Isolamento dell’abitazione: come curare questo aspetto e impedire la dispersione di calore

È di fondamentale importanza curare la meglio la coibentazione e l’isolamento termico di casa per evitare la dispersione di calore. In moltissimi sanno di che cosa si parla: il riscaldamento resta acceso per ore e ore ma la temperatura dentro casa non si alza più di tanto. Questo capita perché il calore prodotto viene disperso verso l’esterno. Per colpa di una mancata coibentazione, ci si ritrova con la casa non confortevole una bolletta dal gas da capogiro alla fine del periodo. Ecco allora alcuni preziosi consigli da mettere subito in pratica per ridurre questo fenomeno.

I serramenti a taglio termico: isolare le finestre

La maggior parte dei caloriferi a casa è sistemata proprio sotto una finestra. Si conta che la maggior parte del calore generato dai termosifoni si disperda proprio dalle finestre di casa. La soluzione migliore è sostituire le vecchie finestre con nuovi infissi Roma a taglio termico. Questi serramenti e infissi Roma sono la soluzione migliore perché bloccano la dispersione di calore, eliminando il ponte termico che di solito c’è in questi punti.

Il cappotto termico: isolare i muri perimetrali

Per isolare i muri perimetrali dove avvien una grande dispersione di calore si realizza un cosiddetto cappotto termico. I lavori si eseguono tutti all’esterno dove si realizzano delle contropareti in cartongesso. L’intercapedine viene imbottita con dei materiali isolanti come il polistirolo per impedire la fuoriuscita del calore.

Il controsoffitto: isolare meglio il tetto

Chi abita all’ultimo piano oppure in una casa a un piano solo deve anche preoccuparsi dell’isolamento del tetto da cui si disperde molto calore. L’aria calda sale verso l’alto e si disperde se il tetto non è ben isolate. Per risolvere il problema, si fa un intervento simile al capotto termico. Si realizza un controsoffitto con il cartongesso e si imbottisce il tuto con i solti materiali isolanti. È una soluzione davvero valida se si conta che il 15% del calore prodotto se ne va proprio dal tetto.

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Meteo Torino: è arrivato il freddo e scatta l’emergenza per i clochard

E’ arrivato il freddo a Torino. Se fino alla settimana scorsa nel capoluogo piemontese sembrava primavera e le temperature continuavano ad essere miti, con il fine settimana appena trascorso è arrivato anche l’inverno. La colonnina di mercurio ha infatti subito un calo improvviso ed è scesa sotto lo zero: situazione che rimarrà invariata anche questa settimana e che porterà anche con molta probabilità qualche precipitazione nevosa. Se quindi fino a qualche giorno fa non c’erano preoccupazioni o problemi, è scattata proprio in queste ore l’emergenza freddo e l’attenzione è rivolta soprattutto verso i clochard. Le persone senza  fissa dimora sono molte anche a Torino ed è impossibile riuscire ad accoglierle tutte in strutture dedicate. Si teme che la situazione degeneri come avvenuto in altre città, ma per il momento sembra piuttosto sotto controllo. Leggi tutto

Leghe realizzate con l’oro: quali sono e che valore hanno

Le leghe dell’oro sono metalli preziosi che sono creati con l’oro appunto. Si mescolano insieme più metalli fusi al fine di ottenere un metallo dal colore particolare per le creazioni orafe. Tutti gli oggetti realizzati con queste leghe possono esser fatti valutare al negozio di compro oro a Roma dove è possibile vendere oggetti preziosi in cambio di denaro cantante libero da tasse per poterci fare quello che si desidera come pagare le bollette oppure pagarci le ferie.

Oro bianco: simile all’argento

Una delle leghe di oro più note e diffuse che c’è è di certo l’oro cosiddetto bianco. Il colore giallo dell’oro viene fatto del tutto sparire in questa lega che ha un nuance molto simile al classico argento, anche se dai toni un po’ meno freddi. Per realizzare l’oro bianco, si fondono insieme parti di oro giallo e nichel. Si  visto però che il nichel dà molti problemi di allergia tano che moltissime persone non possono indossare gioielli così realizzati. Oggi l’oro bianco si realizza con oro giallo e palladio dando vita  a un metallo molto apprezzato e usato in oreficeria.

Oro rosa o rosso: un colore davvero particolare

La particolarità dell’oro rosa e rosso è legato proprio al suo colore che si ottiene con l’uso del rame. Il rame è un altro metallo molto prezioso che si usa per la sua capacità di trasmettere al corrente elettrica, ma ah anche un colore particolare che tende al rossastro. L’oro chiamato rosso si ottiene fondendo insieme parti di oro giallo e rame. L’oro rosa, invece, si ottiene nello stesso modo solo che si aggiunge un po’ di argento per dare una nota più tenue al colore rosso. Oggi l’roro rosa è molto usato in gioielleria e moltissimi decidono di farsi fare le fedi nuziali con questo tipo di metallo. Presso il compro oro a Roma si possono far valutare anche i gioielli realizzati con questa particolare lega di oro giallo, rame e argento.

meteo torino
La situazione meteo in Piemonte: il vento ha portato bel tempo, forse un po’ di pioggia da giovedì

In Piemonte, il forte vento di Phon ha raggiunto anche i 136 km/h. La raffica più forte si è registrata in Sestiere ma anche nel capoluogo sabaudo il vento si è fatto sentire, arrivando a una velocità di ben 65 km/h tra la notte e il mattino. Il vento caldo che spazza via le nuvole ha fatto salire le temperature anche fino a 15° C già alle ore 9 del mattino.

Le raffiche di vento hanno destino breve e si attenueranno già nel primo pomeriggio. Questo forte vento ha portato con sé tempo stabile e soleggiato in tutta la regione. La situazione però non è così idilliaca come sembra, anzi. Nelle zone innevate il rischio valanghe è stato innalzato: il sole può provocare lo scioglimento anticipato delle nevi perciò massima allerta sui pendii. La neve è proprio la grande assente di questo inizio 2019, come lo sono tutte le precipitazioni che mancano da oltre un mese.

Tolto il blocco alla circolazione

Nonostante ciò, il vento di favonio che ha soffiato tutta la notte ha avuto un effetto benefico, cioè ridurre la cortina di inquinamento che aleggia sul Piemonte. In assenza di piogge e precipitazioni, il livello di polveri sottili presente nell’aria è cresciuto, ma per fortuna il vento ha spazzato il cielo che torna terso e dall’aria più pulita. Grazie a questo, pare che nei prossimi giorni si attenueranno i blocchi del traffico. Nella città di Torino sono fermi da giorni anche i diesel euro 5 che potranno tornare a circolare già in mattinata. La libera circolazione è prevista anche per i diesel euro 4 da domani.

Le misurazioni dell’Arpa confermano che negli ultimi due giorni il livello di polveri sottili è diminuito sotto il limite di legge, consentendo il ritorno alla libera circolazione. Le previsioni di bel tempo però potrebbero far tornare a una risalita delle polveri sottili già da mercoledì. Intanto il blocco è stato tolto dopo ben 2 settimane.

Rischio incendi in tutto il Piemonte

Il forte vento rende difficile anche la situazione degli incendi. La grande siccità non aiuta per niente i boschi che brucano in val Sangone. Ora la situazione è sotto controllo, ma il vento che soffiava tutta la notte, ha allargato il fronte. Altri incendi sono stati segnalati nel Canavese, a Corio e a Levone. Insomma, l’allerta è massima per evitare che il patrimonio boschivo venga distrutto

Il meteo nei prossimi giorni: forse pioggia (poca) giovedì

L’alta pressione, responsabile del tempo stabile, ha però le ore cotante. Il fronte che ha ridotto le precisazioni, le nevicate e ha assicurato temperature miti anche in alta montagna, oltre ad aria inquinata in pianura, si ritirerà verso l’Atlantino, facendo arrivare correnti di aria umida da Occidente. Instabilità e qualche precipitazione dovrebbe arrivare già da giovedì. Un fronte di aria fredda che favorisce perturbazioni più importanti non prima del 20 – 25 gennaio con possibili nevicate anche a bassa quota e in città.

Piastre per capelli professionali in ceramica, la scelta sui migliori modelli come ghd classic

La piastra per capelli professionale, è un accessorio irrinunciabile per le donne per essere sempre in ordine e alla moda comodamente da casa. Più accessibili di prezzo rispetto al passato, permettono di ottenere in poche mosse delle pieghe perfette e soprattutto durevoli. Ma come scegliere la migliore? Noi abbiamo esaminato alcune delle più importanti caratteristiche e confrontato la recensione di un modello come la piastra ghd classic in ceramica con manico ergonomico e comoda funzione di stand-by in caso di non utilizzo per oltre 30 minuti.

Come utilizzare al meglio una piastra per capelli

La piastra per i capelli, trova il maggiore utilizzo per chi ha i capelli poco mossi e desidera ricreare da casa una piega duratura o una acconciatura liscia senza rovinare il cuoio capelluto con il calore. Una piastra, infatti, non deve essere utilizzata tutti i giorni ed è necessario seguire alcune accortezze come:

  • Capelli non umidi. E’ importante che i capelli siano abbastanza asciutti, in modo da avere una piega uniforme e più resistente.
  • Temperatura media. Non è necessario caricare alle alte temperature le piastre, poiché si tratta di modelli professionali e che con la diffusione del calore uniforme assicurano le massime prestazioni sui capelli.
  • Rivestimento della piastra. Questo elemento prima era poco valutato e non mancavano materiali in alluminio economici che di fatto con il tempo rovinavano i capelli. Ad oggi, le migliori piastre utilizzano materiali come la ceramica per un calore più uniforme in fase di stiratura e per una maggiore facilità di movimento per non passare più volte la piastra sullo stesso punto.

E’ importante, anche la selezione della temperatura tra le funzioni delle migliori piastre per capelli. In particolare, è da preferire modelli che presentino temperature standard, e che nel caso di capelli più mossi, permettano di raggiungere anche temperature fino ai 200° gradi per una maggiore azione.

Quali sono i migliori modelli di piastre professionali?

Documentarsi anche su internet rispetto ai migliori modelli in commercio, è utile per conoscere i nuovi prodotti come ghd classic e ordinarli subito per ottenere in poco tempo una piega professionale come dal parrucchiere. Inoltre, permette di scoprire anche quelli che sono i migliori modelli per prestazioni e per prezzo. Rispetto al passato, infatti, una piastra professionale è più a buon mercato, soprattutto se acquistata mediante dei comuni canali di e-commerce.

Una recensione piastra ghd classic  permette subito di puntualizzare un importante punto come i materiali e dell’importanza delle lastre in ceramica per una facilità di movimento in fase di stiratura e per una migliore distribuzione del calore. Ideale sia per creare una pettinatura liscia e sia per un effetto riccio di tendenza, la ghd classic presenta anche un manico ergonomico e un cappuccio isolante per proteggere le piastre in caso di non utilizzo.

Come per le altre piastre professionali, inoltre, tende a riscaldarsi in poco tempo e a mantenere nel corso di tutta la stiratura un calore uniforme. Molto valorizzate anche delle misure di sicurezza su un accessorio caldo durante l’utilizzo ovvero un manico esterno freddo e facile da maneggiare oltre che una utile funzione di stand-by nel caso di un inutilizzo per oltre 30 minuti.

 

 

Addominoplastica: come funziona l’operazione e cosa succede dopo

Oggi vediamo come si volge l’intervento di addominoplastica che ha lo scopo di dare un aspetto nuovo all’addome togliendo il grasso in eccesso, la pelle penzolante e anche le smagliature.

L’operazione: come si svolge

Per eseguire la procedura di addomino plastica Milano si usa un’anestesia locale profonda.

Il chirurgo esegue un taglio da fianco a fianco nella zone pre pubica. A questo punto, la pelle è sollevata e scollata dai tessuti sottostanti. Per contrastare il cedimento cutaneo e delle fasce addominali, queste sono suturate nelle loro posizione originale. Si rimuove il grasso in eccesso se ce ne dovesse esser bisogno. La proceduta si completa togliendo un lembo di pelle in eccesso che altrimenti sarebbe di avanzo e penzolerebbe in modo molto antiestetico. Il chirurgo non deve far altro che riposizione l’ombelico nella giusta posizione per completare il tutto.

L’intervento ha una durata che può variare dalle 2 alle 4 ore. Il tempo aumenta se sono eseguita in contemporanee altri interventi come la liposuzione o la liposcultura.

Il postoperatorio: come funziona

Dopo aver subito l’intervento di addomino plastica Milano il paziente deve restare a riposo assoluto. Al zona operata risulta dolorante, gonfia e anche con un ematoma. Per ridurre l’ematoma, drenare i liquidi e facilitare la guarigione, sono inseriti nella ferita chirurgia dei tubi di drenaggio che vengono tolti entro 48 ore. È consigliato stare a letto tenendo il tronco sollevato con dei cuscini fino a trovare una posizione comoda, sempre restando supini ovviamente. Il processo di guarigione prevede una serie di viste di controllo per cambiare la medicazione e controllare che sia tutto in ordine. Dopo circa 10 -1 5 gironi i punti dovrebbero essersi assorbiti e si può tornire alla normalità, seppur lentamente ed evitando gli sforzi. La ripresa di altre attività come lo sport deve attender ancora una settimana, 10 giorni per evitare che la ferita si riapra. I risultati sono visibili dopo un mese quando la pelle avrà ben aderito alle nuove forme ottenute con la chirurgia plastica.

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Sciopero trasporti pubblici Torino del 16 gennaio: dettagli e fasce garantite

E’ stato confermato lo sciopero del trasporto pubblico previsto a Torino per la giornata di mercoledì 16 gennaio 2019, che avrà una durata di 24 ore e che interesserà autobus, tram e metropolitane. Indetto da USB Lavoro Privato e UGL autoferrotramvieri, lo sciopero creerà sicuramente diversi disagi, ma sono già note le fasce orarie in cui il servizio sarà garantito. Le ragioni di questa manifestazione sono importanti e riguardano tutto il Gruppo Torinese Trasporti (Gtt). Vediamo quali sono gli orari garantiti e su quali mezzi si potrebbero trovare i maggiori disagi. Leggi tutto

Autovelox-Torino-Gennaio
Autovelox a Torino: ecco le postazioni dei controlli dal 7 al 13 gennaio 2019

L’anno nuovo è iniziato alla grande anche a Torino, ma non per gli automobilisti che hanno il vizio di correre un po’ troppo. Anche a gennaio infatti sono previsti diversi controlli con Autovelox in alcune località del capoluogo piemontese ed è sempre meglio sapere dove si trovano in modo da prestare un’attenzione maggiore. Le multe, ormai si sa, sono molto salate per coloro che superano i limiti di velocità a bordo del proprio veicolo: si parte da un minimo di 169 euro e si può arrivare alla revoca della patente in caso di recidive. La situazione si aggrava per i conducenti di mezzi professionali, quindi vale la pena tenere gli occhi ben aperti ed evitare di superare i limiti previsti. Tutto ciò vale anche per coloro che hanno optato per il noleggio a lungo termine. Leggi tutto

natale pernigotti
Messa di Natale al presidio Pernigotti: parole di conforto dal vescovo e arriva la proposta di acquisto da parte di Sperlari

I bancali dove gli operai sistemano i dolci da spedire diventano un altare improvvisato per la messa di Natale alla fabbrica Pernigotti di Novi Ligure. Le sedie ordinate, qualche stella di Natale e addobbi: gli addetti della Pernigotti accolgono così il vescovo di Tortona Vittorio Viola, il quale ha deciso di celebrare la messa nel cortile dell’azienda. Sono ormai un paio di mesi che gli operai presidiano il sito produttivo che i proprietari turchi vogliono chiudere.

Sono di estremo conforto le parole scelte con attenzione del vescovo Viola che sta dalla parte degli operai. Intenti a seguire l’idolo falso del denaro, i proprietari turchi tolgono la dignità dell’uomo che lavora, dice il vescovo che giudica come molto significativa la solidarietà che l’intera comunità sta dandoin questa difficile situazione. Non bisogna rassegnarsi alla vittoria del sistema senza fare nulla, continua il vescovo, che auspica in un Natale che porta la consapevolezza di una società nuova stretta e vicina agli operai.

Tutta la cittadinanza ha assistito alla messa alla Pernigotti. Nelle prime file non solo gli operai, ma si sono seduti anche i sindacati e il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere. Commosso, il primo cittadino ha preso la parola per ringraziare il vescovodel suo grande dono per la città e anche agli addetti che sono in fabbrica da due mesi al freddo per difendere il loro posto di lavoro e il futuro del marchio nato a Novi Ligure.

I lavoratori mettono l’accento sulla differenza di questo Natale rispetto a quello degli anni precedenti: invece di esser a casa a cucinare per tutta la famiglia, quest’anno c’è l’incertezza riguardo al futuro. Quest’anno la famiglia si è allargata grazie alla grande solidarietà ricevuta dalla comunità. Ora si attende che qualcosa si muova, mentre continua il presidio della fabbrica anche durante le feste.

Intanto la proprietà turca si muove e cambiano i delegati incaricati della Pernigotti. Insomma, le manovre per decidere del futuro dell’azienda e del marchio di Novi Ligure entrano nel vivo. I fratelli Toksov vogliono vendere la fabbrica, sta a vedere a chi però.

È arrivata una proposta di acquisto da parte della Sperlari, altra industria dolciaria, che è interessata sia al marchio che allo stabilimento piemontese. La Sperlari ha promesso che manterrebbe l’attuale livello occupazionale e questo sarebbe ideale per gli operai che non sperano altro. Un’altra proposta è arrivata da un gruppo indiano, però.

La Sperlari di Cremona è controllata dal un gruppo tedesco Katjies International Gmbh e si occupa di produrre caramelle, torrone, torroncini, mostarda e simili. L’incontro tra i tedeschi e i turchi è fissato per il 4 gennaio, anche se non vi è la conferma ufficiale da parte dei proprietari turchi. Non ci sono invece ulteriori notizie in merito all’incontro con gli indiani.

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La Torino che vuole andare avanti: tutti in piazza se la Tav non si fa

L’ex  sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino  è pronto a sfidare il governo sulla questione Tav, treno alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione creando un nuovo corridoio strategico per lo sviluppo di tutto il nord ovest. Giachino è stato uno dei maggiori promotori alla manifestazione “Sì, Torino va avanti” dello scorso 10 novembre in piazza Castello a Torino, sostenendo l’importanza dell’opera non solo per il Piemonte, ma anche per le altre regioni italiane del nord ovest, tra cui Liguria con Genova e il suo porto.

Giachino lancia un ultimatum all’attuale ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: se il governo dice No alla Torino – Lione, tutti scenderanno in piazza. Essendo questa un’opera doverosa per la crescita, che nell’ultimo trimestre si è frenata come dimostrano anche gli ultimi dati Istat. Se la fantomatica analisi costi – benefici, di cui ancora non si sa nulla dopo mesi e mesi, dirà No alla Tav, sono pronti a scendere in piazza, secondo Giachino, tutti quanti. L’intenzione è quella di chiedere ai sindacati di indire uno sciopero generale. Assieme a questa iniziativa, ci sarà la richiesta direttamente a Salvini, ministro dell’Interno e vicepremier bis, della crisi di governo.

Su Change.org Giachino ha lanciato la petizione Sì Tav che ha già raggiunto più di 106 mila adesioni. Inoltre, Giachino presiede anche l’assemblea Si lavoro – Si Tav, un comitato che si è di recente riunito per fare il punto dopo due anni di lavori. La manifestazione del 10 novembre ha dimostrato che non tutti sono contro la Tav, ma piuttosto che moltissimi vogliono quest’opera di vitale importanza per il futuro dell’intero Paese. Non ci si rassegna alla decrescita e il clima attorno a questa infrastruttura è cambiato moltissimo. In piazza Castello il 10 novembre c’era l’altra Italia: quella del lavoro e dello sviluppo. La Torino che cresce e genere migliaia di posti lavoro vuole la Tav e l’ha dimostrato scendendo in piazza.

L’impegno di Giachino e dei suoi è destinato a continuare fino a quando non otterranno quello che vogliono, cioè il riavvio del cantiere italiano per realizzare l’opera che collega Italia a Francia. È un’opera strategica per il rilancio dell’economia e del lavoro, continua Giachino che si dichiara anche pronto a incontrare il ministro del lavoro e sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio e anche il ministro Toninelli.

Lo scopo sarebbe quello di far capire i benefici della linea Torino – Lione dato che non si sa chi sia stato chiamato a esporli nel tanto discusso documento di analisi costi – benefici. Questo documento fantasma non si sa bene da chi sia redatto, chi siano gli esperti chiamati a elencare i costi dell’opera e i benefici attesi nel futuro dato che Giachino e tutte le associazioni a favore dell’opera non sono state chiamate in causa. Il rischio che tanti temono è che si tratta di un documento di parte, redatto con lo scopo di arrivare alla finalità che i 5 Stelle vogliono, cioè non realizzare l’opera. La politica del confronto con chi ha posizioni diverse si basa sulle competenze e sui contenuti ed è la migliore arma contro il populismo.