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ZTL Torino: il progetto di mobilità del futuro della giunta 5Stelle

Il futuro di Torino è senza auto. Questo è l’obiettivo delle giunta penta stellata che vuole realizzare una nuova ZTL con interventi soprattutto in via via Matteotti e via Nizza, nonostante le poteste dei commercianti e anche i vertici della regione.

L’assessora alla Viabilità di Torino Maria Lapietra non lascia spazio a dubbi: il futuro non è dell’auto privata e gli automobilisti dovranno rassegnarsi. Gli obbiettivi di mobilità del futuro si ottengono con una maggiore fluidità del traffico cittadino dei mezzi provati. Importanti investimenti sui mezzi pubblici devono renderli più appetibili e convenienti dell’automobile privata. Altro sistema per una mobilità più sostenibile è l’automobile condivisa, per esempio.

Il cantiere di via Nizza

I cantieri avviati in via Matteotti e via Nizza hanno scopo di rendere le strade più sicure per i pedoni. Rimanda la mittente le accuse indicano la ciclabile in via Nizza come la fonte di rallentamenti e code. Gli interventi puntavano a rendere questa arteria più sicura senza rischi per i pedoni e per i ciclisti. I passaggi pedonali e i restringimenti sono pensati per far rallentare le automobile che una volta, addirittura, superavano in modo pericolosissimo.

Lo stesso discorso vale per via Matteotti che ora è più sicura per tutti gli utenti della strada. È sbagliato pensare che una strada serva unicamente agli automobilisti quando ci sono anche pedoni e ciclisti. La viabilità è cambiata e cambierà ancora, soprattutto grazie a una maggiore sensibilità dei cittadini verso questa tematica. Se si creano le giuste condizioni, i torinesi sono ben disposti a muoversi a piedi o in biciletta, migliorando la qualità dell’aria, evitando di restare imbottigliati nel traffico e dover cercare, e poi pagare, il parcheggio.

La mobilità del futuro

Nel prossimo decennio, sarà sempre più chiaro: meno automobili di proprietà e più sistemi alternativi come bicilette e monopattini, come quelli visti a Roma e in altre grandi città. Il ruolo dei mezzi pubblici è evidente: più competitivi e pratici per gli utenti. Per questo motivo con la nuova rete Gtt è stato deciso di dare priorità semaforica ai tram.

Purtroppo, gli enti locali hanno risorse imitate per realizzare nuove infrastrutture viarie per la città e il governo, qualunque colore sia, ha puntato al trasporto rapido di massa. A Torino sono stati trovati i fondi per far proseguire i lavori da corso Grosseto fino alla bretella per l’aeroporto, ma non sempre si riesce. Intanto, al nuove rete di trasporto pubblico è stata rivoluzionata e con la sua entrata in vigore cambierà il modo di prendere il tram e la speranza è che i cittadini siano più incentivati.

Le polemiche all’orizzonte

La nuova ZTl della città di Torino però è accompagnata da una serie di polemiche che arrivano dal presidente dell’Aci Re che accusa alla giunta di non preoccuparsi degli automobilisti, dai commercianti delle vie interessate che appendono cartelli con la scritta “No ZTL” e anche dal neo presidente della regione Piemonte Alberto Cirio.

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Torino Pride: in migliaia sfilano con la sindaca e Luxuria

Sabato 15 giugno era la giornata internazionale del Gay Pride, l’orgoglio Gay, e la maggiori città al mondo hanno visto sfilare per le strade una coloratissima fiumana di gente, non solo omosessuale. Anche Torino ha avuto la sua manifestazione che ha coinvolto moltissime personalità di spicco, anche se su quella dell’anno prossimo si allungano non poche ombre.

Migliaia di persone hanno riempito le strade di Torino con i colori dell’arcobaleno, simbolo della comunità LGBTQ. Partito alle 17 da piazza Statuto, il corteo si è snocciolato nelle strade della capitale sabauda dietro allo striscione Over the borders, cioè oltre i confini.

Una manifestazione trasversale che ha visto partecipare non solo associazioni di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e queer, ma anche genitori e famiglie cosiddette arcobaleno, che a Torino hanno trovato risposta positiva nel sindaco Appendino. Studenti con striscioni contro le discriminazioni e dragqueen si mescolano in una fiumana davvero impressionante. Mentre la testa del corteo attraversava Porta Susa, la coda era ancora a Rondò della Forca, giusto epr capire l’entità della manifestazione.

In testa al corteo: la sindaca e Luxuria

In testa al corteo, c’erano la sindaca Appendino e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria. La sindaca ha dichiarato che la città di Torino è presente e sensibile ai temi dei diritti, soprattutto quando si tratta di bambini: guai a fare un passo indietro! La città ha fatto enormi, soprattutto nel riconoscimento delle famiglie cosiddette arcobaleno. L’auspicio è che con il cambio ai vertici della Regione non si torni indietro. Torino non ha mai saltato un Pride e soprattutto quest’anno era importante esserci.

“Dire che questa è una carnevalata è offensivo per migliaia di persone” queste le parole di Vladimir Luxuria che ha partecipato al Torino Pride in veste di neodirettrice del Lovers Film Festival. Luxuria continua affermando l’importanza di manifestazioni di questo tipo che sono nate oltre 50 anni fa. La lotta per il riconoscimento dei pari diritti per persone della comunità LGBTQ va avanti, a prescindere delle ipocrisie delle persone in giacca e cravatta.

Tra i tantissimi volti noti e istituzionali che hanno partecipato, c’era anche il sindacato di polizia Silp, che ha sfilato con il segmento della CGIL. Il rettore dell’Università Stefano Geuna e il rettore del Politecnico Guido Saracco erano in testa al corteo con la sindaca a Luxuria.

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Diritti a rischio: in bilico il patrocinio della regione per Torino Pride 2020

Il patrocinio della regione Piemonte alla manifestazione Torino Pride per l’orgoglio LGBTQ è sempre più a rischio. Per sabato prossimo tutto ok, ma per il 2020 ci sarebbero già dei ripensamenti.

Cosa è successo in consiglio regionale

Il capo gruppo della Lega Fabrizio Ricca nella sala del consiglio regionale lo dice chiaro e tondo: “Fosse stato per me, non avrei dato il patrocinio”. Durante l’audizione per il coordinamento, il capogruppo della Lega sembra già mettersi in pole position per la prossima legislatura di centro destra che parte ufficialmente lunedì dove avrà un ruolo maggiore in regione.

A scatenare le reazioni è stato un documento politico sottoscritto  da M5S e PD, il quale recita “l’attuale governo è dichiaratamente fascista e contro le libertà individuali della persona, favorendo discriminazioni delle categorie più deboli come migranti e LGBTQ”. Ricca non ci sta e tuona che si può esser di destra senza però esser fascisti!

Cosa succederà

La città di Torino, a guida 5Stelle, conferma il suo sostegno al Torino Pride di quest’anno e anche quelli futuri. A confermarlo è l’assessore alle Famiglie Marco Giusta, firmatario del documento presentato nella Sala Rossa, che garantisce il patrocinino nonché il finanziamento dell’evento.

Quello che cambia però è l’assetto in Regione, che si appresta a essere governata dal centro destra con Alberto Cirio. Il neo eletto presidente non ha ancora risposto a Torino Pride che  settimane fa ha inviato una missiva per chiedere conferme e rassicurazioni sul patrocinio. Nonostante la mancata risposta, basta la bordata di Ricca per capire dove andrà a parare la giunta.

Il sostegno alla manifestazione di quest’anno non è a rischio: il presidente della regione uscente Sergio Chiamparino e l’assessora Monica Cerutti avevano messo le mani avanti e avevano già pensato alla possibilità di un cambio di rotta. Tutto resta però da definire per il 2020 e le premesse, per ora non sono di certo incoraggianti. Purtroppo, i diritti civili di tutti i cittadini, gay o meno, sono a rischio ora.

I volantini anti Pride di Forza Nuova

Intanto, a fomentare la polemica, ci si mettono anche dei volantini del partito di estrema destra Forza Nuova. Affissi in diversi circoli PD della città di Torino, i volantini portano dei testi davvero lesivi dei diritti LGBTQ: se odi l’Italia, allora partecipa a Torino Pride, vuoi vedere il suo popolo morire definitivamente?

La manifestazione del Gay Pride viene definita come una mafia del PD. Tutti coloro che sostengono questa buffonata (partiti politici, collettivi studenteschi, sindacati, etc.) sarebbero succubi di logiche malate che abbattono i diritti sociali del popolo.

Forza Nuova continua e scrive che l’iniziativa ha ricordato ai nemici dell’Italia che il popolo no starà più a guardare mentre i diritti sociali vengono scambiati con i diritti civili, calpestando il futuro del Paese.

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L’insediamento del neo governatore del Piemonte Alberto Cirio e l’addio di Chiamparino

È il giorno dell’insediamento del nuovo presidente della regione Piemonte Cirio. Durante il passaggio di consegne, il governatore uscente Sergio Chiamparino dice: “In bocca al lupo e buon lavoro per il Piemonte”. Questo il benvenuto al Palazzo della Regione in piazza Castello a Torino per il neo prescindete della giunta regionale Alberto Cirio. Il giorno del suo insediamento è segnato da una buon augurante stretta di mano e un abbraccio con il governatore uscente.

Chiamparino: il governatore uscente lascia la politica

Inizia così l’undicesima legislatura della regione Piemonte, stavolta targata centro destra. Il protocollo non prevede una particolare iter, ma i due avevano concordato un saluto. È stato Cirio a chiedere all’ex presidente Pd un incontro per scambiarsi consigli e buone prassi per il lavoro in regione, visto soprattutto che dopo la sconfitta Chiamparino ha dichiarato di voler rinunciare al seggio in regione e lasciare definitivamente la politica.

Per Chiamparino, l’incontro organizzato da Cirio è esempio di civiltà politica, cosa che di questi tempi non si vede spesso. Consegno una regione con i conti in ordine: bilancio e sanità sono apposto, come verrà confermato nei prossimi giorni dalla relazione annuale della Corte dei Conti, specifica l’ex governatore. L’auspico di chi lascia è poter collaborare su tanti temi, sempre disponibile a collaborare sia dentro che fuori il consiglio regionale. La volontà di lasciare è anche un modo per lasciare spazio a nuove energie per la coalizione di centro sinistra.

Cirio: il primo giorno

Cirio commenta il passaggio di consegne con la stretta di mano un’importante segno che sancisce il passaggio di consegne. Con oggi inizia un nuovo capitolo all’insegna della continuità e del cambiamento, continua Cirio, il quale dice che manterrà quello che di buono è stato fatto. Un commento inaspettato visto che i due governatori sono di schieramenti opposti.

Nel suo primo giorno da governatore, Cirio ha già una bella sfida che lo attende: sciogliere i nodi della giunta. Sono previsti una serie di incontri con i vertici dei diversi partiti della coalizione vincente. Entro la settimana, promette Cirio, chiuderemo e la nuova giunta verrà convocata lunedì. Appuntamento con il nuovo assetto dell’emiciclo regionale è per lunedì 17 giugno, allora.

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Emorroidi: cosa fare quando diventano un problema?

Negli ultimi anni si sente parlare spesso di patologia emorroidaria, che apporta ai soggetti affetti non pochi disagi. Infatti, rispetto al passato, in cui questo disturbo era considerato motivo di vergogna e di disagio, oggi si è capita l’importanza di una diagnosi precoce, che deve essere attuata da un medico o da uno specialista (proctologo).

Ad essere colpiti maggiormente sono soprattutto gli uomini di mezza età (tra i 45 ed i 65 anni), ma non sono esenti nemmeno le donne, soprattutto durante la gravidanza ed il parto. Le emorroidi sono dei cuscinetti vascolari, che si ritrovano nel canale anale e sono deputati alla continenza delle feci. Di fatto, queste strutture si possono classificare in emorroidi interne ed esterne, in base al rapporto con l’immaginaria linea dentata, che si trova a circa 2 centimetri dal margine anale e divide il canale anale in due parti.

La parte superiore, che è caratterizzata da mucosa colonnare, ha una sensibilità dolorifica modesta, mentre quella inferiore è rivestita da epitelio squamoso, estremamente sensibile. Le emorroidi che si trovano sopra la linea appena descritta vengono dette interne, mentre le altre, posizionate al di sotto, sono dette esterne.

Come viene formulata la diagnosi?

Le emorroidi sono presenti in ciascun individuo, ma vengono definite patologia, quando risultano sintomatiche. Di fatto, esiste una vera e propria classificazione al riguardo. Si parla, infatti, di emorroidi di I grado, quando risultano sanguinanti, ma non prolassate, di emorroidi di II grado, quando si assiste alla fuoriuscita sottosforzo, ma anche al ritorno in sede.

Tuttavia, esistono anche le emorroidi di III grado, quando si verifica il prolasso sottosforzo ed è necessaria la riduzione manuale, e le emorroidi di IV grado, quando il prolasso non è riducibile e compaiono segni di strangolamento o trombosi. Come viene fatta la diagnosi? Ovviamente, il medico deve tenere conto della storia clinica del paziente ed accertare la presenza o meno di sanguinamento e di muco in corrispondenza dell’ano.

Inoltre, importante è anche l’anamnesi familiare, in modo da capire se il disturbo è di tipo ereditario. Durante la prima visita, di norma, lo specialista effettua l’ispezione e la palpazione dell’ano, l’esplorazione digitale dell’ano-retto e la proctoscopia. In alcuni casi viene aggiunta anche la rettoscopia. A seconda dell’esito della visita e dell’età del paziente saranno previste o meno altre indagini strumentali. Ma come è possibile risolvere il problema delle emorroidi? Scopriamolo insieme.

Terapie: come è possibile contrastare le emorroidi?

La terapia da adottare, come si può immaginare, dipende dai sintomi e dal tipo di patologia emorroidaria manifestata dal paziente. Di norma, l’approccio conservativo è efficace nella maggior parte dei soggetti affetti da emorroidi di I e II grado, mentre in quelli con emorroidi di III grado si verificano spesso recidive. Nei casi più lievi, tendenzialmente, vengono fornite indicazioni relative allo stile di vita da adottare, come assumere 2 litri di acqua al giorno, alimentazione ricca di fibre, corretta igiene anale e poco sforzo fisico.

A ciò può essere aggiunto anche un trattamento farmacologico specifico. In commercio si trovano numerose preparazioni ad uso locale a base di anestetici e cortisonici. In caso di fallimento dei provvedimenti elencati è necessario puntare a trattamenti alternativi o addirittura chirurgici.

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Ritrovato un secondo corpo nel Po: è anche lui delle Bahamas… il mistero si infittisce!

Un doppio mistero avvolge la morte di un giovane collaboratore del ministero delle Bahamas e di uno studente, sempre dell’isola caraibica. A meno di 24 ore dal ritrovamento del primo cadavere, ne affiora un altro. La zona è ora isolata per eseguire tutti gli accertamenti dovuti.

Il primo è Alrae Keiorn Ramsey di 29 anni, il cui corpo è stato ripescato nel fiume Po all’altezza del Ponte Isabella. A poche ore di distanza, appena ieri mattina, è stato ritrovato il secondo corpo: Blair Rashad Randy John, sempre nel fiume all’altezza di Lungopo Antonelli. Lo studente era iscritto all’Augustines College di New Providence e risedeva in Canada anche se era originario delle Bahamas.

I due giovani delle Bahamas deceduti

Il primo ritrovamento è stato il corpo di Ramsey, che studiava in Austria alla scuola per diventare un diplomatico. Si trovava in Italia con il permesso di soggiorno austriaco per motivi diplomatici. Il secondo corpo è di Blair, cittadino canadese, ma originario delle Bahamas. Attualmente stava a Londra per motivi di studio. Il consolato delle Bahamas sta, ovviamente, seguendo la vicenda e un delegato è già arrivato in città.

Il ritrovamento nel Po

La salma di Ramsey è stata avvistata nel primo pomeriggio di martedì, il quale ha avvisato i vigili del fuoco. L’unità di sommozzatori ha recuperato il corpo notando subito una ferita sulla testa. Da una prima e sommaria analisi si potrebbe pensare a una caduta, ma si attende il referto del medico legale che sta concludendo l’autopsia.

Le indagini delle forze di polizia

Sul secondo corpo nessun segno evidente di violente, infittendo ancora di più il mistero. Gli agenti attendo nel conclusioni dell’esame autoptico. I corpi erano in acqua circa dalle 24 alle 72 ore, ma nessuno aveva più avuto notizie già da giovedì sera. I due sembrerebbero amici di vecchia data ed erano a Torino per seguire una conferenza. L’ultima volta sono stati visti a un Bed & Breakfast di Torino e poi più nulla. Si sta già lavorando per raccogliere le testimonianze, ma anche ricostruire i movimenti tramite estratti conto e telefonate.

Tra le prime persone informate sentite dagli inquirenti c’è stato il titolare del B&B che è stato interrogato per far chiarezza sull’accaduto che resta ancora un mistero.

La ferita alla testa del diplomatico potrebbe esser un primo indizio: forse una lite tra i due, caduti entrambi in acqua durante una lotta?

La ricostruzione dell’accaduto, o almeno parte di essa, sarà possibile anche grazie ad alcune telecamere di sicurezza lungo il Po che potrebbero aver ripreso i due passare. Il vaglio dei filmati richiede però molte ore dato che non si sa esattamente quando sia avvenuto il decesso. Per ora, tutte le ipotesi restano aperte e gli inquirenti non escludono nessuna pista.

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svastica asti piemonte
Svastica gigante nei campi dell’Astigiano: una burla di un contadino 80enne infiamma la polemica

Nella giornata di domenica è apparsa in un campo a San Damiano nell’astigiano un’enorme svastica tracciata nell’erba. Il fatto ha subito suscitato non poche polemiche, visto che questa è una zona che ha vissuto la resistenza partigiana.

Uno scherzo di un contadino

Immediatamente, i carabinieri di Asti si sono messi a indicare sul fatto per rintracciare l’autore del gesto, mentre tutti si domandavano il motivo. “Una burlonata”, si giustifica così l’autore del gesto: il proprietario over 80 del campo ha deciso di tagliare l’ebra con il trattore creando questa forma per fare uno scherzo.

Per provare subito la sua buona fede, ha pareggiato l’erba nel campo sotto gli occhi dei carabinieri.

Le polemiche non si fermano

L’oltraggio alla memoria è ora sparito, ma le polemiche non sono di certo placate. A molti, infatti, non convince questa scusa della leggerezza.

Una vicina del contadino atto del gesto, Federica Valsania, ricorda che tanti nonni in queste zone sono stati partigiani e atti che calpestano la memoria così sono assolutamente da condannare. L’antifascismo è vivo e vegeto tra queste colline che sono state teatro della Resistenza partigiana, conclude la giovane che non vuole lasciar inosservata la vicenda.

Le dichiarazioni del sindaco

Il neo eletto sindaco Davide Migliasso, che ricopre questa carica da una settimana, non è così polemico, ma prova a smussare i toni. Liquida la vicenda in un attimo dicendo che è tutto attribuibile al disagio creato dal Rally del Grappolo; una manifestazione che non ha valenza politica, ma crea disagi nella zona per colpa di viabilità modificata e strade chiuse.

Il sindaco, capolista di una lista civica quindi non legata ai soliti partiti tradizionali, dice che la scelta del simbolo non è degna di nota, tutto regolare insomma!

Le reazioni dell’organizzazione e dei paesani

Intanto arriva anche il commento dell’organizzazione del Rally che si dice estranea ai fatti, smentendo la teoria del sindaco. Chi vuole protestare contro la corsa, perché mai dovrebbe scegliere una svastica? La domanda è più che lecita e moltissimi in paese sono d’accordo: l’atto è di matrice politica e la corsa non c’entra nulla. La concomitanza con la corsa è solo una coincidenza, forse addirittura un modo per avere più visibilità e rendere più plateale il gesto.

Di certo, il gesto non  stato ignorato, anche grazie alle immagini che hanno iniziato a girare sul web in serata, facendo il giro dello stivale.

Non solo nella piccola comunità di San Damiano, ma anche sui social la polemica si infiamma. Tanti i suggerimenti all’amministrazione comunale per non lasciar cadere nell’oblio un atto che va sicuramente punito: coinvolgere la magistratura per apologia del fascismo o anche accompagnare l’autore ad Auschwitz.

Resta un ennesimo episodio di ignoranza e negazionismo, segno dei tempi bui, buissimi che stiamo vivendo.  La scelta del sindaco di non perseguire ulteriormente è altrettanto preoccupante, dando la colpa una corsa che non c’entra nulla invece.

Tutti i prodotti da cancelleria che ti servono in ufficio

Se svolgi un lavoro di ufficio sai benissimo che ogni tanto devi fare un bel rifornimento di prodotti da cancelleria. Acquistando in grandi quantità puoi infatti risparmiare e non poco, specialmente se fai lo shopping online. Se hai appena aperto il tuo ufficio e hai paura di dimenticarti qualcosa, questa guida fa al caso tuo. Ti spiego quali sono le principali cose di cui hai bisogno, parlando ovviamente di prodotti da cancelleria!

  • Lapis e matite colorate: acquista i lapis in discrete quantità, le matite colorate non ne servono molte e probabilmente, almeno che tu per mestiere non disegni, le userai poche. Però una o due confezioni è bene averle, non si sa mai.
  • Temperamatite: il tempera matite è fondamentale. Puoi scegliere quello manuale, molto economico, oppure quello elettrico. E’ un po’ più costoso ma anche più duraturo. Senza considerare che sono professionali e non rischi di rompere le mine.
  • Etichette e adesivi online: le etichette e gli adesivi online sono necessari per…
  • Gomme per cancellare: nemmeno a dirlo, sono sempre necessarie! Anche in questo caso fatti una piccola scorta.
  • Penne: sicuramente penne blu, rosse e nere. Vi suggerisco di acquistarne in grandi quantità perché le penne sono davvero essenziali per chi svolge un lavoro da ufficio.
  • Bloc notes: ma anche quaderni, fogli bianchi e post-it. Sono importantissimi per poter prendere appunti al volo oppure per esempio, puoi aver bisogno di dedicare un quaderno per ogni nuovo progetto o cliente. Averli a portata di mano è davvero importante.
  • Righelli: anche in questo caso averne un paio è utile. Ora, se il tuo lavoro non ha a che fare con il disegno non devi averne chissà quanti, però un paio possono rivelarsi sempre utili ed è bene averli pronti.
  • Cucitrici: esistono vari tipi di cucitrici, ci sono quelle a pinza, da tavolo, quelle elettriche, quelle a braccio lungo, quelle a basso spessore etc. Vi consiglio però di acquistare anche i leva punti e ovviamente una bella scorta di punti per cucitrici.
  • Colla: esistono tanti tipi differenti di colla. C’è quella in stick, liquida, la roller, le colle spray, le gomme adesive rimovibili etc. A te la scelta!
  • Nastri adesivi: anche qui, la scelta è ampia. C’è il nastro adesivo classico, così come i nastri biadesivi, i nastri per mascheratura, quelli magnetici i nastri adesivi colorati etc.
  • Timbri: i timbri possono esserti utili quindi valuta tu se acquistarli e acquistare anche i cuscinetti.

Tra le altre cose che ti consiglio di comprare ci sono i perforatori, gli elastici, le graffette, i portafermagli, le molle fermacarte, i fermacampioni, le puntine, gli spilli, i portaoggetti da tavolo, così come i registri e le rubriche, oppure le agente e i taccuini.

Cerca di fare un ordine consistente in modo tale da poter risparmiare un po’ di soldi e soprattutto, acquistando tutto ciò che ti serve insieme e non un po’ alla volta, non rischi di dimenticarti niente.

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Il delitto del piccolo Leonardo che ha sconvolto Novara

È Gaia Russo giovedì a chiamare il 118 perché il figlio si sentiva male. “È caduto dal lettino” dirà ai soccorritori giunti sul posto. Leonardo, appena 19 mesi, muore all’arrivo in ospedale a Novara e da subito le sue condizioni destano sospetti.

L’autopsia predisposta dalla procura svelerà una grossa emorragia al fegato dovuta a un forte colpo, non compatibile con la caduta dal lettino. Si evidenziano anche traumi e contusioni che avevano martoriato il corpo del piccolo bambino. Il medico legale ha infatti evidenziato lesioni ed ematomi un po’ su tutto il corpo: sulla testa, sulle braccia, sul torso, sulle gambe, sulla schiena e persino sui genitali. Una violenza ripetuta quindi, non isolata alla sola giornata di giovedì.

Accusati di omicidio volontario pluriaggravato sono la madre del bambino Gaia Russo di 22 anni, e del compagno, Nicolas Musi, 23 anni. L’uomo si dice con la coscienza pulita, parole che al giudice suonano come “agghiaccianti”. Una violenta inaudita e disumana, l’ha definita così il procuratore di Novara, Marilinda Mineccia.

Il passato del compagno della madre

Dai test tossicologici Musi aveva fatto uso di cocaina e cannabinoli, ma non è chiaro se era sotto l’effetto di tali sostanze quando è avvenuto il delitto. Dal suo passato emerge un quadro di violenza. La fedina penale evidenzia episodi di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti, tutti a Biella, dove abitava prima di trasferirsi.

Le indagini hanno portato alla luce un precedente ricovero del piccolo Leonardo. Era stato portato in pronto soccorso lo scorso aprile. “È stato morso da un cane” avevano detto i due quella volta.

Musi ora è in carcere, mentre la madre è ai domiciliari presso una struttura protetta poiché è incinta. Nella casa dove la coppia viveva ora restano solo i panni appesi e al cancello tantissimi peluche e fiori per il piccolo bambino, probabilmente vittima di violenza e abusi prolungati.

I funerali nel duomo di Novara

Tutta la città di Novara, e non solo, si è stretta nel dare l’ultimo saluto al piccolo Leonardo. Striscioni e palloncini accolgono l’arrivo del feretro nel Duomo di Novara. Durissime parole arrivano dal vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, che celebra il rito.

In serata si è anche tenuta una fiaccolata a cui hanno partecipato oltre mille persone per ricordare il piccolo Leo.

Il tentato suicidio del compagno della madre del piccolo Leonardo

Le ultime notizie che arrivano dal carcere riportano un tentativo di suicidio da parte del compagno della madre del piccolo Leonardo, accusato dell’omicidio del piccolo. Ha tentato di impiccarsi con le lenzuola annodate ma gli agenti della polizia sono intervenuti in tempo.

Musi si trova in carcere da venerdì, senza aver mai risposto agli inquirenti dato che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Le accuse agli avvocati difensori

Soprattutto via social, sono arrivate accuse e minacce, anche di morte, agli avvocati difensori Annalisa Gibbin e Barbara Grazioli assegnati d’ufficio alla madre e a Musi. Pieno sostengo arriva dall’ordine degli avvocati, ricordando l’importanza del ruolo dell’avvocato difensivo anche in questi delicati casi per garantire il corretto funzionamento dello stato di diritto.

Cos’è la catena del freddo e che ruolo hanno i camion refrigerati

La catena del freddo è un termine che viene utilizzato per indicare tutte quelle modalità che devono essere rispettate affinché un surgelato possa essere prodotto, distribuito e conservato in modo ottimale e senza alterazioni.

Quando un prodotto surgelato subisce infatti una parziale scongelatura iniziano ad attivarsi e formarsi una serie di batteri dannosi per la salute. Cuocere l’alimento una volta terminato il processo permette di assumere un prodotto salutare e non rischioso. Surgelarlo nuovamente invece mette in atto un meccanismo tale che rende poi poi pericoloso consumare il cibo. Spesso i sintomi sono lievi ma non possono essere certo esclusi casi molto più importanti di intossicazioni alimentari.

Oltre a doverci occupare noi nelle nostre case di mantenere una temperatura buona per il prodotto surgelato, occorre che tali precauzioni siano adottate anche da chi produce, smista e rivende il prodotto. Ecco perché si parla della catena del freddo.

  • Il surgelamento avviene in tempi brevi, a differenza del congelamento. Quando l’azienda produttrice surgela l’alimento dopo deve assicurarsi che questo resti sempre a -19 gradi. Se dovessero aumentare le temperature, ecco che il meccanismo verrebbe interrotto portando a un danneggiamento del cibo.
  • Dallo stabilimento di produzione il cibo deve essere poi spostato e portato nei negozi di vendita. Ecco che in questo caso occorrono i camion refrigerati. Questi camion devono avere una cella frigorifera che mantiene una temperatura sempre costante, cioè a -19 gradi. Chi guida il camion però deve poter controllare che la temperatura non scenda mai, per questo vengono utilizzati appositi sistemi di rilevamento.
  • Il furgone porta il prodotto nel super mercato e qui deve essere conservato nello stesso modo e alle stesse temperature.
  • Il cliente finale deve poi trasportarlo in casa e aver cura di metterlo subito nel congelatore effinché il prodotto possa continuare a essere in un ambiente a -19 gradi. Per il trasporto è consigliato usare sempre le speciali borse termiche che si trovano nei supermercati.