Giocare comodi, dalla sedia da gaming al pc e agli accessori utili

Se si vuole giocare comodamente al pc è necessario avere una postazione consona, dal pc alle cuffie, fino alla sedia, ogni cosa deve essere scelta per migliorare l’esperienza di gaming e mettere il gamer in condizioni di poter partecipare a lunghe sessioni di gioco senza stancarsi troppo.

Stare al pc per tante ore e non avere una postazione buona può avere un impatto molto negativo sul corpo, portando alla comparsa di dolori muscolari e problemi di schiena e cervicale, dovuti alle posizioni scorrette tenute durate la sessione di gioco.

Per cui, se dovete giocare al pc e prevedete sessioni di gioco molto lunghe, dovrete fare in modo di avere una postazione gaming molto comoda, vediamo quali prodotti scegliere tra quelli presenti sul mercato.

La sedia da gaming

Giocare per molte ore al pc può essere molto dannoso, in particolare per la schiena e la cervicale, soprattutto se si ha la cattiva abitudine di sedersi scomposti o utilizzare una sedia non adatta.

È necessario acquistare una postazione che offra comfort e tutto ciò che permette al giocatore di poter affrontare una lunga sessione di gioco senza particolari problemi.

Come prima cosa occorre una sedia da gaming che possa far rilassare il corpo e dargli il giusto sostegno per evitare che si incurvi. Quando si sta seduti alla scrivania si tende spesso a incurvarsi in avanti, questo porta a soffrire di mal di schiena e mal di collo.

Per giocare comodi occorre una sedia da gaming come la Racing IntimaTe WM Heart recensita dal sito Sedia-Gaming.com, in grado di offrire il confort e il sostegno necessario al corpo affinché si mantenga la giusta postura per tutta la durata della sessione di gioco.

La postazione

Come prima cosa è necessario fissare un budget che sarà destinato alla creazione della postazione da gioco, poi bisogna individuare gli spazi a disposizione.

Si ha uno spazio ristretto all’interno di una stanza o un ambiente più ampio dedicato? In base a queste considerazioni è possibile scegliere la migliore postazione da gaming, tenendo conto anche dello stile e dei materiali.

In base ai propri gusti ed esigenze si sceglie la scrivania, gli scaffali, la sedia e tutti gli altri accessori come le cuffie, il mouse gaming giusto e il tappetino.

La sedia, di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, è uno degli elementi più importanti della postazione da gaming, perché rende comoda l’esperienza di gioco, quindi, dovrà essere ergonomica e assicurare una postura corretta.

PC e accessori

Un computer destinato al gaming deve essere potente, se il budget a disposizione non è altissimo bisogna comunque puntare su un prodotto che abbia almeno uno scheda madre di una certa potenza, una scheda video con almeno 4GB dedicati e un hard disk di 1 TB. La scheda video è essenziale e deve assicurare velocità e qualità.

Pc portatile o fisso? Solitamente per il pc gaming si predilige la potenza del fisso, anche se ci sono moltissimi portatili da gaming che offrono prestazioni elevate e che vanno presi in considerazione.

Per quanto riguarda gli accessori sono indispensabili le cuffie da gaming con microfono incluso e un buon mouse ergonomico e dotato di comandi extra per il gioco.

Non semplici contabili: perché fare attenzione alla scelta del commercialista

Stai cercando un commercialista a Torino per professionisti e aziende? La buona notizia è che in città non hai che l’imbarazzo della scelta tra singoli professionisti, studi di commercialisti associati, etc. a cui affidare la gestione finanziaria della tua attività di business. La notizia un po’ meno buona è che dovrai dedicare tempo e attenzione alla scelta di quello che diventerà il tuo contabile. Al contrario di quanto potresti pensare, infatti, è una figura davvero strategica per la buona riuscita della tua impresa e, no, anche a dispetto del nome, non si occupa semplicemente della contabilità, né ha il solo compito (ingrato!) di ricordarti quando è tempo di pagare le tasse. Comincia a pensare, insomma, al commercialista come a un vero e proprio consulente finanziario: una volta che lo avrai fatto dovrebbe esserti più facile anche capire perché, al momento di sceglierne uno, non dovresti lasciare niente al caso.

Guida essenziale alla scelta del commercialista giusto

E puntare, piuttosto, tutto (o quasi) sulla fiducia. In altre parole? Vedremo tra un attimo come sia importante accertarsi di competenze, esperienze, persino attività pregresse nel settore specifico della tua azienda da parte del contabile. Prima di tutto, però, è indispensabile che ci sia un certo feeling tra di voi: scegli, cioè, un commercialista che ti ispiri innanzitutto fiducia come persona e a cui senti di poter confidare dubbi e incertezze ottenendo consigli affidabili. Proprio in virtù di questo potrebbero esserti utili consigli e raccomandazioni di amici e conoscenti liberi professionisti o titolari di attività imprenditoriali che siano già seguiti da un contabile o da uno studio di commercialisti di Torino e che ne siano largamente soddisfatti.

Un’altra buona idea è sentire più commercialisti diversi. Mettiti nei panni di un responsabile delle risorse umane e prova a fare dei veri e propri colloqui ai diversi candidati, in fondo è pur sempre come se ne stessi assumendo uno: chiedi da quanti anni si occupano di contabilità, quante e che altre realtà seguono dal punto di vista finanziario, eccetera. In questo modo, tra l’altro, dovrebbe essere più semplice per te valutare quanta e che tipo di esperienza abbia il singolo contabile. Come già si accennava, del resto, optare per un commercialista che segua esclusivamente piccole e medie imprese o liberi professionisti e del solo campo sanitario, eccetera potrebbe rappresentare un vantaggio: con ogni probabilità sarà più aggiornato, infatti, su novità e strumenti finanziari pensati appositamente per il singolo settore e potrebbe aiutarti a rendere più profittevole la tua attività.

L’ultimo consiglio è non perdere tempo a scegliere un commercialista: potresti pensare, infatti, di non averne bisogno subito o che diventi essenziale solo quando dovrai rendicontare a livello finanziario la tua attività, ma non è così; in Italia il mondo della finanza è spesso intricato e cavilloso e un buon professionista è indispensabile per districarsi al suo interno; così, per esempio, il tuo commercialista potrebbe aiutarti a muovere i primi passi da imprenditore o freelance consigliandoti forme e regimi migliori per la tua impresa e seguirti passo passo nella sua costruzione.

Coltivare i semi di canapa in casa si può

La coltivazione dei semi di cannabis in casa non costituisce più un reato perseguibile dalla legge italiana. Come evidenziato su questo sito, la Cassazione, è stata chiamata a pronunciarsi sul tema della produzione di canapa indoor, sul balcone o nel giardino di casa.

Sono già tanti gli agricoltori, gli imprenditori e le aziende che stanno dedicando tempo, passione e denaro alla coltivazione della canapa light. Tutto questo accade perché la domanda del prodotto è in costante crescita e promette anche interessanti ritorni economici. Le grandi potenzialità della canapa light, così come i numerosi benefici, sono ormai noti e confermati da tantissimi studi di settore che hanno richiamato anche l’interesse dei comuni cittadini e dei consumatori.

Inoltre la canapa, grazie allo straordinario apporto proteico e vitaminico, trova larga diffusione anche nel settore alimentare e viene consigliata persino ai celiaci, oltre a chi segue una dieta vegana o vegetariana.

Coltivazione della canapa light in casa

La canapa light, così come chiarito anche dalla Corte di Cassazione, è una specie vegetale che oggi può essere coltivata senza conseguenze legali anche dai privati, fuori e dentro le mura domestiche, a patto di seguire poche e semplici regole.

La prima cosa da fare è quella di acquistare semi certificati e conservare la documentazione, oltre che le fatture d’acquisto, almeno per 12 mesi. I semi legali dovranno avere basse concentrazioni di THC, pertanto non avranno alcun effetto drogante, ma svolgeranno un’azione benefica per l’organismo.

Oggi molte persone si dedicano con grande entusiasmo alla coltivazione dei semi di canapa light pur non avendo il pollice verde e non essendo esperti nel settore. L’erba light si può infatti facilmente riprodurre in casa e coltivare sul balcone o in giardino. In alternativa è anche possibile optare per la coltivazione indoor, ovvero all’interno dell’abitazione, pratica che potrà offrire cicli di produzione continua, costantemente controllati e grandi soddisfazioni.

La coltivazione indoor viene generalmente preferita non solo per ragioni di privacy ma perché consente di avere un monitoraggio costante sulla produzione, specie per ciò che riguarda fattori come temperatura, livello di umidità, parassiti e altre variabili che possono influenzare la crescita della pianta.

Tutte le produzioni che vengono avviate all’interno degli appartamenti cominciano dalla fase della germinazione, che presuppone la preparazione adeguata del terriccio con elementi nutrienti. I semi di canapa light verranno messi a dimora e annaffiati all’occorrenza in maniera non abbondante. La coltivazione indoor richiede anche l’uso di speciali lampade che aiuteranno la pianta a crescere rigogliosa e a produrre le infiorescenze.

Coltivare marijuana light è un hobby sempre più diffuso, che non rientra nell’area penalmente rilevante e accessibile a chiunque. In commercio infatti esistono degli appositi kit completi di tutto l’occorrente per intraprendere autonomamente la coltivazione indoor della canapa light.

Inoltre è possibile acquistare semi di marijuana di prima qualità femminizzati, che quindi produrranno solo piante femmine, dalle quali ricavare il polline necessario per la produzione di altri semi.

Le ragioni che spingono alla coltivazione della canapa light, indoor o all’esterno, sono numerose. L’efficace cannabinoide non psicoattivo presente in questa specie vegetale offre numerosi benefici per il corpo e contrasta tantissime patologie o disturbi.

Le proprietà della canapa sono davvero numerose e spaziano dall’ambito terapeutico, cosmetico fino a toccare quello alimentare. Oggi è possibile affermare che l’erba light vanta mille sfaccettature e si rivela molto versatile, tanto da poter essere utilizzata in tanti settori e in svariati modi.

La canapa è stata sempre utilizzata nel corso della storia e per tantissimi millenni è stata impiegata dalle civiltà di tutto il mondo che ne hanno fatto un uso diversificato per realizzare, ad esempio, fibre, tessuti, per ricavarne la carta, ma soprattutto per finalità terapeutiche. Infatti, in Cina, ma anche nell’antica Grecia, la canapa veniva impiegata per contrastare i reumatismi o quale antinfiammatorio. Inoltre, anticamente come adesso, i semi di canapa vengono molto apprezzati per uso alimentare e impiegati per preparare tante ricette sfiziose e gustose.

La canapa in cucina

La canapa offre tanti nutrienti e sostanze che fanno bene al nostro corpo. I semi, in particolare, aiutano a favorire e preservare il corretto funzionamento dei processi fisiologici. Essi svolgono effetti positivi sul metabolismo e rafforzano le difese immunitarie. Sono inoltre una fonte straordinaria di proteine e il loro consumo è anche indicato per tutti coloro che seguono un regime alimentare vegetariano o vegano.

La farina che si ricava dai semi è particolarmente ricca di antiossidanti, di Omega 3 e 6. Grazie all’alto contenuto proteico e all’assenza di glutine viene anche consumata da chi soffre di celiachia. Rappresenta una fonte vegetale che racchiude un elevato apporto proteico, utile anche nel prevenire le patologie a cardiovascolari. Trattasi di un alimento molto bilanciato dal punto di vista nutrizionale e può essere utilizzata in cucina in tanti modi. Aggiunta agli impasti di dolci, pane, biscotti e altri prodotti da forno, la farina di canapa darà un bellissimo colore bruno e renderà il sapore ancora più intenso. I semi di canapa light dai quali si ricava la farina hanno infatti un gradevolissimo gusto di nocciola. Proprio per questo sapore caratteristico la farina e i semi di canapa si possono utilizzare non solo per la preparazione dei dolci ma anche per realizzare ricette salate. La farina inoltre si può combinare e mescolare anche con altre gluten free, in modo da poter variare la propria dieta e portare a tavola sempre piatti diversi.

Occorre considerare che anche il Ministero della Salute Italiano, così come l’OMS, si sono espressi in maniera positiva sugli alimenti realizzati a base di farina di canapa, proprio per il loro apporto nutriente. Questa infatti racchiude anche acidi grassi, molto utili per preservare la salute del corpo e che spesso non vengono assunti quotidianamente nelle dosi raccomandate. Pure il contenuto di fibre è molto elevato, tant’è che gli alimenti a base di canapa sono consigliati per combattere la stitichezza, per regolare l’intestino e mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Semi e farine di canapa sono ricchi di vitamina E che contrasta i radicali liberi. Il consumo di alimenti a base di canapa si rivela anche molto utile per il rinnovamento cellulare, oltre che per rafforzare il sistema immunitario, quello nervoso e ormonale.Insomma, in definitiva la farina e semi di canapa fanno davvero bene all’organismo e aiutano a stare complessivamente meglio. Nulla da temere anche per quanto riguarda le calorie. La farina di canapa infatti ne contiene circa il 21% in meno rispetto alla comune 00.

Acquistare i semi di canapa light di qualità

Considerate le straordinarie proprietà della canapa ligh, la facilità con la quale può essere coltivata in casa e utilizzata in cucina per stare meglio, senza con questo subire alcuna conseguenza penale, cresce costantemente l’interesse verso l’acquisto dei semi di cannabis.

Buona regola è acquistare solo prodotti di qualità e descritti accuratamente in ordine alla provenienza.Attualmente sensoryseeds.it propone le migliori selezioni di semi light, con un buon rapporto qualità prezzo, che si possono ordinare comodamente da casa e ricevere in tempi rapidi. L’e-commerce, che detiene il primato in Europa nella commercializzazione di semi di canapa light, offre alla propria clientela un vasto assortimento e un servizio di vendita molto professionale. Acquistare i semi accuratamente selezionati vuol dire non solo poter contare sulla massima qualità ma essere sicuri.

Pulire diversi tipi di pavimenti: come si fa

Quando arriva il momento di avviare le normali faccende di casa come quelle che comprendono la pulizia dei pavimenti, bisogna scegliere metodi e strumenti idonei in base alla tipologia posata. Infatti, non è la stessa cosa pulire un pavimento in marmo piuttosto che il linoleum. Per questa ragione, abbiamo pensato di dare qualche consiglio in più al fine di garantire un risultato impeccabile come quello dei professionisti del settore delle pulizie.

Come trattare un pavimento in marmo

La pavimentazione in marmo è una tipologia molto pregiata che richiede attenzioni particolari, soprattutto durante la fase del raggio. Sarebbe opportuno procedere con pochissima acqua perché le goccioline in eccesso che restano sulla superficie ad asciugarsi, lasciano una macchia che poi si vede. Inoltre, il marmo ha bisogno di essere lucidato periodicamente. Passare la cera aiuta a riportare il marmo al suo originale splendore.

Come pulire I rivestimenti in piastrelle

Le piastrelle sono uno dei rivestimenti e alimentazione più abitazioni degli italiani poiché sono molto pratiche e disponibili in tantissime fantasie diverse per poter realizzare lo stile che si preferisce. La pulizia delle piastrelle non è particolarmente difficile ma tocca fare attenzione alle fughe cioè agli spazi tra una piastrella e l’altra dove lo sporco va a depositarsi creando un accumulo ostinato che periodicamente va tolto per far tornare le fughe al loro originale colore.

Come lavare il linoleum

Il pavimento il linoleum è una tipologia molto particolare che ultimamente sta tornando in auge. Si tratta di una pavimentazione realizzata con prodotti naturali in rotoli. Non ci sono quindi listelli o piastre da posare ma il pavimento avrà uno strato unico, nonostante sia disponibile l’effetto legno e tanti altri da scegliere secondo proprio gusto. Il pavimento in uno strato unico è molto più facile da pulire perché non c’è il problema delle fughe. Bisogna solo fare un po’ di attenzione negli angoli dove normalmente si deposita tutta la polvere, i capelli e gli altri residui.

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4 prodotti bio che hai già in dispensa per le pulizie di casa

Ecco 4 prodotti biologici che possono tornarti utili per portare a termine le pulizie di casa. Sicuramente nella tua dispensa c’+ già tutto quello che serve per garantire igiene e pulizia.

Aceto bianco

Un prodotto che sicuramente già hai nella tua dispensa e puoi usare per le pulizia di casa è l’aceto. È un ingrediente acido in grado di eliminare il grasso, motivo per cui spesso si trova all’interno di prodotti professionali come quelli utilizzati dalla impresa di pulizie Roma. L’aceto è perfetto per pulire la cucina e tutte le superfici che vanno a contatto con il cibo, evitando prodotti con ingredienti chimici che possono essere troppo aggressivi. Si sistema una tazzina con dell’aceto all’interno del portauova nel frigorifero per contrastare i cattivi odori.

Bicarbonato

Il bicarbonato di sodio non dovrebbe mai mancare in casa perché torna utile anche per pulire la casa. È un ingrediente che va benissimo per pulire e rendere brillanti tutte le superfici. Inoltre, basta mischiarlo con un ingrediente acido come l’aceto per creare una schiuma sgrassante multi attiva perfetta per ogni genere di superfice per igienizzarla e pulirla da ogni residuo.  Può essere aggiunto anche nel cestello della lavatrice per garantire un bianco assoluto al bucato.

Succo di limone

Il succo di limone può esser utilizzato per le pulizie di casa perché in grado di igienizzare. Infatti, spesso è inserito all’interno di prodotti dedicati a professionisti del settore come una impresa di pulizie Roma. Il limone ha anche un buon profumo per far profumare la casa. in mancanza di succo di limone, si può usare anche quello di altri agrumi, sempre da miscelare ad acqua calda o bicarbonato di sodio, come lime, pompelmo, mandarino e simili.

Olio di oliva

In pochi sono a conoscenza del fatto che anche l’olio di oliva può tornare utile per alcune pulizie di casa. È un prodotto grasso che può esser usato per lucidare i mobili in vero legno. Inoltre, basta metterlo su un panno in cotone o microfibra per pulire la pelle, come quelle del divano in salotto. È un trucco da veri professionisti che pochi conoscono ma che garantisce un risultato impareggiabile.

Pianificazione di spettacoli di successo: la guida definitiva

Dare vita ad uno spettacolo pubblico o privato in grado di ottenere un certo successo non è facile. Del resto, il settore dell’intrattenimento negli ultimi anni è cresciuto enormemente, attirando un numero crescente di professionisti. Tuttavia, per avere buone possibilità di portare a casa un buon risultato è fondamentale tenere a mente qualche semplice, ma fondamentale consiglio.

Le dritte per organizzare al meglio uno spettacolo

  1. Stabilire fin da subito su cosa concentrarsi

Organizzare uno spettacolo richiede un’ottima pianificazione, soprattutto se non si è degli esperti. La prima cosa da fare è pensare agli artisti che si esibiranno (attori, musicisti, comici, ecc.). Alcuni possono essere ingaggiati direttamente, mentre altri lavorano tramite agenzia.

Una volta risolto tale problema è importante stabilire la durata delle performance, le modalità di pagamento e le assicurazioni necessarie. Non bisogna dimenticare di definire il budget per l’evento, in modo da non esagerare con le spese. Altro punto determinante è l’attrezzatura tecnica necessaria per dare vita all’evento in programma (impianto audio e luci, palco, ecc.).

In questo caso è bene rivolgersi ad una ditta specializzata in servizi luci per lo spettacolo, facendo attenzione ad affidarsi esclusivamente a professionisti in  grado di garantire materiale all’avanguardia e personale altamente qualificato. Per gli eventi più impegnativi si consiglia di non operare in totale autonomia, ma di creare un team di riferimento a cui delegare diversi compiti. Del resto, a fare la differenza sono quasi sempre i dettagli.

  1. Pubblicizzare lo spettacolo

Prestare massima attenzione all’organizzazione è fondamentale per la buona riuscita di uno spettacolo. Tuttavia, per avere maggiori possibilità di successo è necessario sponsorizzarlo al meglio. Come fare? Spargere la voce è certamente una soluzione efficace. É necessario però anche destinare parte del budget a disposizione in pubblicità.

Per evitare di commettere errori e di sprecare soldi inutilmente è necessario stabilire da prima il target a cui rivolgere l’attenzione. In un secondo momento è bene comprendere quali sono i canali che permettono di raggiungerlo. I social sono certamente un’ottima pubblicità gratuita che vale la pena di sfruttare, ma è bene non dimenticare di provvedere alle inserzioni a pagamento online che attraggono molta attenzione. A ciò si aggiungono i comunicati stampa, nonché i poster ed i volantini.

  1. Cosa fare dopo lo spettacolo

Un aspetto importante da considerare è il dopo spettacolo. Il lavoro in questo caso non è ancora finito: è necessario ringraziare tutti (artisti, staff, sponsor, partecipanti e così via), inviare un questionario alle persone per capire cosa non è piaciuto, analizzare i dati a disposizione (biglietti venduti, citazioni stampa, opinioni degli ospiti, ecc.) e valutare i guadagni ottenuti.

Si consiglia anche di utilizzare filmati e scatti dello spettacolo per creare  un video dei momenti salienti da pubblicare sui social, così da incuriosire le persone ed aumentare il numero dei partecipanti in occasione dei prossimi eventi che si ha intenzione di organizzare. Si tratta di piccoli accorgimenti, ma che di certo faranno una grande differenza con il passare del tempo, poiché permetteranno di avere successo.

Come funziona l’ozonoterapia: metodi di somministrazione

La ozonoterapia a Roma è un particolare trattamento che sfrutta una particolare miscela di ozono che si è rivelata ottima contro diverse patologie e problematiche di salute per agevolare la guarigione e garantire il benessere. Per somministrare la miscela di ozono che porta tanti benefici, ci sono divere modalità. Per scoprire quali sono, basta continuare a leggere di seguito.

A livello topico

Un primo sistema per introdurre la miscela di ozono è a livello topico, cioè utilizzando pomate e creme. È il metodo preferito nel caso di debbano curare piaghe, ulcere e altre patologie dermatologiche. Le pomate sono sicuramente il metodo meno invasivo che ci sia, ma non per questo meno efficacie.

Sottocutaneo

Un altro metodo per la ozonoterapia a Roma è sottocutaneo. È il metodo preferito quando bisogna intervenire su problemi articolari o muscolari. Si usa questo sistema di somministrazione anche per trattare l’ernia al disco, la cellulite e l’eccesso adiposo localizzato. La miscela di ozono è un prodotto instabile che va iniettato al più presto altrimenti perde le sue caratteristiche.

Infiltrazioni

Per le patologie degenerative come l’artrosi, l’artrite e i reumatismi, l’ozonoterapia a Roma si somministra tramite le infiltrazioni. È un metodo sicuramente molto comune e utilizzato per patologie di questo tipo: la differenza è che non si usa un farmaco ma solo una miscela di ozono, un prodotto biocompatibile che le cellule assorbono e sintetizzano immediatamente.

Intramuscolare

Per i traumi legati all’attività sportiva ma anche contratture muscolari, lombalgia e simili, si preferisce l’intramuscolare che porta un aumento di ossigeno all’interno dei tessuti in modo da attenuare lo stato infiammatorio. La puntura intra muscolare ha benefici pressoché immediati e a lungo termine.

Insufflazione

Per trattare tute quelle patologie a carico dell’intestino come stipsi, disbiosi o colite, si fa ricorso all’insufflazione della miscela di ozono. L’aumento di ossigeno all’interno del tratto intestinale ha ottimi benefici garantendo la completa guarigione. Lo stesso vale per le infezioni vaginali dato che la terapia con ozono ha effetti anche contro batteri e funghi.

Vacanze in barca: le cose da sapere prima del noleggio

Quando si deve fare una vacanza in barca sono tante le domande che ci prendono, soprattutto se è la prima volta che decidiamo di avventurarci in questo tipo di viaggio.

Meglio una barca a vela o un catamarano? Cosa si può portare sull’imbarcazione? È necessario uno skipper?

Insomma, i dubbi sono tanti, ma noi proviamo a fare un po’ di chiarezza, scoprendo quali sono le cose indispensabili da sapere prima di noleggiare una barca.

Barca a vela o catamarano: cosa scegliere?

Parliamo di due tipi di imbarcazioni molto diverse tra loro, ognuna ha dei vantaggi e dei punti di forza, ma entrambe offrono delle esperienze uniche.

La barca a vela è molto più sportiva e offre un’esperienza di navigazione più dinamica e veloce, il catamarano ha molto spazio a bordo e privilegia i comfort, inoltre, non ha profonde derive sotto lo scafo, per cui può avvicinarsi molto di più alla costa.

In base al tipo di viaggio che si desidera vivere, si può scegliere tra le due, sono entrambe ottime imbarcazioni.

Le dimensioni della barca

La scelta delle dimensioni della barca da noleggiare varia in base al numero di persone che devono prendere parte alla vacanza.

Qualsiasi barca intorno ai 30 piedi è sufficiente nel caso di un viaggio in due, mentre i gruppi più numerosi fino a 12 persone, necessitano di spazi più ampi e un maggior numero di cabine, tenendo conto anche del posto riservato allo skipper per dormire.

Solitamente, nelle imbarcazioni più grandi, lo skipper ha una cabina riservata col suo bagno, ma in quelle di piccole dimensioni, occupa uno dei posti riservati ai passeggieri, o nelle cabine o nelle “dinette” ed utilizza il bagno in comune.

Il ruolo dello Skipper

Lo skipper è colui che è al comando dell’imbarcazione durante tutta la vacanza, si occupa della navigazione e delle manovre, una volta ancorati o ormeggiati, si assicura che le condizioni siano sempre le migliori per la sicurezza dei passeggeri.

In alcuni casi, può anche prestare assistenza durante gli sbarchi a terra ma i suoi compiti si esauriscono qui; nel caso in cui si necessiti di qualcuno che si occupi di cucinare, è necessario affidarsi a un’altra persona che abbia il ruolo di chef, che è possibile avere pagando separatamente.

Come prenotare il servizio di noleggio barche

Per prenotare un servizio di noleggio barche a vela, caicchi e catamarani bisogna rivolgersi a delle agenzie del settore come Le Rotte di Portolano – Tour Operator, che mettono a disposizione moltissimi pacchetti turistici destinati a chi desidera vivere una vacanza sul mare all’insegna dell’avventura.

Il servizio di noleggio prevedere sia il noleggio di barche, catamarani e caicchi senza skipper, ideale per chi sa guidarlo ed ha la potente nautica, sia la formula che prevede skipper ed equipaggio al completo.

Quindi, dopo aver scelto la tipologia di noleggio, basta recarsi presso un’agenzia specializzata per scegliere l’imbarcazione e il pacchetto più adatto alle proprie esigenze di viaggio.

Il noleggio della barca è molto conveniente, soprattutto se si viaggia in gruppo, perché è possibile accedere a delle offerte e a dei pacchetti sconto esclusivi.

Noleggio furgoni, acquisto o leasing: quale scegliere

Per aver un veicolo, anche per motivi di lavoro, ci sono diverse opzioni da prendere in considerazione come il noleggio furgoni a Roma, l’acquisto e, infine, il leasing. In questo breve è possibile trovare un confronto tra le tre modalità per capire quale fa al proprio caso.

  1. Noleggio furgoni

Il noleggio furgoni a Roma è una modalità preferite oggi per avere il mezzo che serve, che si tratti di un trasloco privato di un giorno oppure di un’azienda di logistica per lungo periodo. Si paga solo e unicamente la rata mensile che però comprende anche i costi relativi alla copertura assicurativa, il bollo e addirittura la revisione meccanica.

  1. Acquisto

L’acquisto è sempre meno considerato perché è necessario disporre di una lauta cifra per l’acquisto che a volte si può avere solo indebitandosi ulteriormente con la banca. Ovviamente, il mezzo è di proprietà e lo si può usare come si desidera, ma i costi fissi di mantenimento sono davvero molto alti come quello dell’assicurazione o delle revisioni. Inoltre, bisogna fare i conti con la svalutazione. Non è possibile rivedere allo stesso prezzo anche se la vendita avvenisse il giorno dopo l’acquisto per colpa della svalutazione. Infatti, il mezzo perde oltre il 75% del suo valore nel giro di appena 3 anni. Una volta finito di pagare, ci si ritrova con un mezzo che non vale pressoché nulla, con tecnologie obsolete e consumi molto più alti rispetto ai modelli più recenti.

  1. Leasing

Infine, il contratto di leasing prevede di avere un mezzo e pagarlo a rata alla società di leasing. All’inizio si paga però una rata più alta per via della stupila del contratto. Inoltre, durante l’uso è necessario sostenere tutti i costi accessori relativi al bollo, cioè la tassa per il possesso di un mezzo, la copertura assicurativa per gli indicenti e anche le revisioni periodiche dal meccanico senza la quale il veicolo viene messo in stato di fermo. A fine del contratto, si può riscattare il veicolo e farlo diventare di proprietà ma bisogna pagare una maxi rata finale.

La Tesi della Dottoressa Gabiria Cetorelli

La riforma dell’assetto regolatorio delle telecomunicazioni in Europa”: è il titolo della tesi della Dottoressa Gabiria Cetorelli, giovane ricercatrice ed imprenditrice romana che insieme al fratello Raoul Cetorelli dirige un team di consulenti specialisti in servizi alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO)

Di recente pubblicazione seppur siano trascorsi un po’ di anni dalla sua stesura, la tesi di laurea dal titolo “La riforma dell’assetto regolatorio delle telecomunicazioni in Europa” è stata curata dalla Dottoressa e imprenditrice Gabiria Cetorelli presso l’Università LUISS di Roma. Accanto alla sua attività nel campo dell’imprenditoria, la Dottoressa Cetorelli è anche ricercatrice nel settore delle telecomunicazioni d’impresa.

Il suo lavoro di tesi, svolto nell’ambito della cattedra di Economia Industriale, accompagna il lettore lungo un percorso normativo che, con il tempo, ha conosciuto grande evoluzione e soprattutto ha avuto un’importante influenza sulla quotidianità degli utenti, ormai perennemente connessi. La Dottoressa Cetorelli ha, per prima cosa, offerto un excursus sull’evoluzione che ha caratterizzato la normativa in tema di telecomunicazioni, sia nel contesto italiano che in quello europeo, per poi concentrare la sua attenzione su temi quali:

  • L’ “essential facility”: è un istituto giuridico afferente al diritto industriale che obbliga chi è proprietario di una qualsiasi risorsa di concederne l’uso a soggetti terzi qualora sussistano tre requisiti importanti. La risorsa, infatti, deve risultare fondamentale per l’espletamento di un’attività da parte del richiedente; la risorsa deve essere insostituibile e raggiungibile da parte del soggetto che avanza la richiesta; non devono realizzarsi motivazioni concrete che giustifichino un rifiuto da parte del soggetto che detiene la risorsa;
  • La liberalizzazione;
  • I monopoli naturali: si tratta di una forma di mercato in cui, a seguito della tecnologia di produzione usata, il monopolista produce, per ogni livello della domanda, a costi più contenuti rispetto a quelli che si sarebbero realizzati, qualora si fossero concretizzate altre forme di mercato.

Inoltre, nel corso del suo lavoro di tesi, la Dottoressa Gabiria Cetorelli si è concentrata sulle diverse norme che hanno caratterizzato il settore delle telecomunicazioni (la regolazione ex ante) e sul “three criteria test”. Quest’ultimo è considerato un importante sviluppo per il settore delle comunicazioni elettroniche nel contesto dell’Unione Europea e si tratta dei tre parametri utili alla definizione dei nuovi “mercati rilevanti”. Infine, Gabiria Cetorelli ha proseguito con l’individuazione dei mercati, puntualizzando il caso specifico dell’Italia e quello che sarebbe stato il futuro normativo in materia. Il punto di partenza del lavoro della Dottoressa Gabiria Cetorelli è stato il “pacchetto Telecom”, il complesso pacchetto di regole che ha riformato il settore delle telecomunicazioni a livello europeo, ha aggiornato le norme vigenti al tempo e che apparivano ormai superate. Il “pacchetto Telecom”, inoltre, aveva l’obiettivo di accrescere la validità delle norme stesse, permettendo un accesso più diretto alle frequenze radio.

Le norme specifiche a cui la Dottoressa Cetorelli ha fatto riferimento sono state le seguenti: “Direttiva Legiferare meglio” (COM 697 – 2007/0247) e “Direttiva sui diritti dei cittadini” (COM 698 – 2007/0248). A partire da queste direttive, la Dottoressa Gabiria ha fatto, poi, riferimento anche ad altre normative: 2009/140/CE (reti e servizi di comunicazione elettronica) e 2009/136/CE (apporta modifiche in materia di servizio universale e protezione dei dati personali del consumatore). Un cambio di passo importante, come debitamente sottolineato nel lavoro della Cetorelli che, grazie ai progressi fatti registrare nel settore, ha inevitabilmente dato inizio ad ulteriori modifiche al comparto delle telecomunicazioni, aggiornato poi nel 2018.