, in caso di vendita di un titolo a prezzo più basso, si chiuderà l’operazione in perdita.

Le obbligazioni non permettono di ottenere dividendi della società, ma possono prevedere il rilascio di cedole periodiche che consentono di incassare gli interessi maturati.

Questa tipologia di titolo viene emessa con una data di scadenza, al termine della quale l’investitore torna in possesso del capitale investito in base al valore nominale.

Investimenti immobiliari

Chi sceglie di investire nel mercato immobiliare, può decidere di acquistare degli immobili oppure può aderire a un fondo comune di investimento. In alternativa, si ha anche la possibilità di acquistare titoli emessi da società operanti nel settore immobiliare.

L’acquisto di un immobile consente di sperare in profitti derivanti, a seconda delle scelte effettuate, dalla rivendita, puntando dunque a un aumento del prezzo iniziale, oppure dall’affitto dei locali per uso abitativo, turistico, lavorativo o industriale.

L’adesione a fondi comuni di investimento operanti nel settore degli immobili consente invece, a seconda della tipologia scelta, di ottenere cedole periodiche o una liquidazione finale.

Percorsi di studio e mestieri per amanti degli animali

Gli amanti degli animali hanno l’opportunità unica di trasformare la propria passione in una vera e propria carriera. Esistono infatti molte professioni diverse che consentono di lavorare quotidianamente a contatto con gli animali, così da ottenere immense soddisfazioni non solo in ambito professionale, ma anche sul piano personale. In questo articolo, dunque, esploreremo insieme alcune delle carriere più popolari legate agli animali, e cosa bisogna fare per calarsi in questo mondo ricco di opportunità.

Il toelettatore per cani

Se amate i cani e vi piace prendervi cura di loro, un lavoro di questo tipo può essere perfetto per voi. Si tratta di una professione che richiede pazienza e un approccio attento, poiché si avrà a che fare con diversi tipi di cani, con temperamenti e caratteri differenti. Per diventare professionisti, inoltre, è necessario frequentare un corso di toelettatura per cani, così da imparare tutti i rudimenti del mestiere. Si parla ad esempio di capacità come il taglio del pelo, la pulizia e la cura dell’igiene del quattrozampe, e la sua preparazione per eventuali concorsi di bellezza.

L’addestratore di cani

Un altro lavoro interessante per chi ama gli animali è quello dell’addestratore di cani. Si tratta di una professione che, come suggerisce il nome, consiste nell’addestrare i pelosetti, insegnando loro i comportamenti da adottare per il quieto vivere in famiglia. Per svolgere questo lavoro è necessario avere molta pazienza, ed essere in grado di stabilire un buon rapporto con il cane, in modo che possa fidarsi dell’addestratore e ascoltarlo. Non è una professione facile, ma può regalare immense soddisfazioni.

Il veterinario

La professione di veterinario è un’altra opportunità unica per chi ama gli animali, e per chi desidera dare un contributo concreto. Ovviamente questa figura ha delle responsabilità notevoli nei confronti dei pet, perché si dovrà prendere cura della loro salute, affrontando situazioni spesso complesse, come nel caso delle diagnosi e degli eventuali interventi chirurgici. La strada per diventare veterinari, non a caso, non è semplice e richiede impegno e dedizione. Bisogna infatti conseguire una laurea in medicina veterinaria e poi completare un tirocinio di 3 anni.

Il biologo marino

Avete mai pensato ad una possibile carriera come biologo marino? Si tratta di un lavoro che richiede studi specifici e tanta passione per il mondo animale, in particolare per quello legato al mare. Il biologo marino si occupa della ricerca e dell’osservazione della fauna e della flora acquatica, trascorrendo spesso lunghi periodi in mare. Anche in questo caso è necessario affrontare un percorso di studi specifico e complesso, ma con la possibilità di unire due passioni in una: quella per gli animali e i viaggi.

Il dog sitter

Se avete molta pazienza, amate gli animali e siete disposti a prendervene cura anche quando i padroni non sono in casa, allora il lavoro di dog sitter potrebbe fare al caso vostro. Si tratta di una professione sempre più popolare nelle grandi città, dove spesso le persone non hanno il tempo di prendersi cura dei propri animali domestici, ad esempio quando partono per le vacanze.

Come scegliere il telefono giusto? 4 consigli

Al giorno d’oggi le persone desiderano avere sempre un dispositivo smartphone di ultima generazione con caratteristiche ottimali per svolgere ogni genere di operazione come chiamare, scattare fotografie, inviare messaggi, girare video, chattare in tempo reale, giocare, spedire e-mail e così via. Lo smartphone può esser visto come un dispositivo irrinunciabile e perciò occorre sceglierlo con grande attenzione mettendo in atto una serie di accorgimenti e verifiche incrociate. Chi dovesse esser alle prese con la scelta di un nuovo telefono smartphone, ricordi che il rigenerato offre moltissimi vantaggi e benefici; ma bando alle ciance, meglio subito vedere alcuni consigli utili e pratici da mettere in atto in questi casi per trovare e scegliere lo smartphone giusto.

Un occhio di riguardo all’ambiente

Nella guida all’acquisto di smartphone rigenerati, non si può sottovalutare mai l’aspetto economico, sebbene a oggi non sia predominante come altri. Infatti, nel valutare l’acquisto di uno smartphone sempre più persone si rivolgono al mercato del ricondizionato. I telefoni smartphone ricondizionati sono la scelta migliore per l’ambiente. Gran parte dei consumatori di oggi, ha sicuramente a cuore e guarda con molta attenzione le tematiche ambientali. La scelta di acquistare un dispositivo rigenerato anziché nuovo aiuta ad alleggerire l’ambiente dai tanti rifiuti elettronici di scarto. Si riutilizza quello che già c’è. Infatti, si tratta sempre di prodotti che non hanno affatto terminato il loro ciclo di vita, anzi. Sono dispositivi che hanno ancora molto da dare, moltissimo, poiché sono all’inizio del loro ciclo. Invece che diventare rifiuti Raee, tornano sul mercato dell’usato dopo test che verificano funzionalità e qualità.

Le recensioni degli utenti

Tra i consigli su come scegliere un telefono ricondizionato, c’è anche quello di controllare le recensioni degli altri utenti. Chi già ci è passato, è in grado di dare consigli disinteressanti e veritieri, evitando di fare passi falsi. Le recensioni lasciate dagli altri consumatori sono un aiuto in più.

Il costo dello smartphone

Per gli smartphone di ultima generazione, il costo di acquisto è diventato un elemento molto importante

È sicuramente vero che oggi gli smartphone dei migliori brand costano molto. Anzi, si può affermare che constano troppo impedendo spesso di avere accesso al meglio del meglio. Per fortuna oggi, grazie al ricondizionato, esiste la possibilità di risparmiare cifre di denaro considerevoli e magari avere anche un dispositivo top del mercato.

Minicrociera in barca a vela: scopriamo quali sono le mete più affascinanti

Navigare in barca a vela è un’esperienza incomparabile, perfetta per chi ama il mare e la natura, e l’estate è il momento giusto per scegliere la rotta preferita e partire. Inoltre, grazie alla possibilità di noleggiare una barca a vela anche con la presenza di uno skipper esperto, tutti possono provare l’emozione di una minicrociera o di una traversata, senza alcuna necessità di essere in possesso di esperienze particolari.

Ovviamente, per godere al massimo dell’emozione e del fascino della navigazione in barca a vela, è importante scegliere e definire in anticipo la rotta, in maniera tale da risparmiare tempo e godere di tutta la bellezza del paesaggio e della destinazione selezionata.

L’Italia, affacciata in gran parte verso il mare, offre una vasta scelta di opportunità a chi ama navigare, con diverse rotte classiche e sempre affascinanti tra cui scegliere: per approfondire, invitiamo a leggere questo articolo.

Gli itinerari italiani migliori per la barca a vela

I mari italiani, e comunque tutto il Mediterraneo, offrono grandi opportunità a chi ama navigare in barca a vela, con la possibilità di visitare luoghi di straordinaria bellezza e, al contempo, di passare intere giornate in mare. Scopriamo insieme quali sono le rotte storiche e adatte anche a non ha molto tempo a disposizione.

La Sicilia e le Isole Egadi

La Sicilia è la località ideale per le vacanze italiane, da non perdere, ad esempio, durante un tour nelle regioni meridionali del nostro paese. La posizione geografica e la conformazione particolare dell’isola consente di muoversi lungo due coste ricche di luoghi meravigliosi, come Agrigento, Taormina e Siracusa. Per chi ha un po’ più di tempo a disposizione, la minicrociera può estendersi fino all’arcipelago delle isole Egadi.

Sardegna e Corsica

La Sardegna è una delle isole più amate da chi viaggia per mare, alcune località della Costa Smeralda, in particolare, vengono raggiunte prevalentemente con imbarcazioni private. Organizzare una crociera lungo le coste della Sardegna è l’occasione ideale anche per scoprire la bellezza dell’Arcipelago della Maddalena e, perché no, anche per estendere il proprio itinerario fino in Corsica.

L’arcipelago delle Isole Baleari

Chi vuole trascorrere le vacanze tra spiaggia e mare aperto, può scegliere come itinerario le Isole Baleari, una delle mete più frequentate dagli appassionati della vela, ma anche degli sport acquatici e del divertimento.

L’arcipelago delle Baleari include le isole più rinomate e frequentate dai turisti di tutto il mondo: Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera. È una meta facile da raggiungere, salpando dai principali porti della Spagna, con la possibilità di scoprire non solo le spiagge più frequentate, ma anche tanti angoli pittoreschi e ancora incontaminati.

Organizzare il viaggio con precisione

Navigare richiede attenzione e competenza, per questo è importante predisporre con accuratezza la rotta da seguire, tenendo conto delle eventuali soste a terra e delle tappe che si desidera fare. Nel caso di esperienza insufficiente o comunque scarsa, si raccomanda di ingaggiare uno skipper professionista: il noleggio della barca a vela spesso include anche questa possibilità.

Autospurgo: quando è utile contattarlo

Si definisce ‘operazione di autospurgo’ la pulizia della fossa biologica o del pozzo nero, effettuata da un camion apposito dotato dell’attrezzatura necessaria. È anche fondamentale per risolvere ostruzioni di tombini, o intasamenti della rete fognaria o altri interventi di emergenza.

Per fosse biologiche o pozzi neri, questa operazione ha una cadenza periodica, che dipende dalla capacità della fossa o pozzo nero, da quante persone li utilizzano normalmente e via di seguito. Non è possibile quindi definire un intervallo di tempo specifico e preciso, ma si può dire che di norma la pulizia andrebbe fatta più o meno ogni anno o poco più.

Soltanto ditte specializzate dotate dei permessi di legge necessari possono compiere questa operazione. Se avete necessità o volete richiedere un preventivo, potete rivolgervi ai professionisti di www.autospurgo-roma.info.

 

L’emergenza

Oltre alla manutenzione di routine, è indispensabile chiamarlo in caso di emergenza. Ovviamente, il primo segnale sono gli scarichi otturati dei condomini, ma non sempre si pensa al pozzo nero.

Se però l’acqua risale dai tubi, avvisate l’amministratore.

Stessa cosa se sentite odori persistenti dai tubi o dal tombino condominiale

 

 

Come avviene lo spurgo?

 

Detto molto in breve, per fornire un’immagine che sia comprensibile a tutti, il procedimento non è diverso da quello di un comune aspirapolvere.

In una prima fase, dopo aver inserito il tubo nella fossa o tubatura, la  pompa di aspirazione entra in funzione e aspira i materiali all’interno della cisterna sul camion. La lunghezza del tubo collegato alla pompa può raggiungere anche i 100 metri, se necessario.

I liquami o altro materiale vengono poi trasportati in un luogo specifico, dove vengono smaltiti secondo i criteri dettati dalla legge.

 

Nella seconda fase, dopo l’aspirazione e prima dello smaltimento dei materiale, il pozzo nero, o fossa biologia o tubatura che sia stata aspirata viene pulita con getti di acqua ad alta pressione, in modo che anche eventuali incrostazioni vengano eliminate. In seguito, anche l’acqua viene aspirata.

 

Con le moderne tecnologie, è anche possibile una ricognizione video prima dell’intervento, molto utile in casi di intasamento o otturazione; e dopo l’intervento, per verificare che tutto il materiale sia stato correttamente eliminato.