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Chi si porta il panino da casa, deve anche pulire: come funziona la pausa pranzo alle elementari Manzoni

Mense scolastiche ancora in mezzo alla bufera di polemiche. Chi non vuole usufruire del servizio mensa, oggi può benissimo organizzarsi diversamente. È infatti permesso pressoché in ogni istituto scolastico che i bambini si portino qualcosa da casa. Spesso si tratta del classico panino, ma i genitori possono preparare un pasto a loro piacimento, soprattutto per tener conto dei gusti del bimbo e anche delle sue eventuali allergie e intolleranze.

Che cosa succede alle elementari Manzoni

Alle scuole elementari Manzoni dell’istituto comprensivo Pacinotti del quartiere di Borgo Campidoglio a Torino, i bambini che arrivano con il panino da casa, mangiano e poi puliscono il banco. Certa è la prassi in uso. Questa soluzione, come si potrebbe pensare, non è stata escogitata dalla scuola, bensì è un’idea dei genitori che ai figli non danno solo il pianino, ma anche salviettine per pulire il banco dopo aver mangiato. Dopo aver dato l’ultimo boccone, infatti, per motivi igienici i genitori hanno pensato di dare il compito della pulizia dalle briciole direttamente ai bambini. In questo modo, il banco usato per consumare il pranzo da casa non è sporco e il bambino cui appartiene non avrà briciole e altri residui. Spesso capita che i bambini che non usufruiscono del servizio mensa della scuola, vengono raccolti un gruppo unico e sistemati a pranzare in un’aula qualsiasi a turni. Molti bimbi sono quindi seduti in un posto che non è il loro e una pulita è necessaria.

Il problema riguarda il fatto che non c’è ancora uno spazio dedicato a chi porta il pranzo da casa. Il servizio di pulizia riguarda solo ed esclusivamente gli spazi adibiti a mensa dove gli alunni con il pranzo da casa non accedono. Il servizio di ristorazione si occupa della pulizia, ma solo negli spazi dove effettivamente è erogato il servizio. I bambini “con il panino” devono arrangiarsi in uno spazio separato che non rientra negli accordi di pulizia con il servizio di ristorazione.

Dato che l’area scelta per consumare la “schiscetta” portata da casa viene usata da più bambini e poi dagli alunni che utilizzano l’aula, le mamme hanno pensato di armare i propri figli anche di senso civico per occuparsi della pulizia dello spazio. per ora il personale Ata e i collaboratori scolastici, non sono sufficienti per occuparsi anche della pulizia di tali spazi. La pulizia di uno spazio così richiederebbe un lavoro continuo che ha mandato in tilt l’organizzazione scolastica e quindi i genitori hanno pensato di risolvere il problema con l’autorganizzazione.

L’autorganizzazione dei genitori via chat

Un problema di spazi e di personale dunque, che delinea un’altra volta la situazione di costante penuria di risorse in cui verte la scuola italiana. Dopo le numerose riunioni a scuola per il panino portato da casa, dove consumarlo e come tenere puliti gli spazi, i genitori hanno dato inizio a un rapido tam-tam nelle carie chat decidendo di risolvere con salviettine igienizzanti e tovaglioli per aiutare a tener pulito. In molti sono però ancora sul piede di guerra in quanto non è compito dei bambini pulire, discriminandoli rispetto a chi invece va in mensae ha questo servizio incluso.

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sciopero mezzi pubblici torino
Sabato sciopero della metropolitana di Torino: 4 ore di stop

Proclamato uno sciopero della metropolitana di Torino per sabato 27 aprile. Lo sciopero durerà 4 ore, dalle ore 16:00 fino alle ore 20:00.

Lo sciopero della metro di sabato 27

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie del personale che si occupa del movimento della metro di Torino, hanno indetto uno sciopero generale della durata di quattro ore per la giornata di sabato 27 aprile. L’orario di interruzione del servizio è dalle 16 alle 20. A comunicarlo è GTT, la società di gestione dei trasporti torinesi.

Grazie alla scelta di limitare lo sciopero a sole 4 ore, i disagi per gli utenti saranno contenuti. Nella missiva diretta alla GTT, il personale spiega le motivazioni di tale protesta: problematiche non più procrastinabili in merito al trattamento economico, l’organizzazione del lavoro, la banca ore, la gestione dei part-time e le condizioni genarli di lavoro. Sono ormai mesi, dal 25 gennaio 2019, che gli incontri tra rappresentanti sindacali e i vertici dell’azienda GTT non danno alcun frutto e ciò ha spinto il personale a fermarsi in segno di protesta.

Secondo i dati storici relativi alla partecipazione ai precedenti scioperi, ci si aspetta un’adesione tra il 15 e il 35 % circa.

Lo sciopero di Sadem di lunedì 29

È stato indetto un altro sciopero che interessa l’area di Torino nella giornata di lunedì 29 aprile. Questa volta a incrociare braccia saràil personale di Sadem di Grugliasco per 8 ore: dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19 di lunedì. A proclamarlo le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit-Cisl e Uilt Uil. La protesta interessa l’area urabna di Torino e tutta la provincia dove i disagi registrati si annunciano molti. L’invito è di organizzarsi diversamente, ove possibile, e contare sulle fasce garantite. Nonostante ciò, ritardi e corse saltate saranno sicuramente la norma.

Le modifiche degli orari

Attenzione anche alle modifiche dei normali orari nelle giornate festive di oggi 25 aprile e 1° maggio. Anche nelle giornate prefestive gli orari dei mezzi pubblici possono subire delle modifiche. Infatti, gli orari normali di circolazione non solo della metro ma anche di bus e tram in tutta la città e provincia. Per ulteriori informazioni sugli orari mezzi pubblici, consultare il sito.

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Insulti sul bus a un 62 enne marocchino e disabile: grave episodio di intolleranza

Episodi di grave razzismo e intolleranza sul bus della linea 4 a Torino. Si sa che questa è una linea particolarmente trafficata e con alta densità etnica della città, ma ciò non giustifica quello che è successo. L’ennesimo segno di un clima molto teso che fa davvero preoccupare.

Che cosa è successo sul bus

Un 62 enne marocchino, Abderrahim Belgaid, stato preso a parolacce mentre saliva sul tram con la sua carrozzina. Marocchino e disabile: una combinazione che ha perdere la testa a un passeggero che lo ha minacciato di morte se avrebbe ancora fatto perdere altro tempo per salire sul mezzo.

Davanti alla stazione di Porta Nuova, in via Sacchi, alle 19 di martedì scorso, l’umo nato in Marocco, ma ormai cittadino italiano, è stato aggredito verbalmente, dopo che nel 2006 era già stato aggredito fisicamente dal suo allora datore di lavoro che gli ha rotto una vertebra del collo e costringendolo sulla sedia a rotelle.

Per una persona tetraplegica è naturale che ci voglia un attimo di più per salire sul bus, anche perché il signor Belgaid, a causa della vecchiaia, ora fatica anche a muovere le mani. Potrebbe sembrare una cosa da poco e insignificante, ma questo significa che il povero 62 enne non riesce ad allacciarsi le cinture di sicurezza per bloccare la grande carrozzina da solo. È necessario per le legge che i disabili sia ben ancorati con cinture di sicurezza, altrimenti il mezzo non può procedere con la corsa.

L’autista, seguendo giustamente il regolarmente alla lettera, si è rifiutato di partire se Abderrahim Belgaid non avesse prima allacciato la cintura. A questo punto, non uno, ma più passeggeri hanno iniziato a inveire e urlare contro il povero disabile. Uno di loro si anche avvicinato e quasi stava per picchiarlo. Altri passeggeri hanno trattenuto l’uomo e hanno difeso il signor Belgaid. Dopo 20 minuti circa, l’autista è riuscito ad allacciare la cintura di sicurezza per ancorare la carrozzina e il bus è ripartito. Forse con la collaborazione degli altri passeggeri che invece lo stavano insultato, si sarebbe riuscita a ripartire prima.

La denuncia ai carabinieri contro ignoti

Rivoltosi alla stazione dei carabinieri di Falchera, Abderrahim ha riportato l’accaduto denunciando l’uomo in questione che lo ha minacciato di morte e gli ha anche sputato addosso. Le forze dell’ordine hanno ricostruito l’accaduto grazie anche all’aiuto dell’autista del bus e ora sono alla ricerca dell’uomo contro cui è stato esposta la denuncia. Il fatto fa capire quale sia la situazione nelle periferie delle città dove anche prendere un autobus diventa impossibile per persone con disabilità che vengono ricoperte di insulti per via della loro provenienza. Un clima di intolleranza e odio, pronto ad esplodere in qualsiasi momento per futili motivi come un ritardo del bus.

La vacanza che hai sempre sognato è in catamarano

Fatti conquistare anche tu dalla vacanza in catamarano con skipper per andare a scoprire gli angoli più incontaminati delle coste delle principali isole italiane. Sono disponibili più itinerari per scoprire la bellissima Sardegna che tutto il mondo ci invidia, l’incontaminata Corsica, l’affascinante isola d’Elba, la pittoresca Liguria con i suoi villaggi di pescatori e a scendere fino alle vulcaniche isole Eolie e Ponza, la cui bellezza era già decantata dai romani.

Il tutto su un mezzo confortevole che garantisce una vacanza tutt’altro che spartana e scomoda. L’ampia imbarcazione è molto agile e segue le coste per portarti dove non saresti arrivato mai. Scopri subito perché quella originale tipologia di vacanza è quello che fa per te.

Gli itinerari: gli angoli incontaminati da mozzare il fiato

Parti alla scoperta delle isole italiane più belle a bordo di un catamarano. Le isole sono verdeggianti, rigogliose e ricche grazie alla vegetazione tipica della macchia mediterranea: olivi, cespugli di mirto, oleandri, pini marittimi, buganvillee e tante altre specie particolari che si sviluppano esclusivamente sulle isole proprio per via del loro isolamento dalla terra ferma. Grazie a un clima mite e piacevole già in basa stagione. Il catamarano partirà alla scoperta dei tesori naturali più preziosi delle isole come le calette nascoste tra gli scogli dove non arriva mia nessuno perché non raggiungibili dalla terraferma. Sono davvero molte le passeggere che hanno in comune questo isolamento dovuto alla costa frastagliata che crea un snaturale limiti invalicabile a piedi.

Se hai sempre sognato di giungere in queste piccole baie nascoste tra gli scogli e la vegetazione, il catamarano è la soluzione ideale. Troverai pace e tranquillità navigando tra le onde del mare e soprattutto lungo la costa. Scendi anche sulla terra ferma nel caso ci sia qualcosa di particolare da visitare. Scopri gli itinerari prenotabili su https://mistralsailing.it

Il confort: lo spazioso catamarano

La vacanza in catamarano con skipper è confortevole, nulla a confronto delle navigazioni su barche più piccole come quella a vela. Il catamarano offre molto spazio, sia nelle cabine private che all’esterno. È una soluzione che offre anche spazi comuni ampi come il living, la zona pranzo e tutta la parte del ponte. Il livello di confort è praticamente come quello di un hotel al mare. L’ampio spazio esterno sul tender ti permette di goderti a pieno l’estate e i suoi caldi raggi solari.

A prua sogno sistemate le reti per sdraiarti direttamente sopra le onde del mare più blu e incantevole che tu abbia mai visto. Le spiaggette del catamarano sono il punto ideale da cui tuffarsi direttamente nelle profondità del mare blu, potendo poi risalire dalla pratica scoperta.

Tutto questo è ciò che ti aspetta se prenoti una vacanza sul catamarano per scoprire le coste più belle in modo diverso e originale, lontano dalla rumorosa folla di turisti. La ricerca di un luogo ideale dove passare le vacanze in coppia, in famiglia o anche da solo è finita: il catamarano è la vacanza al mare definitiva.

ferrero alba
È la Ferrero l’azienda dove i lavoratori italiani vorrebbero lavorare

Ai lavoratori italiani piacerebbe lavorare alla Ferrero di Alba. L’azienda dolciaria piemontese poteva già vantare un’ottima reputazione a livello internazionale e ora può fare lo stesso grazie al responso dei lavoratori. È infatti in cima alla classifica stilata da Randstad che mette in fila tutte le aziende italiane in base al giudizio dei lavoratori. La società di risorse umane ha consegnato il riconoscimento di Randstad Employer Brand 2019 qualche giorno fa a Milano, confermando l’ottima politica aziendale del colosso dolciario.

L’azienda migliore per i potenziali lavoratori

Secondo il 78,5%  intervistati, è la Ferrero l’azienda presso cui vorrebbero lavorare, sbaragliando così i grandi nomi delle automobili, per esempio. Tra una lista di oltre 150 grandi aziende con più di 1000 dipendenti, la Ferrero è quella che ottiene la posizione più alta.

Il presidente e amministratore delegato della Ferreo, Alessandro d’Este, commenta il riconoscimento come un ottimo risultato. Le politiche aziendali della famiglia Ferrero iniziate oltre 70 anni sono state premiate dai lavoratori. Una visione futuristica che oggi viene premiata e riconosciuta a livello nazionale e non solo.

Non è la prima volta che Ferrero riceve questo riconoscimento, confermandosi in vetta tra le preferenze degli italiani. La storia della famiglia Ferrero è costellata di grandi successi, tutti scaturiti da una visione imprenditoriale audace e  geniale. Una multinazionale con respiro internazionale che ancora resta legata alle sue radici ad Alba una vera rarità nel giorno d’oggi dove la parola d’ordine sembra sia delocalizzare.

La Ferrero è stata poi insignita di altri riconoscimenti, ben 5, tra cui quello per l’atmosfera di lavoro piacevole, l’alta reputazione, la sicurezza del posto di lavoro, l’equilibrio fra vita professionale e privata e la responsabilità sociale aziendale.

Le altre posizioni delle classifica

L’impresa dolciaria di Alba è seguita al secondo posto della classifica stilata da Randstad dalla BMW e poi dalla Lamborghini. Appena fuori dal podio alla quarta posizione, troviamo invece Thales Alenia Space in Italia. La Feltrinelli è al quinto posto seguita dalla Maserati. Al settimo posto della classifica si posiziona la Mondadori e poi c’è la Rai e a chiudere la top ten la Coca-Cola Hbc Italia.

Il lancio di nuovi prodotti: i biscotti

Tra l’altro, in queste ore, la Ferrero sta mettendo appunto nuovi prodotti, lanciandosi nel mondo dei biscotti. Ad annunciarlo sempre il presidente e ad Alessandro d’Este. I nuovi biscotti targati Ferrero vedranno la luce presso lo stabilimento di Balvano, in provincia di Potenza. Il lancio del prodotto sarà a maggio in Francia e poi in itali a e nel resto dell’Ue.

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A Pasqua torna l’inverno: ancora tempo instabile e freddo su tutta la regione

Dopo un primo assaggio di primavera a marzo, il tempo in Piemonte, e anche nel resto d’Italia, sembra tornito indietro all’inverno. Ha piovuto tutta settimana e lo farà anche la prossima.

L’inverno è stato troppo clemente e ci ha abituati troppo bene con precipitazioni bassissime e cielo sempre soleggiato. Se alla vigilia di Natale il termometro segnava oltre 20 gradi, non sarà lo stesso a Pasqua. Il meteo previsto è coperto con rischio di precipitazioni, anche a carattere nevoso sui rilievi anche collinari e pre alpini. Natale e con il sole, Pasqua col tizzone, recita un vecchio proverbio che stavolta ci azzecca in pieno.

Un inverno con temperature record

Sono gli scherzi del meteo impazzito che ci ha regalato un inverno davvero mite con temperature massime ben al di sopra delle medie del periodo, tanto che stato l’inverno più caldo negli ultimi 100 anni. Anche marzo è stato inaspettatamente soleggiato con giornate quasi estive.

Piove sì, ma per fortuna!

È vero che la pioggia non è la situazione meteo più ideale, soprattutto per il weekend pasquale, ma in molti attendevano le precipitazioni. Le piogge sono tornate anche a carattere intenso e di rovescio in certe zone del Piemonte, aiutando i corsi d’acqua a tornare al giusto livello. Grazie alle precipitazioni, tirano un sospiro di sollievo ad agricoltori e allevatori che temevano di non riuscire a passare la primavere e l’estate con la situazione di siccità che si era creata. Grazie alla neve caduta sulle Alpi, la riserva di acqua è stata in parte ristabilita.

Il meteo della settimana

Resta stabile la bassa pressione su tutto il bacino del Mediterraneo, favorendo l’entrata di flussi di aria fredda. Anche la prossima settimana sarà caratterizzata da tempo instabile e molto variabile. Le schieriate saranno solo temporanee e si attendono anche rovesci improvvisi. A Pasqua le piste da sci saranno sicuramente aperte grazie alle nevicate di questi giorni a cui seguiranno quelle della settimana prossima.

Non è ora di archiviare l’ombrello che servirà per colpa di un vortice di aria fredda che è arrivato già dal pomeriggio / sera di sabato, portando nuova instabilità. L’aria fredda in quota porta ulteriori peggioramenti dopo le temporanee schiarite di sabato mattina che facevano ben sperare.

I più colpiti dal al tempo saranno ancora una volta i settori pedemontani e anche la zona del  cuneese e dell’astigiano. La neve è attesa già a 600 – 800 metri di quota, anche nei dintorni di Torino. Insomma, nella settimana che precede la Pasqua, si girerà ancora con il cappotto, con l’ombrello e il berretto.

Dopo un inizio settimana invernale, le precipitazioni diluiranno e la quota neve salirà, ma ci sarà ancora freddo con temperature tra 8 – 11 gradi nel torinese. Dopo un miglioramento tra martedì e giovedì, torna di nuovo il brutto tempo che durerà per tutto il weekend pasquale.

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Alle accuse di aggressività del prof, l’alunno risponde prendendolo a pugni in faccia

L’accaduto risale a martedì, quando nella succursale dell’istituto agrario “Carlo Ubertini” a Chivasso nel torinese, un alunno ha picchiato l’insegnante di sostengo. La notizia riporta in prima pagina i casi di abusi sugli insegnanti, i quali sono sempre più abbandonati a fare il lavoro più difficile del mondo: crescere i ragazzi. Tra fondi tagliati, istituti che cadono a pezzi, organico sottostimato e così via, purtroppo, questi casi sono abbastanza frequenti, ma è giusto darne sempre notizia, andando anche ad indagarne le cause.

Lo sconcertante accaduto

Il professore di sostegno aveva convocato i genitori dell’alunno della prima classe per parlare dei suoi problemi di aggressività. Il giovane insegnante, 25 anni, era intervenuto giusto qualche giorno prima per salvare un altro ragazzo preso di mira dal quindicenne aggressivo. Frequentatore di una locale palestra di kickboxing, l’alunno sembra molto più grande e non è il primo episodio di violenza ingiustificata verso i compagni di scuola.

Per tale motivo, l’insegnante aveva ritenuto doveroso un faccia a faccia con i genitori. Mentre il colloquio era in corso, il ragazzo si è sentito dire dal prof “Sei troppo aggressivo “ e la risposta è stata un bel pungo in faccia all’insegnante, proprio sotto gli occhi degli attoniti genitori.

Il prof è uscito dall’aula frastornato e poi si è accasciato a terra nel corridoio. Prendendo i sensi, il prof ha colpito con la testa lo stipite della porta dell’aula insegnanti. Mente giungevano i primi soccorsi da parte dei colleghi, i genitori erano intenti a placare, seppur a fatica, il figlio.

L’epilogo

Il prof  è stato immediatamente portato in ospedale dove è stato ricoverato con una prognosi di almeno 2 settimane. Per quanto riguarda il giovane 15enne, il consiglio di istituto si riunisce oggi per i dovuti provvedimenti. Già nei giorni passati si ipotizzava una lunga sospensione e, probabilmente, si procederà in tale senso.

L’analisi del fenomeno

È un fenomeno che si è visto un po’ tutta la penisola da nord a sud, sia in regione ricche e ben gestite che in quelle che non lo sono. È quindi evidente che il problema non è legato unicamente alle scuole più disagiate, ma trasversale tra gli adolescenti e i ragazzi di oggi. Come al solito, serve comunicazione ed educazione per sensibilizzare i i giovani protagonisti su certi temi, compiti assegnati da sempre alla scuola, ma se è essa stessa la prima vittima, come uscirne? In un Paese dove le priorità del governo sembrano esser tutt’altro che istruzione e cultura, lasciando la scuole e i suoi insegnanti abbandonati a sé stessi, questi fatti sono destinati a crescere.

Un ultimo commento lo merita la decisione della sospensione. In tantissimi psicologhi e pedagogisti si interrogano sull’effettiva validità ed efficacia di tale punizione. Sarebbe opportuno studiare altre forme per punire i ragazzi ed educarli al rispetto delle regole e dell’autorità, pagandone le conseguenze.

Nuove frontiere dell’amministrazione condominiale

L’amministratore di condominio svolge compiti che richiedono competenze tecniche allo scopo di garantire trasparenza nella contabilità, sicurezza dell’immobile e il pieno rispetto delle vigenti normative in materia edilizia e condominiale.
La figura di un amministratore diventa necessaria anche per rappresentare il condominio nei rapporti con i terzi in ambito legale e istituzionale. La moderna amministrazione condominiale di alto livello si estende anche ai settori energetici e del gas, al fine di assicurare forniture a prezzi competitivi.

L’importanza dell’amministrazione condominiale qualificata

Il ruolo di un amministratore a Torino ha oggi assunto un tenore diverso rispetto al passato, perché questa attività professionale richiede una formazione specifica in ambito economico, fiscale, giuridico, tecnico e relazionale. La realtà odierna digitale impone all’amministratore conoscenze variegate, anche di tipo informatico, fino a quelle che investono il segmento dell’efficienza energetica e del gas.
A questo proposito un amministratore condominiale al passo con i tempi saprà anche rispondere alle esigenze di quei condomini che intendono sottoscrivere contratti di gas ed energia al miglior prezzo sul mercato. Questo significa che l’amministratore non si limita a redigere i conti condominiali, per garantirne la correttezza e la trasparenza, ma aiuta concretamente a migliorare la vivibilità all’interno del condominio.
L’Amministratore di condominio Torino provvederà anche a porre in essere tutte quelle attività per salvaguardare sicurezza e il decoro dell’edificio secondo le normative in vigore, oltre a rappresentare le parti comuni dello stabile nei rapporti con i terzi. L’attività dell’amministratore, in definitiva, fonde teoria e pratica, per garantire una gestione del condominio completa, di stampo manageriale e che permetta di risolvere con successo ogni problematica in tempi brevi.

Come scegliere un amministratore qualificato per il proprio condominio

Affidare l’amministrazione della proprietà immobiliare a soggetti qualificati e che si sottopongono ad aggiornamenti periodici, è il primo passo da compiere per vivere un’esperienza condominiale serena e che sappia far fronte alle diverse esigenze. Il lavoro di amministratore di condominio non può essere improvvisato. Per questo è importante affidare la gestione del condominio a professionisti che siano regolarmente iscritti agli albi professionali e che vantano una lunga esperienza nel settore. Un amministratore preparato, che ha acquisito le specifiche certificazioni, eserciterà l’amministrazione condominiale, i mandati, la rappresentanza e l’attività di mediazione anche con lealtà, decoro e competenza, oltre che nel rispetto della privacy.

Dove trovare un amministratore condominiale qualificato?

Il sito www.cbamministrazioni.it è oramai il punto di riferimento per quei cittadini che cercano una figura professionale, con comprovata esperienza, che garantisca trasparenza e alta conoscenza dei regolamenti.
La professione di amministratore di condominio viene esercitata da professionisti iscritti regolarmente all’albo e che dispongono delle certificazioni necessarie per provvedere a tutta una serie di attività, quali:

  • manutenzioni e ricostruzione delle parti comuni (come, ad esempio, scale, ascensore, impianto di videosorveglianza, lastrico ecc.);
  • gestione contabile per la determinazione delle quote condominiali;
  • esecuzione delle delibere definite in assemblea;
  • pagamento dei tributi e delle spese di manutenzione periodiche;
  • tutela del decoro e della sicurezza dello stabile;
  • intraprendere le azioni necessarie contro i condomini morosi;
  • curare i registri del condominio e redigere il rendiconto.

A queste e molte altre attività descritte si affianca anche quella fornita dalla figura dell’energy manager, parte integrante del pool addetto all’amministrazione, costantemente impegnato nel proporre il miglior prezzo di luce e gas.
Gli interessati ai servizi di amministrazione condominiali possono contattare:

Sede Torino
Via Ascanio Sobrero, 20 – Torino
Tel.: +39 011 4733900

Sede Milano
Corso Sempione, 39 – Milano
Tel.: +39 02 36728919

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Madre e Padre sulla carta di identità al posto di Genitore 1 e Genitore 2: la regione Piemonte non ci sta

Il Piemonte è la prima tra le regioni italiane che non solo si schiera contro le discriminazioni, ma fa anche qualcosa di concreto. La questione riguarda le nuove carte di identità che sono state modifiche: al posto della dicitura “genitore 1” e “genitore 2” si torna alla vecchia dicitura “padre” e “madre”.

Un decreto che segna un passo indietro

È una discriminazione bella e buona per tutte le famiglie arcobaleno, cioè quelle dove i genitori sono delle stesso sesso. Ovviamente, il nuovo provvedimento è a firma del ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini, della ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.

Le proteste contro il World Family Congress ancora tengono banco

Sul tavolo è ancora calda la questione del World Family Congress dello scorso fine marzo, che ha visto manifestare per le vie della città oltre 150.000 persone contrarie a questo congresso con ospiti non solo ultracattolici, anti abortisti e sostenitori dell’idea che l’omosessualità sia un malattia, ma anche lo stesso Salvini. Arriva quindi molto gradita questa notizia da Torino, comune guidata dai 5 Stelle che, nonostante al governo con i leghisti sostenitori del WFC, si sono dichiarati contrari alla kermesse.

Cosa farà la Regione

Le Regione Piemonte guidata dal democratico Sergio Chiamparino ha deciso che pagherà di tasca sua le spese legali di chi si sente leso dal nuovo provvedimento. La Regione attingerà dal fondo anti discriminazioni e anche i singoli Comuni potranno fare lo stesso.

L’assessore alle Pari opportunità, Monica Cerutti non ci sta a fare questo passo indietro. Il decreto è, per l’assessore e il consiglio regionale, discriminatorio. Tutti i piemontesi che si sentiranno lesi da questo provvedimento, avranno facoltà di fare richiesta di accadere al fondo regionale contro le discriminazioni per sostenere le spese legali che servono per far valere i propri diritti. La stessa possibilità è offerta agli amministratori comunali che hanno delle competenze sul registro anagrafico.

Le dichiarazioni della sindaca Appendino

Anche la sindaca Appendino dice la sua in merito al ritorno alla dicitura madre e padre sulla carta di identità  invece che genitore 1 e genitore 2. Da sempre il Comune di Torino si è schierato dalla parte delle famiglie cosiddette arcobaleno, cioè dove i genitori sono dello stesso sesso. Infatti, il Comune ha anche registrato l’adozione di una bambino da parte di due donne unite civilmente.

Il tweet della sindaca Chiara Appendino è chiaro e definisce questo atto un passo indietro rispetto a tutto quello che è stato fatto finora a Torino in merito ai diritti di tutti. La giunta si sta muovendo per capire quali sia il margini di azione dei singoli per poter intervenire contro questo decreto ministeriale.

La sindaca aveva risposto al contestatissimo congresso sulla famiglia di Verona esponendo una bandiera in Comune che dice “Torino ama tutte le famiglie, siete benvenute“.

Usato sicuro – l’alternativa ideale per chi ama davvero le auto

Usato sicuro – è davvero una contraddizione in termini? Ogni veicolo di seconda mano ha qualcosa da nascondere? Chi vuole viaggiare sicuro deve davvero rivolgersi esclusivamente al mondo del nuovo?

Approfondiremo questo tema nella nostra guida di oggi, non prima di avervi anticipato la risposta: esiste un fiorente mercato delle auto di seconda mano di qualità – un mercato che potrebbe essere davvero la migliore delle scelte per chi vuole una vettura di grande qualità senza spendere cifre esorbitanti.

Ci si può davvero fidare?

Sì, anche se non di tutti. Oggi abbiamo da un lato reti di distribuzione certificate, garantite e controllate e dall’altro quel vecchio mercato delle auto usate del quale fidarsi completamente è impossibile.

La buona notizia per chi vuole davvero risparmiare per il suo prossimo acquisto è che il vecchio modo di vendere auto usate è destinato alla scomparsa, continua a perdere quote di mercato e non è più l’unica alternativa che abbiamo a disposizione.

L’usato può essere sicuro e non dobbiamo più, come avremo modo di vedere tra pochissimo, fidarci esclusivamente delle parole del venditore. Oggi esistono processi organizzati per garantire l’affidabilità della tua auto – scopriamo insieme quali sono.

Controlli? L’usato garantito ne passa più di 100

I controlli sono di importanza fondamentale per le auto di seconda mano. Non dovresti mai metterti alla guida di un veicolo che non è stato controllato minuziosamente nelle sue componenti elettriche e meccaniche, con un’attenzione particolare per quelle componenti che sono maggiormente importanti per la sicurezza e soggette ad usura.

Tutte le migliori reti di distribuzione dell’usato sottopongono i veicoli di seconda mano a controlli approfonditi e numerosi – più di cento – per garantire all’acquirente il massimo della sicurezza e della qualità.

Non devi più comprare cash – oggi sono disponibili anche piani di finanziamento

Una delle principali difficoltà per chi doveva acquistare un usato era l’impossibilità – o quasi – di ricorrere a finanziamenti. Anche i soggetti privati come le banche offrivano esclusivamente finanziamenti sul nuovo.

Anche questa problematica è ormai una questione che riguarda esclusivamente il passato. Tramite le migliori concessionarie oggi puoi andare a scegliere i piani di finanziamento più congeniali a te, senza doverti più preoccupare di accumulare somme di denaro importanti per acquistare un veicolo usato.

Puoi pagare anche con piccole rate e portarti a casa l’auto dei tuoi sogni senza avere capitali importanti a disposizione.

Si risparmia davvero? Certo, anche più del 50%

Ultima questione – anche se non la meno importante per chi guarda a questo mercato – quella del risparmio. Acquistando un usato sicuro puoi comunque risparmiare somme importanti, almeno il 30% rispetto all’acquisto di un’auto di pari qualità, ma nuova.

Considerando il risparmio decisamente importante, la domanda sorge spontanea. Sicuro che il nuovo sia ancora la migliore alternativa a tua disposizione?