Piastre per capelli professionali in ceramica, la scelta sui migliori modelli come ghd classic

La piastra per capelli professionale, è un accessorio irrinunciabile per le donne per essere sempre in ordine e alla moda comodamente da casa. Più accessibili di prezzo rispetto al passato, permettono di ottenere in poche mosse delle pieghe perfette e soprattutto durevoli. Ma come scegliere la migliore? Noi abbiamo esaminato alcune delle più importanti caratteristiche e confrontato la recensione di un modello come la piastra ghd classic in ceramica con manico ergonomico e comoda funzione di stand-by in caso di non utilizzo per oltre 30 minuti.

Come utilizzare al meglio una piastra per capelli

La piastra per i capelli, trova il maggiore utilizzo per chi ha i capelli poco mossi e desidera ricreare da casa una piega duratura o una acconciatura liscia senza rovinare il cuoio capelluto con il calore. Una piastra, infatti, non deve essere utilizzata tutti i giorni ed è necessario seguire alcune accortezze come:

  • Capelli non umidi. E’ importante che i capelli siano abbastanza asciutti, in modo da avere una piega uniforme e più resistente.
  • Temperatura media. Non è necessario caricare alle alte temperature le piastre, poiché si tratta di modelli professionali e che con la diffusione del calore uniforme assicurano le massime prestazioni sui capelli.
  • Rivestimento della piastra. Questo elemento prima era poco valutato e non mancavano materiali in alluminio economici che di fatto con il tempo rovinavano i capelli. Ad oggi, le migliori piastre utilizzano materiali come la ceramica per un calore più uniforme in fase di stiratura e per una maggiore facilità di movimento per non passare più volte la piastra sullo stesso punto.

E’ importante, anche la selezione della temperatura tra le funzioni delle migliori piastre per capelli. In particolare, è da preferire modelli che presentino temperature standard, e che nel caso di capelli più mossi, permettano di raggiungere anche temperature fino ai 200° gradi per una maggiore azione.

Quali sono i migliori modelli di piastre professionali?

Documentarsi anche su internet rispetto ai migliori modelli in commercio, è utile per conoscere i nuovi prodotti come ghd classic e ordinarli subito per ottenere in poco tempo una piega professionale come dal parrucchiere. Inoltre, permette di scoprire anche quelli che sono i migliori modelli per prestazioni e per prezzo. Rispetto al passato, infatti, una piastra professionale è più a buon mercato, soprattutto se acquistata mediante dei comuni canali di e-commerce.

Una recensione piastra ghd classic  permette subito di puntualizzare un importante punto come i materiali e dell’importanza delle lastre in ceramica per una facilità di movimento in fase di stiratura e per una migliore distribuzione del calore. Ideale sia per creare una pettinatura liscia e sia per un effetto riccio di tendenza, la ghd classic presenta anche un manico ergonomico e un cappuccio isolante per proteggere le piastre in caso di non utilizzo.

Come per le altre piastre professionali, inoltre, tende a riscaldarsi in poco tempo e a mantenere nel corso di tutta la stiratura un calore uniforme. Molto valorizzate anche delle misure di sicurezza su un accessorio caldo durante l’utilizzo ovvero un manico esterno freddo e facile da maneggiare oltre che una utile funzione di stand-by nel caso di un inutilizzo per oltre 30 minuti.

 

 

Addominoplastica: come funziona l’operazione e cosa succede dopo

Oggi vediamo come si volge l’intervento di addominoplastica che ha lo scopo di dare un aspetto nuovo all’addome togliendo il grasso in eccesso, la pelle penzolante e anche le smagliature.

L’operazione: come si svolge

Per eseguire la procedura di addomino plastica Milano si usa un’anestesia locale profonda.

Il chirurgo esegue un taglio da fianco a fianco nella zone pre pubica. A questo punto, la pelle è sollevata e scollata dai tessuti sottostanti. Per contrastare il cedimento cutaneo e delle fasce addominali, queste sono suturate nelle loro posizione originale. Si rimuove il grasso in eccesso se ce ne dovesse esser bisogno. La proceduta si completa togliendo un lembo di pelle in eccesso che altrimenti sarebbe di avanzo e penzolerebbe in modo molto antiestetico. Il chirurgo non deve far altro che riposizione l’ombelico nella giusta posizione per completare il tutto.

L’intervento ha una durata che può variare dalle 2 alle 4 ore. Il tempo aumenta se sono eseguita in contemporanee altri interventi come la liposuzione o la liposcultura.

Il postoperatorio: come funziona

Dopo aver subito l’intervento di addomino plastica Milano il paziente deve restare a riposo assoluto. Al zona operata risulta dolorante, gonfia e anche con un ematoma. Per ridurre l’ematoma, drenare i liquidi e facilitare la guarigione, sono inseriti nella ferita chirurgia dei tubi di drenaggio che vengono tolti entro 48 ore. È consigliato stare a letto tenendo il tronco sollevato con dei cuscini fino a trovare una posizione comoda, sempre restando supini ovviamente. Il processo di guarigione prevede una serie di viste di controllo per cambiare la medicazione e controllare che sia tutto in ordine. Dopo circa 10 -1 5 gironi i punti dovrebbero essersi assorbiti e si può tornire alla normalità, seppur lentamente ed evitando gli sforzi. La ripresa di altre attività come lo sport deve attender ancora una settimana, 10 giorni per evitare che la ferita si riapra. I risultati sono visibili dopo un mese quando la pelle avrà ben aderito alle nuove forme ottenute con la chirurgia plastica.

Sciopero-trasporti-torino
Sciopero trasporti pubblici Torino del 16 gennaio: dettagli e fasce garantite

E’ stato confermato lo sciopero del trasporto pubblico previsto a Torino per la giornata di mercoledì 16 gennaio 2019, che avrà una durata di 24 ore e che interesserà autobus, tram e metropolitane. Indetto da USB Lavoro Privato e UGL autoferrotramvieri, lo sciopero creerà sicuramente diversi disagi, ma sono già note le fasce orarie in cui il servizio sarà garantito. Le ragioni di questa manifestazione sono importanti e riguardano tutto il Gruppo Torinese Trasporti (Gtt). Vediamo quali sono gli orari garantiti e su quali mezzi si potrebbero trovare i maggiori disagi. Leggi tutto

Autovelox-Torino-Gennaio
Autovelox a Torino: ecco le postazioni dei controlli dal 7 al 13 gennaio 2019

L’anno nuovo è iniziato alla grande anche a Torino, ma non per gli automobilisti che hanno il vizio di correre un po’ troppo. Anche a gennaio infatti sono previsti diversi controlli con Autovelox in alcune località del capoluogo piemontese ed è sempre meglio sapere dove si trovano in modo da prestare un’attenzione maggiore. Le multe, ormai si sa, sono molto salate per coloro che superano i limiti di velocità a bordo del proprio veicolo: si parte da un minimo di 169 euro e si può arrivare alla revoca della patente in caso di recidive. La situazione si aggrava per i conducenti di mezzi professionali, quindi vale la pena tenere gli occhi ben aperti ed evitare di superare i limiti previsti. Tutto ciò vale anche per coloro che hanno optato per il noleggio a lungo termine. Leggi tutto

natale pernigotti
Messa di Natale al presidio Pernigotti: parole di conforto dal vescovo e arriva la proposta di acquisto da parte di Sperlari

I bancali dove gli operai sistemano i dolci da spedire diventano un altare improvvisato per la messa di Natale alla fabbrica Pernigotti di Novi Ligure. Le sedie ordinate, qualche stella di Natale e addobbi: gli addetti della Pernigotti accolgono così il vescovo di Tortona Vittorio Viola, il quale ha deciso di celebrare la messa nel cortile dell’azienda. Sono ormai un paio di mesi che gli operai presidiano il sito produttivo che i proprietari turchi vogliono chiudere.

Sono di estremo conforto le parole scelte con attenzione del vescovo Viola che sta dalla parte degli operai. Intenti a seguire l’idolo falso del denaro, i proprietari turchi tolgono la dignità dell’uomo che lavora, dice il vescovo che giudica come molto significativa la solidarietà che l’intera comunità sta dandoin questa difficile situazione. Non bisogna rassegnarsi alla vittoria del sistema senza fare nulla, continua il vescovo, che auspica in un Natale che porta la consapevolezza di una società nuova stretta e vicina agli operai.

Tutta la cittadinanza ha assistito alla messa alla Pernigotti. Nelle prime file non solo gli operai, ma si sono seduti anche i sindacati e il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere. Commosso, il primo cittadino ha preso la parola per ringraziare il vescovodel suo grande dono per la città e anche agli addetti che sono in fabbrica da due mesi al freddo per difendere il loro posto di lavoro e il futuro del marchio nato a Novi Ligure.

I lavoratori mettono l’accento sulla differenza di questo Natale rispetto a quello degli anni precedenti: invece di esser a casa a cucinare per tutta la famiglia, quest’anno c’è l’incertezza riguardo al futuro. Quest’anno la famiglia si è allargata grazie alla grande solidarietà ricevuta dalla comunità. Ora si attende che qualcosa si muova, mentre continua il presidio della fabbrica anche durante le feste.

Intanto la proprietà turca si muove e cambiano i delegati incaricati della Pernigotti. Insomma, le manovre per decidere del futuro dell’azienda e del marchio di Novi Ligure entrano nel vivo. I fratelli Toksov vogliono vendere la fabbrica, sta a vedere a chi però.

È arrivata una proposta di acquisto da parte della Sperlari, altra industria dolciaria, che è interessata sia al marchio che allo stabilimento piemontese. La Sperlari ha promesso che manterrebbe l’attuale livello occupazionale e questo sarebbe ideale per gli operai che non sperano altro. Un’altra proposta è arrivata da un gruppo indiano, però.

La Sperlari di Cremona è controllata dal un gruppo tedesco Katjies International Gmbh e si occupa di produrre caramelle, torrone, torroncini, mostarda e simili. L’incontro tra i tedeschi e i turchi è fissato per il 4 gennaio, anche se non vi è la conferma ufficiale da parte dei proprietari turchi. Non ci sono invece ulteriori notizie in merito all’incontro con gli indiani.

piazza castello torino
La Torino che vuole andare avanti: tutti in piazza se la Tav non si fa

L’ex  sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino  è pronto a sfidare il governo sulla questione Tav, treno alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione creando un nuovo corridoio strategico per lo sviluppo di tutto il nord ovest. Giachino è stato uno dei maggiori promotori alla manifestazione “Sì, Torino va avanti” dello scorso 10 novembre in piazza Castello a Torino, sostenendo l’importanza dell’opera non solo per il Piemonte, ma anche per le altre regioni italiane del nord ovest, tra cui Liguria con Genova e il suo porto.

Giachino lancia un ultimatum all’attuale ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: se il governo dice No alla Torino – Lione, tutti scenderanno in piazza. Essendo questa un’opera doverosa per la crescita, che nell’ultimo trimestre si è frenata come dimostrano anche gli ultimi dati Istat. Se la fantomatica analisi costi – benefici, di cui ancora non si sa nulla dopo mesi e mesi, dirà No alla Tav, sono pronti a scendere in piazza, secondo Giachino, tutti quanti. L’intenzione è quella di chiedere ai sindacati di indire uno sciopero generale. Assieme a questa iniziativa, ci sarà la richiesta direttamente a Salvini, ministro dell’Interno e vicepremier bis, della crisi di governo.

Su Change.org Giachino ha lanciato la petizione Sì Tav che ha già raggiunto più di 106 mila adesioni. Inoltre, Giachino presiede anche l’assemblea Si lavoro – Si Tav, un comitato che si è di recente riunito per fare il punto dopo due anni di lavori. La manifestazione del 10 novembre ha dimostrato che non tutti sono contro la Tav, ma piuttosto che moltissimi vogliono quest’opera di vitale importanza per il futuro dell’intero Paese. Non ci si rassegna alla decrescita e il clima attorno a questa infrastruttura è cambiato moltissimo. In piazza Castello il 10 novembre c’era l’altra Italia: quella del lavoro e dello sviluppo. La Torino che cresce e genere migliaia di posti lavoro vuole la Tav e l’ha dimostrato scendendo in piazza.

L’impegno di Giachino e dei suoi è destinato a continuare fino a quando non otterranno quello che vogliono, cioè il riavvio del cantiere italiano per realizzare l’opera che collega Italia a Francia. È un’opera strategica per il rilancio dell’economia e del lavoro, continua Giachino che si dichiara anche pronto a incontrare il ministro del lavoro e sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio e anche il ministro Toninelli.

Lo scopo sarebbe quello di far capire i benefici della linea Torino – Lione dato che non si sa chi sia stato chiamato a esporli nel tanto discusso documento di analisi costi – benefici. Questo documento fantasma non si sa bene da chi sia redatto, chi siano gli esperti chiamati a elencare i costi dell’opera e i benefici attesi nel futuro dato che Giachino e tutte le associazioni a favore dell’opera non sono state chiamate in causa. Il rischio che tanti temono è che si tratta di un documento di parte, redatto con lo scopo di arrivare alla finalità che i 5 Stelle vogliono, cioè non realizzare l’opera. La politica del confronto con chi ha posizioni diverse si basa sulle competenze e sui contenuti ed è la migliore arma contro il populismo.

Crowdestate.eu: opinioni, come funziona

Il sito Crowdestate.eu è innanzitutto tradotto in più lingue, tra cui ovviamente l’italiano, per facilitare gli investitori di tutto il mondo ad entrare in contatto con l’esperienza del crowdfunding real estate. La piattaforma è intuitiva e semplice da utilizzare, prevede inoltre, a seguito dell’iscrizione, una verifica dell’identità a tutela della sicurezza del proprio conto di investimento. Una volta aperto e verificato il proprio profilo si potrà iniziare a “scoprire” tutte le opportunità di investimento attivate divise per Paese; si potrà iniziare ad investire soltanto dopo aver aperto il proprio conto e depositato in esso i fondi necessari. Gli investimenti proposti sono corredati da descrizioni ed informazioni dettagliate sul ritorno di investimento garantito  e come detto in presentazione di articolo, ciascun progetto passa attraverso un processo di due-diligence molto scrupoloso e approfondito a garanzia di sicurezza per tutti gli investitori.

Parlando di due-diligence non si può non introdurre un’altra possibilità che Crowdestate mette a disposizione dei suoi utenti: la presentazione di progetti personali. Chi è dunque in cerca di una nuova fonte di capitale ed ha un buon progetto di investimento da sottoporre, può farlo attraverso un’area dedicata all’interno del sito (raggiungibile da qui); il progetto verrà valutato sempre attraverso il processo di valutazione interna e se ritenuto valido, verrà pubblicato in piattaforma.

Infine, su Crowdestate.eu, oltre a poter investire sul mercato immobiliare è possibile accedere anche ad opportunità finanziarie come azioni, obbligazioni ed altri strumenti del mercato valutario.

Opinioni positive per le campagne aperte a dicembre 2018

Per gli utenti italiani (ma ovviamente anche stranieri) è stata attivata appena qualche giorno fa una nuova campagna promossa da Weproperty riguardante il progetto di costruzione di alloggi da dedicare agli studenti di Milano. I primi alloggi messi a progetto si trovano in Via A. Meucci 25 (Milano) e hanno già raccolto quasi la metà del budget richiesto. L’investimento per coprire le fasi d’acquisto sarà finanziato al 75% dal crowdfunding per un ritorno annuo dell’11% sul capitale investito. Tutte le info su questo progetto immobiliare le trovate al seguente link: https://crowdestate.eu/it/opportunity/weproperty

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treno alta velocità torino lione
Tav, che pasticcio: meglio fare il punto della situazione

La situazione Tav Torino – Lione è praticamente fuori controllo, è arrivato il momento di fare il punto della situazione per capire a che punto è l’opera. In attesa della famosa analisi costi – benefici richiesta dal Ministro Toninelli che intanto ha bloccato tutte le grandi opere della penisola, vige una grandissima confusione.

Partendo dalle istituzioni, il governo è spaccato in merito alla Tav: la Lega si dice favorevole alle grandi opere, mentre i 5 Stelle sono contrari. Il partito ha ottenuto molti voti al nord proprio per la sua presa di posizione vicina alle popolazioni della Val di Susa contro la realizzazione della linea ad alta velocità. Il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, è convinto che l’opera si debba fare perché ha una forte rilevanza strategica per lo sviluppo economico di tutto il nord. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, invece è contraria, anche se è un po’ schiacciata dai più radicali del consiglio comunale che spingono per posizioni più dure.

Per quanto riguarda le associazioni, gli imprenditori sono preoccupati per i grossi ritardi nella realizzazione dell’opera che è indispensabile per entrare nel futuro. Gli agricoltori e le popolazioni sono contrari. Il loro è un problema di tipo ambientale: la linea ad alta velocità avrebbe un impatto enorme sul territorio che invece andrebbe tutelato così com’è.

Dall’altro lato, i francesi hanno già finito i lavori e attendono solo che il cantiere dal lato italiano riparta e concluda i lavori. L’Europa è ovviamente favorevole all’opera per cui ha anche già elargito fondi su fondi, che l’Italia dovrebbe restituire nel caso non completi il tunnel.

La situazione non è chiara nemmeno tra la popolazione. Da poco c’è stata una manifestazione auto organizzata da un gruppo di donne, ribattezzate madamine, che ha avuto un grandissimo successo. Infatti, moltissimi sono scesi in piazza a Torino senza simboli per dire a gran voce” Sì, Torino va avanti”. Altra storia è quella del gruppo No Tav è da anni che combatte contro la realizzazione del treno ad alta velocità, arrivando anche ad occupare i cantieri.

Insomma, una grande confusione e in tutto ciò spunta una nuova proposta del ministro dell’Interno e vicepremier Salvini: il referendum. Sarà un’altra sparata o si tratta di un’iniziativa che avrà seguito? Purtroppo, non si può dire perché questo nuovo governo del cambiamento ci ha abituati a uscite e proposte giornaliere che poi cadono nel dimenticatoio. I post, i tweet, i video, le dirette etc. sono una continua campagna elettorale di promesse che poi vengono puntualmente disattese. Questo crea una grande incertezza sulle reali intenzioni del governo che nel contratto di governo non hanno specificato la posizione ufficiale che arriverà solo dopo la famosa analisi costi – benefici. Potrebbe sembrare una buona idea, ma va detto che questa analisi è un altro punto poco chiaro: a chi stata commissionata? Quali sono i criteri per giudicare le opere?

 

 

I banchi da lavoro e poltrone retrò trovano nuova vita nella casa country chic

Il fascino del vintage è sempre una garanzia. Non è un caso che numerose abitazioni abbiano sposato questo stile e abbiano introdotto elementi dal sapore antico, trovati magari nelle case dei nonni. Il tocco vincente è quello che unisce con il giusto mix di pezzi moderni ed elementi vintage in un connubio perfetto. Il legno anticato e dal gusto retrò convive con superfici lisce e fredde. L’effetto? Assolutamente chic e originale. Nelle abitazioni si sta facendo spazio uno stile particolare e di grande impatto proprio grazie ai pezzi vintage o legati a contesti diversi che impreziosiscono le case con un tocco personale. Banchi da lavoro, lampade anni ’70, poltroncine retrò, sedie a dondolo, bauli spiccano accanto a pezzi moderni e un arredo sobrio e pulito. Un vecchio baule può trovare nuova vita diventando un tavolino da salotto originale. Nella casa country chic questi oggetti danno il meglio di loro. La casa country chic ha un sapore rustico e caldo, un luogo accogliente dove domina il legno. Chi ama questo stile dovrà essere capace di interpretare il legno in tutte le sue sfumature e accostare in modo sapiente materiali differenti, colori e decorazioni. Questo ritorno al passato rappresenta la voglia di recuperare l’autenticità e la solidità dei materiali ma anche il desiderio di attingere ai ricordi e riscoprire il gusto senza tempo della casa.

Banchi da lavoro, in cucina o all’ingresso

I banchi da lavoro possono davvero diventare dei preziosi alleati per l’arredo della casa country chic. Realizzare un angolo della casa impreziosito da un bancone è semplice. Basta un vecchio banco da falegname per creare un’area della casa dallo stile unico. I banchi da lavoro possono diventare delle soluzioni ideali per l’ingresso della propria casa. Basta scegliere il modello giusto per riempire nel modo giusto la parete e rendere il punto più interessante e con un tocco particolare. Interessante poi la scelta di inserire i banchi da lavoro al centro della cucina o del soggiorno. L’uso dei banchi da lavoro può davvero fare la differenza in un ambiente dallo stile country chic. Spesso questi modelli hanno dei ripiani o dei cassetti che possono rivelarsi utili in alcune stanze.

Poltrone anni ’70: il tocco segreto

Oltre ai banchi da lavoro, un altro elemento interessante da inserire nell’ambiente di casa è la poltrona retrò. In pelle oppure in tessuto simile alcantara, marrone cuoio o dai colori accesi, la poltrona anni ’70 rende unico e speciale ogni ambiente. Immaginatela in camera da letto in un angolo a dare colore e stile all’ambiente oppure in salotto per un effetto vintage particolare. Interessanti anche le fantasie dei tessuti che spesso proponevano motivi particolari. Inserire un elemento colorato e divertente aiuta a smorzare i toni neutri e i colori tipici della casa country chic.

Dove trovare gli arredi perfetti

Per arredare con gusto la propria casa in stile country chic si possono percorrere più strade. Se avete dei vecchi oggetti da recuperare potete affidarvi a un esperto oppure provare a sistemarli da soli. In alternativa ci sono numerosi mercatini vintage e fiere dove è possibile trovare pezzi molto rari e oggetti del passato ormai introvabili. Se cercate in uno dei tanti mercatini dell’antiquariato troverete sicuramente il pezzo giusto. Sul web si trovano numerosi siti che propongono pezzi vintage, inoltre anche sui social sono presenti numerosi gruppi dove gli utenti postano le foto degli arredi usati, trovati nelle soffitte o nelle vecchie case. Se invece volete acquistare modelli nuovi, è importante rivolgersi ad aziende specializzate in arredi per aziende e per settori specifici.

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Torna a Torino la Posta di Babbo Natale: l’iniziativa di Poste Italiane

Torna anche quest’anno a Torino la Posta di Babbo Natale: l’iniziativa di Poste Italiane che nella scorsa edizione aveva avuto un grandissimo successo. Tutti i bambini potranno scrivere la loro letterina a Babbo Natale: una vera e propria tradizione ormai, uno dei momenti più significativi di questo periodo di feste. A Torino però i più piccoli potranno anche imbucare la loro lettera nell’apposita cassetta e riceveranno anche una risposta del tutto personalizzata. La magia del Natale quindi si riaccende per tutti i bambini di Torino e provincia: si tratta di una bellissima iniziativa, che anche quest’anno è destinata a riscuotere un grandissimo successo.

Come spedire la letterina a Babbo Natale

I bimbi potranno preparare la loro letterina ma potranno anche imbucarla nella cassetta della posta di Babbo Natale. Questa si trova all’esterno dell’ufficio postale di via Alfieri, ma non è l’unico modo per far arrivare la propria missiva! Tutti gli uffici postali raccoglieranno infatti le letterine scritte dai bambini, ma attenzione perchè per ricevere la risposta è importante che vengano indicati chiaramente all’esterno della busta il nome e l’indirizzo completo del mittente.

Si tratta di un’iniziativa di Poste Italiane: sarà la società ad occuparsi della gestione delle lettere e dell’invio delle risposte personalizzate. Chi non avesse la possibilità di imbucare la letterina o chi l’avesse già scritta, potrà richiedere comunque la risposta andando sul sito web di Poste Italiane. Dovrà compilare l’apposita scheda entro il 13 dicembre, quindi non c’è da perdere altro tempo!

Una missione per tutti i bambini: aiutare la renna Matilda

Quest’anno tutti i bambini che invieranno la propria letterina a Babbo Natale saranno chiamati, direttamente da Santa Claus, ad una missione: aiutare la renna Matilda. La migliore amica di Babbo Natale infatti sta cercando di salvare tutti gli animali in via d’estinzione ed i bimbi potranno dare il loro contributo giocando. Su Google Play e Apple Store sarà possibile scaricare gratuitamente l’app dedicata appunto per questa missione.

Nella lettera di risposta di Babbo Natale saranno contenute tutte le istruzioni per aiutare la renna attraverso questo simpatico giochino. Ma non è tutto: i bimbi riceveranno anche una sorpresa ossia degli adesivi a tema ed il distintivo di “amico di Babbo Natale” da applicare sui vestiti.

Il Natale a Torino

Così, grazie anche a questa bellissima iniziativa di Poste Italiane, tutti i bambini potranno vivere la magia del Natale a Torino. Se per i più grandi i mercatini e la Mole Antonelliana illuminata a festa potrebbero essere sufficienti per entrare nel vivo di questa tradizione, per i più piccoli ci sarà la possibilità di inviare la propria letterina a Babbo Natale. Un’iniziativa che ormai anno dopo anno riscuote sempre più successo e che sicuramente anche in questo 2018 sarà accolta con grande entusiasmo soprattutto dai più piccoli.

Scrivere la letterina di Babbo Natale è un momento unico, ma ricevere anche una risposta direttamente da Santa Claus lo è ancora di più per i più piccoli, che si sentiranno in contatto diretto con il loro beniamino delle feste. Non c’è da perdere altro tempo quindi: tutti ad imbucare la letterina!